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Preventivo 2027 in Ticino: austerità strutturale, tagli alla scuola e silenzio sulle emergenze sociali

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Ticino, il Preventivo 2027 non cambia rotta: austerità confermata

Il documento finanziario che il Governo ticinese ha presentato per il 2027 non rappresenta una svolta. Al contrario, consolida un percorso di austerità già tracciato nei tre anni precedenti, ignorando le crescenti difficoltà sociali, formative e ambientali che caratterizzano la realtà del Cantone. È questa la lettura critica che emerge dall’analisi del preventivo, contestato da più parti sul piano politico e sociale.

Una continuità che pesa: 157 milioni di effetti dalle misure precedenti

Non si tratta di una manovra finanziaria isolata. Lo stesso messaggio governativo riconosce che le misure di risparmio degli anni passati producono ancora oggi circa 157 milioni di franchi di effetti sul bilancio 2027, a cui si sommano ulteriori 47 milioni di nuovi tagli previsti. Una parte di questi ultimi – circa 7 milioni – deriva da decisioni del Gran Consiglio, mentre il resto rientra nell’autonomia d’azione dell’esecutivo cantonale.

Tra le misure che si protraggono figura la riduzione del 10% nelle sostituzioni del personale, già introdotta con il Preventivo 2026 e confermata per il 2027 con effetti attesi fino al 2028. Analogamente, la compensazione del rincaro prevista allo 0,25% appare del tutto inadeguata rispetto a un’inflazione in accelerazione e alla necessità di recuperare oltre il 3% di potere d’acquisto eroso negli ultimi anni.

Scuola: classi più affollate invece di più investimenti

Nel settore scolastico, la logica del risparmio si traduce in scelte concrete e discutibili. A partire dall’anno scolastico 2027-2028, il Governo prevede di estendere a 17 sedi delle scuole medie l’aumento del numero di studenti nei gruppi di inglese di quarta media: da 16 a 18 alunni per gruppo. Il risparmio calcolato è di circa 90.000 franchi.

La cifra è modesta, ma il segnale politico è chiaro: anche nella formazione, la priorità è tagliare i costi piuttosto che investire nella qualità. Una scelta che stride con il peggioramento dei risultati nei test PISA e con le difficoltà crescenti che insegnanti e studenti affrontano ogni giorno nelle aule. Misure già introdotte nei preventivi precedenti – come la rinuncia all’aumento dello sgravio per la docenza di classe nelle scuole medie – continuano intanto a produrre i loro effetti negativi.

Asilo e sociale: chi è più vulnerabile paga il prezzo maggiore

Sul fronte dell’accoglienza, il Preventivo conferma una linea restrittiva che colpisce le persone più esposte. Le riduzioni che hanno interessato enti come la Croce Rossa si combinano con le conseguenze delle politiche federali, come quelle relative alla gestione del centro di Chiasso. Si tratta di scelte che interrogano sulla tenuta concreta dei principi umanitari che la Svizzera dichiara di voler difendere.

Analoghe preoccupazioni riguardano il settore sociale, in particolare le misure che incidono sulla LAPS (Legge sull’assistenza sociale). Invece di rafforzare le prestazioni per rispondere a una domanda crescente – legata all’aumento delle difficoltà economiche di molte famiglie – il Governo sceglie di contenere ulteriormente la spesa. Con una conseguenza precisa: il costo dell’austerità viene trasferito sulle persone più fragili.

Violenza di genere e canicola: assenti dal documento finanziario

Uno degli aspetti più critici del Preventivo 2027 è ciò che non contiene. In un anno segnato dall’aumento dei femminicidi e da un’estate che ha mostrato la fragilità del sistema pubblico di fronte alle ondate di calore, né la violenza di genere né la canicola trovano risposte concrete nel documento finanziario.

  • Sul contrasto alla violenza domestica, il Programma di legislatura riconosce formalmente l’obiettivo di rendere strutturale il sistema di prevenzione, ma la nuova strategia resta in attesa dell’allineamento con quella nazionale, previsto tra fine 2026 e inizio 2027.
  • Sul fronte climatico, il Cantone dispone di obiettivi formali di adattamento e decarbonizzazione, ma diversi interventi pianificati risultano ancora in sospeso.

Una priorità politica, per essere tale, deve tradursi in risorse, personale e strutture. Gli annunci non bastano.

Il nodo fiscale: la ricchezza cresce, le entrate no

C’è un tema di fondo che il dibattito pubblico tende a trascurare: quello delle entrate fiscali. Negli ultimi vent’anni il PIL cantonale ticinese è cresciuto da circa 23 a oltre 36 miliardi di franchi, superando il 50% di incremento. Eppure, le entrate fiscali non hanno seguito la stessa traiettoria.

Il gettito delle persone giuridiche ha registrato una forte volatilità e ora si prevede una fase di stagnazione. Quello delle persone fisiche è cresciuto, ma non proporzionalmente. La ragione principale risiede negli sgravi fiscali approvati nel tempo, soprattutto per i redditi più alti, che hanno ridotto il margine di manovra del Cantone proprio quando i bisogni collettivi aumentavano.

Vale poi notare che il debito pubblico cantonale non rappresenta un peso insostenibile: nel 2027 gli oneri sul patrimonio (106,6 milioni) saranno più del doppio rispetto al costo del debito (48 milioni), con un saldo attivo di 58,6 milioni. Presentare il pareggio di bilancio come l’unico obiettivo possibile è, dunque, una scelta politica, non una necessità tecnica.

Fine legislatura: un bilancio politico in rosso

Il Preventivo 2027 arriva a chiudere una legislatura in cui il Governo e la maggioranza parlamentare avrebbero avuto l’opportunità di affrontare le grandi questioni strutturali del Cantone. Il bilancio appare invece deludente. Anche la vicenda istituzionale che ha coinvolto il Consigliere di Stato Claudio Zali ha messo in luce fragilità politiche più ampie, che vanno al di là del singolo caso.

Il quadro complessivo mostra una maggioranza che ha dimostrato determinazione nel contenere la spesa, ma scarsa incisività nel rispondere alle disuguaglianze sociali, alla crisi abitativa, alle difficoltà scolastiche, alla violenza di genere e alla crisi climatica. Non è un problema di gestione tecnica: è una questione di priorità politiche. E le priorità, in questo Preventivo, restano le stesse degli anni precedenti.

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