Novant’anni di storia, uno sguardo già al futuro
La Lega Cancro Ticino ha appena tagliato il traguardo del suo 90° anniversario, ma chi la guida non è certo il tipo da sedersi sugli allori. Il presidente Carlo Marazza punta già il mirino sul prossimo decennio, consapevole che il contesto in cui l’associazione opera sta cambiando in modo profondo e rapido.
Non si tratta solo di una questione organizzativa: le trasformazioni demografiche, l’evoluzione delle terapie oncologiche e il progressivo aumento della povertà nel Canton Ticino disegnano uno scenario che richiede risposte concrete e, soprattutto, risorse adeguate.
Il nodo delle risorse: 2,5 milioni di franchi che potrebbero non bastare
Per mantenere attivi tutti i propri servizi, la Lega Cancro Ticino ha bisogno oggi di circa 2,5 milioni di franchi all’anno. Una cifra che, guardando alle tendenze in atto, rischia di diventare insufficiente già nel medio termine.
L’organizzazione è una realtà no profit di pubblica utilità e il suo modello finanziario si regge prevalentemente sulle donazioni private: il contributo pubblico — da Cantone e Confederazione — copre meno del 20% del fabbisogno complessivo. Il resto arriva da privati cittadini, aziende e, in alcuni casi, da lasciti ereditari di persone che hanno voluto lasciare un segno concreto nella lotta contro il cancro.
Una voce significativa riguarda il sostegno economico ai pazienti in difficoltà: circa 300.000 franchi all’anno vengono destinati a chi non riesce ad affrontare i costi legati alla malattia. Un importo destinato a crescere, considerando che la povertà in Ticino è in aumento e che sempre più famiglie si trovano in condizioni di fragilità economica.
L’invecchiamento della popolazione e la cronicizzazione del cancro
Due fenomeni, apparentemente distinti, si intrecciano e amplificano le sfide davanti alla Lega Cancro. Il primo è l’invecchiamento demografico: vivere più a lungo significa, statisticamente, esporsi a un rischio oncologico maggiore. In Ticino si registrano ogni anno circa 2.600 nuove diagnosi, di cui un migliaio riguarda persone con più di 70 anni. In tutta la Svizzera il dato sale a 48.000 casi annui.
Il secondo fenomeno è la cronicizzazione della malattia. Le terapie moderne hanno compiuto passi da gigante: in molti casi il cancro non viene sconfitto definitivamente, ma tenuto sotto controllo, permettendo al paziente di condurre una vita relativamente normale. Una conquista straordinaria della medicina, ma che genera nuove necessità assistenziali. Chi convive con la malattia per anni ha bisogno di un accompagnamento continuativo, fatto di vicinanza, supporto psicologico e pratiche quotidiane.
Un allarme inatteso: il cancro colpisce sempre più i giovani
Accanto al già noto legame tra età avanzata e rischio oncologico, emerge una tendenza preoccupante: l’aumento dei tumori tra le persone under 40. Per alcune tipologie di cancro, l’incremento è reale e significativo, ma le cause restano difficili da spiegare con certezza.
Questo dato interroga profondamente la Lega Cancro Ticino, che si chiede fino a che punto sarà in grado di garantire la stessa qualità di servizio a tutti, se la domanda dovesse continuare a crescere anche nelle fasce più giovani della popolazione.
Cosa fa concretamente la Lega Cancro Ticino
Per capire la portata delle sfide in gioco, vale la pena ricordare l’ampiezza dei servizi offerti dall’associazione. Oggi operano per la Lega Cancro Ticino:
- una ventina di professionisti tra assistenti sociali, infermieri e psicologi
- circa cento volontari impegnati nell’accompagnamento dei pazienti
Le aree di intervento coprono la consulenza e assistenza sociale, la consulenza infermieristica, la psico-oncologia, l’oncologia pediatrica, il sostegno economico, l’aiuto burocratico e pratico, la prevenzione — anche nelle aziende — e attività ricreative pensate per migliorare la qualità della vita dei malati.
L’obiettivo dichiarato è alleviare il peso della quotidianità su chi sta già affrontando una delle esperienze più dure della vita, evitando che problemi pratici o economici si sommino alla difficoltà della malattia.
Stili di vita e prevenzione: un invito alla consapevolezza
Marazza non evita il tema della prevenzione, pur con il tatto necessario. La scienza, ricorda, ha migliorato la capacità di diagnosticare precocemente i tumori, aumentando le possibilità di guarigione. Ma molto dipende anche dalle scelte individuali.
Senza demonizzare nessuno, il presidente sottolinea come fattori come il fumo rappresentino un rischio documentato e significativo. Più consapevolezza e una sensibilizzazione più incisiva — soprattutto tra le nuove generazioni — potrebbero fare la differenza, nel pieno rispetto della libertà di scelta di ciascuno.
Il ruolo insostituibile di un’associazione privata
C’è infine una riflessione che Marazza considera fondamentale nel dibattito pubblico: se la Lega Cancro Ticino non esistesse, molti dei servizi che offre ricadrebbero inevitabilmente sullo Stato. Un’associazione no profit che copre bisogni reali e urgenti, alleggerendo il sistema pubblico, merita di essere sostenuta e difesa.
Il traguardo del centesimo anniversario è ancora lontano, ma la strada per arrivarci richiede già oggi decisioni coraggiose su risorse, modelli organizzativi e nuove fonti di finanziamento. La Lega Cancro Ticino lo sa. E lo dice senza giri di parole.



