Interrogazione 11.24
Con la presente interrogazione si vuole sapere se il Governo condivide l’interpretazione di Samuele Vorpe, Donatella Negrini e Marco Bernasconi, secondo cui il Canton Ticino, da un profilo giuridico, potrebbe avere la competenza di escludere le deduzioni generali e sociali dal calcolo dell’imposta alla fonte per i «nuovi» frontalieri, così espressa:
“Tuttavia, a nostro modo di vedere, la recente modifica dell’accordo internazionale sulla fiscalità dei frontalieri, gerarchicamente superiore al diritto federale e posteriore alla LAID, potrebbe conferire al Canton Ticino la competenza di non considerare nel calcolo dell’imposta alla fonte le deduzioni generali e sociali per i «nuovi» frontalieri”. Di conseguenza, i lavoratori sarebbero tassati di più in Ticino (essendo il loro imponibile più alto,
mancando le deduzioni generali e sociali), cosa che per loro sarebbe neutra dal punto di vista fiscale, in quanto verrebbe compensata da una tassazione minore in Italia.
Viceversa, in prospettiva, ciò comporterebbe un aumento delle entrate per il nostro Cantone, appunto perché i nuovi frontalieri pagherebbero più tasse in Ticino e meno in Italia.
In un momento in cui allo Stato mancano risorse, e si parla solo di tagli al bilancio dello Stato, varrebbe la pena di sfruttare tutte le possibilità per aumentare le entrate.
Maddalena Ermotti-Lepori




