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Nessun congedo di paternità per le coppie lesbiche

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Nella sua riunione odierna, il gruppo parlamentare dell’UDC ha deciso di:

  • respingere la mozione “Congedo di paternità di due settimane per tutte le coppie”;
  • sostenere l’iniziativa parlamentare “Votazioni pubbliche e trasparenti in seno al Consiglio degli Stati”
  • e di introdurre vari emendamenti nel dibattito sull’attuazione della legge sulle piste ciclabili.

Con il sì al matrimonio per tutti, si è aperto il vaso di Pandora. L’approvazione della modifica di legge è sfruttata ora per presentare richieste sempre più ampie, non importa quanto assurde possano essere, come l’estensione del congedo di paternità alle coppie lesbiche. Il gruppo parlamentare dell’UDC respinge la tattica delle fette di salame del fronte rosso-verde e quindi la mozione 21.4331 “Congedo di paternità di due settimane per tutte le coppie”. L’UDC si è battuta sin dall’inizio contro un congedo paternità imposto dallo Stato e finanziato dalla collettività. La legge, adottata nel 2020, costa all’economia e ai contribuenti svizzeri centinaia di milioni di franchi e colpisce in modo particolare le piccole e medie imprese. L’UDC respinge risolutamente il fatto che la cerchia dei profittatori venga ora estesa alle coppie lesbiche.

Sia fatta luce nell’oscura Camera dei Cantoni

Il gruppo UDC sostiene all’unanimità l’iniziativa parlamentare 19.498 “Votazioni pubbliche e trasparenti nel Consiglio degli Stati” del Consigliere agli Stati Thomas Minder. Il Consiglio degli Stati vota elettronicamente dalla sessione primaverile del 2014, 20 anni in ritardo rispetto al Consiglio nazionale. A differenza della Camera del Popolo, tuttavia, non tutti i risultati delle votazioni in seno al plenum sono pubblicati sotto forma di un elenco di nomi. Soprattutto dal punto di vista degli elettori, questa trasparenza selettiva è incomprensibile. Spesso vogliono sapere su determinate questioni – e giustamente – come ha votato il “loro” Consigliere agli Stati.

Legge sulle piste ciclabili con tanto di “articolo-parassita”

Nell’attuazione della legge sulle piste ciclabili, che è stata chiaramente adottata dal popolo nel 2015, il gruppo parlamentare UDC ha deciso di intervenire. L’UDC rispetta la volontà popolare, ma non può sostenere la presente legge. Ciò va ben oltre la volontà dei cittadini e limita in modo massiccio la libertà dei Cantoni, anche se cono chiamati a finanziare integralmente le piste ciclabili unitamente ai Comuni.

Particolarmente inquietante è un “articolo-parassita” presente nella legge, poiché esso conferirebbe in futuro a organizzazione ideologiche come “Pro velo” il ruolo di “consiglieri” dei Cantoni. Ovviamente, l’obiettivo principale è quello di creare una nuova fonte di finanziamento per le organizzazioni di stampo ideologico. I Cantoni possono infatti già coinvolgere organizzazioni specializzate. Il gruppo UDC ha presentato emendamenti corrispondenti in vista del dibattito sull’attuazione.

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