Locarno, 29 settembre 2026: un’assemblea che segna uno spartiacque
Il personale della Società Navigazione del Lago Maggiore (SNL) impiegato sul versante svizzero del lago si è riunito a Locarno per fare il punto su una situazione lavorativa sempre più incerta. L’assemblea, convocata dai sindacati SEV, UNIA e OCST, ha portato a un risultato netto: una risoluzione approvata praticamente all’unanimità — nessun voto contrario, soltanto cinque astensioni — che chiede garanzie concrete sul futuro occupazionale e un cambio di rotta verso le FART.
All’incontro hanno partecipato anche la presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti e il delegato cantonale alle relazioni esterne Francesco Quattrini, che hanno illustrato ai presenti la posizione del Cantone riguardo al futuro della navigazione lacustre, previsto con nuova configurazione a partire dal 14 dicembre 2026.
Il nodo dei cinque lavoratori e le misure contestate
Al cuore della mobilitazione ci sono le iniziative annunciate da SNL alla vigilia dell’assemblea nei confronti di cinque collaboratori. All’improvviso, questi dipendenti si sono visti prospettare due sole opzioni: la risoluzione consensuale del contratto di lavoro oppure la trasformazione del proprio impiego da fisso a stagionale.
I lavoratori hanno definito queste misure inaccettabili, respingendole con forza anche sul piano del linguaggio: SNL le ha descritte come una forma di «mitigazione», mentre la risoluzione le qualifica apertamente come misure di ritorsione, frutto della decisione cantonale di non rinnovare l’affidamento a SNL della tratta di servizio pubblico Locarno-Magadino.
La critica dei dipendenti è diretta: l’azienda starebbe scaricando sul personale le conseguenze di una scelta gestionale e strategica che non dipende dai lavoratori. Parlare di impatto «minimo» sull’occupazione, sostengono, equivale a una presa in giro.
Le tre richieste dei lavoratori
La risoluzione votata a Locarno articola tre richieste principali, rivolte a soggetti diversi:
- Garanzie occupazionali: nessuna pressione sul personale, continuità lavorativa fino al momento del passaggio alle FART, senza buchi retributivi.
- Buone condizioni di lavoro: i sindacati sono chiamati ad avviare trattative con le FART per definire contratti in linea con gli standard delle altre compagnie di navigazione svizzere.
- Tutela nella fase di transizione: il Cantone dovrà svolgere un ruolo attivo di intermediario, affinché il personale attualmente in forza a SNL sul lago Verbano venga assorbito dalle FART.
Il ruolo chiesto al Cantone e a SNL
La risoluzione si rivolge esplicitamente sia all’azienda sia all’ente pubblico. Da un lato, chiede alla direzione e al Consiglio di amministrazione di SNL un atto di responsabilità: smettere di esercitare pressioni e cooperare attivamente per garantire un passaggio fluido e ordinato della navigazione sul Lago Maggiore alle FART.
Dall’altro, il Cantone Ticino è chiamato ad assumere un ruolo di mediatore istituzionale, facilitando il dialogo tra le parti e assicurando che nessun lavoratore rimanga scoperto durante la fase di transizione. La presenza di Carobbio Guscetti e Quattrini all’assemblea segnala una certa disponibilità istituzionale al confronto, anche se le risposte concrete restano attese.
La voce dei lavoratori: «Dietro ognuno di noi c’è una famiglia»
Al di là dei testi formali, dall’assemblea è emersa una preoccupazione genuina e umana. I dipendenti hanno sottolineato quanto l’incertezza professionale si ripercuota non solo sulla qualità del lavoro quotidiano, ma anche sulla stabilità familiare. «Poter contare su sindacati solidi e con una storia seria alle spalle è fondamentale», è stato ricordato durante i lavori. «E proprio su questa base chiediamo garanzie chiare: dietro ognuno di noi c’è una famiglia».
Un richiamo alla concretezza che trascende le dinamiche sindacali e riporta la discussione alla dimensione più semplice e autentica: quella di persone che chiedono di sapere se il loro posto di lavoro sarà ancora lì domani.
SEV, UNIA e OCST: «Vi accompagneremo con determinazione»
I tre sindacati presenti hanno ribadito il proprio impegno a fianco dei lavoratori. Non si tratta di un sostegno generico: le organizzazioni si sono impegnate ad avviare concrete trattative con le FART per definire le condizioni contrattuali dei futuri dipendenti, con l’obiettivo di allinearle agli standard nazionali del settore della navigazione.
La promessa è quella di accompagnare le maestranze «con determinazione» lungo tutta la fase di cambiamento, senza lasciare nessuno indietro.
Cosa succederà da dicembre 2026
Il contesto è quello di una riorganizzazione complessiva della navigazione sul Lago Maggiore, con il 14 dicembre 2026 come data-spartiacque. Da quel giorno, secondo quanto illustrato dalle autorità cantonali, la gestione del servizio passerà sotto la responsabilità delle FART. La transizione coinvolge non solo gli aspetti operativi, ma anche — e soprattutto — il futuro professionale di chi lavora ogni giorno su quelle acque.
La risoluzione di Locarno è dunque molto più di un documento sindacale: è il segnale che i lavoratori non intendono subire passivamente i cambiamenti, e che vogliono essere protagonisti attivi — e tutelati — di questa fase di trasformazione.



