Un bilancio da 98,5 milioni di disavanzo e tante polemiche
Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha approvato il preventivo 2027, che registra un disavanzo d’esercizio di 98,5 milioni di franchi. Una cifra che, da sola, non basterebbe a innescare il dibattito politico, se non fosse per le scelte che stanno dietro a quei numeri. Il Movimento per il socialismo (MpS) non ha esitato a prendere posizione, denunciando una linea di governo che, a suo avviso, scarica il costo delle proprie decisioni sui settori più fragili della società ticinese.
Secondo l’MpS, siamo di fronte alla conferma di una politica di austerità già respinta dal partito negli anni scorsi, che ora si ripropone invariata nonostante le emergenze sociali, educative e ambientali che il Cantone si trova ad affrontare.
Scuola: meno risorse, classi più numerose
Uno dei fronti più critici riguarda il sistema scolastico. L’MpS denuncia che la logica prevalente nel preventivo è quella del taglio dei costi attraverso l’aumento del numero di alunni per classe, una scelta che va in direzione opposta rispetto a quanto il dibattito pubblico richiede da tempo.
Il riferimento ai risultati negativi dei test PISA è esplicito: proprio quando emergono segnali preoccupanti sulla qualità dell’istruzione e sulle difficoltà sociali dentro le aule, il Governo sceglie di ridurre le risorse invece di potenziare il sostegno ai docenti e agli studenti. Per il Movimento, questa è una contraddizione difficilmente giustificabile.
Asilo e accoglienza: proclamazioni umanitarie e tagli pratici
Anche il settore dell’asilo e dell’accoglienza finisce nel mirino dell’MpS. Il partito si interroga su quanto valga, nella pratica concreta, la tradizione umanitaria svizzera quando il preventivo punta sistematicamente a ridurre le prestazioni e contenere la spesa in questo ambito.
La critica non è ideologica in senso astratto: si tratta di una lettura di quello che il bilancio effettivamente prevede, ovvero meno risorse per chi si trova in una condizione di vulnerabilità e dipende dai servizi pubblici di accoglienza.
Welfare e LAPS: il costo si sposta sulle famiglie
Sul fronte del welfare, l’attenzione dell’MpS si concentra sulle possibili ricadute del preventivo sulla LAPS, la Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali. Anche in questo caso, la direzione individuata dal partito è quella di una progressiva riduzione degli interventi pubblici, in un momento in cui le difficoltà economiche colpiscono una quota crescente di famiglie ticinesi.
Il Movimento sottolinea un meccanismo che ritiene fondamentale capire: tagliare le prestazioni sociali non significa eliminare i costi, significa trasferirli. Le spese che lo Stato non sostiene vengono semplicemente scaricate sulle persone e sui nuclei familiari, spesso quelli meno attrezzati per farvi fronte.
Violenza di genere e canicola: le emergenze invisibili nel documento
Uno degli aspetti più contestati dall’MpS riguarda ciò che nel preventivo 2027 non compare affatto. Due temi che hanno dominato l’agenda delle emergenze nel corso del 2026 — la violenza di genere e la canicola — non trovano menzione significativa nel documento di bilancio.
- Sul fronte della violenza contro le donne, il partito chiede un investimento concreto in prevenzione, contrasto e supporto alle vittime, sottolineando l’urgenza di stanziare risorse adeguate.
- Sul fronte climatico, l’MpS registra che il Cantone ha formalmente adottato obiettivi di adattamento e decarbonizzazione, ma il monitoraggio del Programma di legislatura rivela che diverse azioni restano ancora in sospeso, senza che il preventivo intervenga a sbloccarle.
Per il Movimento, ignorare queste emergenze nel documento finanziario più importante dell’anno equivale a non volerle affrontare davvero.
Il nodo fiscale: gli sgravi che hanno ridotto il margine di manovra
L’MpS allarga la propria analisi anche alla struttura delle entrate, non solo alla spesa. Il partito sostiene che il riequilibrio dei conti pubblici non può essere perseguito tagliando esclusivamente i costi, e che la questione della pressione fiscale va affrontata con onestà politica.
In particolare, l’MpS punta il dito sugli sgravi fiscali approvati negli ultimi anni, che avrebbero ridotto significativamente il margine finanziario del Cantone proprio nel momento in cui i bisogni collettivi aumentavano. Il risultato, secondo il partito, è una contraddizione sempre più evidente: lo Stato dispone di meno risorse, ma viene chiamato a fare sempre di più.
La posizione finale: respingere il preventivo e costruire un’alternativa
La conclusione dell’MpS è netta: il preventivo 2027 va respinto. Non si tratta, secondo il partito, di una battaglia difensiva per mantenere lo status quo, ma di un atto politico orientato a cambiare le priorità del Cantone, mettendo al centro i bisogni della maggioranza della popolazione.
Il Movimento si dichiara pronto a proseguire la propria opposizione in Parlamento, con l’obiettivo di costruire un’alternativa credibile che rimetta in discussione le scelte di una maggioranza politica che — a detta dell’MpS — non ha saputo adeguarsi alle sfide del momento. Un segnale chiaro in vista del dibattito parlamentare che si aprirà nelle prossime settimane sul bilancio cantonale.



