Il Consiglio federale ha presentato la sua posizione riguardo alle raccomandazioni ricevute dalle Nazioni Unite in occasione del quarto Esame periodico universale (EPU) del Consiglio dei diritti umani dell’ONU. L’evento si è svolto il 27 gennaio 2023, in cui 118 Stati hanno partecipato all’Esame periodico universale della Svizzera, ospite e Paese con un marcato profilo nel campo dei diritti umani.
Il bilancio della Svizzera ha ottenuto una valutazione globalmente positiva in un clima costruttivo. L’EPU è uno dei principali strumenti di cui dispone il Consiglio dei diritti umani dell’ONU per seguire la situazione dei diritti umani in tutto il mondo. Ogni cinque anni, nel quadro dell’EPU, ogni Stato membro dell’ONU viene valutato dagli altri Stati membri in merito alla situazione sul suo territorio.
Gli Stati formulano raccomandazioni su come migliorare la protezione dei diritti umani in determinati ambiti, rivedere la legislazione esistente e colmare le eventuali lacune. La Svizzera ha ricevuto 317 raccomandazioni, di cui il Consiglio federale ne ha accettate 209. In particolare, accetta quelle riguardanti la lotta alla violenza di genere e l’aumento della rappresentanza femminile nelle posizioni decisionali, come pure il rafforzamento delle misure contro i discorsi di incitamento all’odio e la discriminazione, compresa la sensibilizzazione in merito alla discriminazione razziale, oltre alle raccomandazioni relative all’inclusione delle persone con disabilità.
Il parere è il risultato di un’ampia consultazione degli uffici federali interessati e dei Cantoni e di uno scambio con altri attori all’esterno dell’Amministrazione federale. A livello nazionale l’attuazione delle raccomandazioni accettate spetta alla Confederazione e ai Cantoni, nell’ambito delle rispettive competenze. La Svizzera le attuerà continuando a dialogare con tutti gli attori interessati fino al prossimo ciclo EPU. L’attuazione sarà monitorata congiuntamente dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
La Svizzera è un Paese che si prende molto sul serio i diritti umani, motivo per cui la comunità internazionale ha mostrato grande interesse nei confronti dell’Esame periodico universale. La Svizzera ha dimostrato di essere consapevole delle lacune nel sistema dei diritti umani e di essere pronta a lavorare per migliorare la situazione. Questo è particolarmente evidente nelle raccomandazioni relative alla lotta alla violenza di genere e all’aumento della rappresentanza femminile nelle posizioni decisionali.
La Svizzera si impegna a continuare a lavorare per migliorare la situazione dei diritti umani nel Paese. Il Consiglio federale ha dimostrato di essere aperto al dialogo e alla collaborazione con tutti gli attori interessati per garantire che le raccomandazioni siano attuate in modo efficace.




