La Svizzera ha esteso l’elenco delle sanzioni contro la Russia in relazione alla situazione in Ucraina. La decisione è stata presa in seguito alla revisione annuale delle sanzioni, che sono state introdotte nel 2014 a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia.
Le nuove sanzioni riguardano l’importazione di beni e servizi da parte della Russia, nonché l’accesso al mercato finanziario svizzero per alcune società russe. Inoltre, le restrizioni sono state estese a 10 nuove persone fisiche e giuridiche, portando il totale delle persone coinvolte a 87.
La Svizzera ha dichiarato che le sanzioni sono state introdotte per sostenere gli sforzi internazionali volti a risolvere la crisi in Ucraina e per promuovere il rispetto del diritto internazionale. La Svizzera ha inoltre affermato che le sanzioni non sono dirette contro il popolo russo, ma contro le persone fisiche e giuridiche che sono coinvolte nella violazione del diritto internazionale.
I dieci nuovi nomi aggiunti all’elenco delle sanzioni includono funzionari governativi russi e imprese coinvolte nella produzione di armi. La Svizzera ha dichiarato che questi individui e società hanno violato il diritto internazionale e contribuito alla destabilizzazione della situazione in Ucraina.
Le sanzioni sono state introdotte in coordinamento con l’Unione Europea (UE) e gli Stati Uniti. L’UE ha introdotto le prime sanzioni contro la Russia nel 2014, dopo l’annessione della Crimea, e le ha successivamente estese a causa del conflitto in Ucraina orientale. Gli Stati Uniti hanno anche introdotto una serie di sanzioni contro la Russia in relazione alla situazione in Ucraina e ad altre questioni internazionali.
La Svizzera ha dichiarato che continuerà a monitorare la situazione in Ucraina e ad adottare misure appropriate per sostenere gli sforzi internazionali volti a risolvere la crisi.




