Preventivo 2027: subito polemica politica in Ticino
Non ha tardato ad arrivare la reazione dei partiti di opposizione alla presentazione del Preventivo 2027 del Canton Ticino. Il Movimento per il socialismo (MPS) è stato tra i primi a prendere posizione, con una critica netta e articolata che tocca più ambiti: scuola, politiche sociali, cambiamenti climatici e politica fiscale.
Per l’MPS il documento non rappresenta una novità rispetto agli anni precedenti, ma la conferma di una linea governativa consolidata. Una linea che il movimento non esita a definire «austerità» e che, a suo avviso, penalizza le fasce più vulnerabili della popolazione.
Una continuità con i preventivi degli anni scorsi
Secondo l’MPS, il Preventivo 2027 non va letto come un episodio isolato, ma come l’ultimo capitolo di una serie che ha caratterizzato l’intera legislatura. Già i bilanci preventivi del 2024, 2025 e 2026 avrebbero seguito la stessa impostazione restrittiva.
I numeri contenuti nel messaggio governativo parlano chiaro: le misure di risparmio adottate negli anni precedenti pesano per circa 157 milioni di franchi sul Preventivo 2027. A questi si sommano ulteriori risparmi per circa 47 milioni, dei quali solo circa 7 milioni derivano direttamente da decisioni del Gran Consiglio. Una distinzione che il movimento sottolinea come indicativa di un processo decisionale in larga parte sottratto al dibattito parlamentare.
Scuola: classi più numerose per risparmiare
Tra gli esempi concreti citati dall’MPS figura una misura che riguarda direttamente il mondo scolastico. A partire dall’anno scolastico 2027-2028, l’aumento del numero di alunni nei gruppi di inglese di quarta media — da 16 a 18 — verrà esteso a 17 sedi di scuola media. Il risparmio atteso è di circa 90.000 franchi nel corso del 2027.
Una cifra modesta, sostiene l’MPS, ma emblematica di una logica che punta a ridurre i costi aumentando il numero di studenti per gruppo. Il movimento ricorda che questa non è la prima misura di contenimento nel settore scolastico, inserendola in un quadro più ampio di riduzione progressiva delle risorse destinate all’istruzione pubblica.
Sociale e asilo: «il costo ricade sulle famiglie»
Le critiche si estendono anche al settore delle politiche sociali e dell’accoglienza. L’MPS punta il dito contro le restrizioni previste nel settore dell’asilo e contro gli interventi che toccano le prestazioni erogate nell’ambito della Legge sull’assistenza e la protezione sociale (LAPS).
Il ragionamento del movimento è chiaro: ridurre le prestazioni pubbliche non elimina il bisogno, lo sposta altrove. Quando lo Stato si ritira, il peso finisce per gravare su persone e nuclei familiari già in difficoltà. Una forma di risparmio che, in questa lettura, non è neutrale ma produce effetti concreti sulla vita quotidiana delle persone più esposte.
Violenza di genere e canicola: i grandi assenti del bilancio
Due temi in particolare vengono segnalati come completamente assenti dal documento di bilancio: la violenza di genere e la canicola.
Sul primo punto, l’MPS chiede un potenziamento significativo delle risorse destinate alla prevenzione, al contrasto della violenza contro le donne e al sostegno alle vittime. Sul secondo, il movimento rileva come gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute e sulle condizioni di vita della popolazione non trovino alcuno spazio nella pianificazione finanziaria cantonale.
Entrambe le omissioni vengono lette come sintomi di un approccio che privilegia il contenimento della spesa a discapito di risposte concrete alle sfide del presente.
Il nodo delle entrate fiscali
Un passaggio centrale nell’analisi dell’MPS riguarda le entrate. Il movimento contesta l’impostazione secondo cui il riequilibrio dei conti cantonali debba passare esclusivamente dalla riduzione della spesa, ignorando il versante delle entrate.
A supporto di questa tesi, viene citata la crescita del Prodotto interno lordo cantonale: negli ultimi vent’anni è passato da circa 23 a oltre 36 miliardi di franchi. Tuttavia, le entrate fiscali non avrebbero seguito la stessa traiettoria. Il motivo, secondo l’MPS, va cercato negli sgravi fiscali concessi negli anni recenti, che avrebbero ridotto il margine di manovra del Cantone proprio nel momento in cui i bisogni collettivi andavano aumentando.
Da qui la richiesta di rimettere al centro del dibattito politico la questione fiscale, valutando gli effetti delle scelte compiute nel corso della legislatura.
Un preventivo da respingere, e una sfida elettorale
La valutazione complessiva dell’MPS non lascia spazio a sfumature: il Preventivo 2027 va respinto. Il documento viene descritto come il punto finale di una legislatura caratterizzata da pochi cambiamenti di rotta e da risposte giudicate insufficienti di fronte alle principali questioni sociali, educative e ambientali.
Ma la critica non si ferma all’attualità parlamentare. Il movimento annuncia esplicitamente di voler portare queste posizioni anche sul terreno delle prossime elezioni cantonali, chiedendo un cambiamento delle priorità politiche e dei rapporti di forza all’interno delle istituzioni ticinesi.
Il confronto sul Preventivo 2027 è dunque solo l’apertura di una stagione politica che si preannuncia intensa, con l’MPS deciso a fare delle politiche di bilancio un tema centrale della prossima campagna elettorale.



