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Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Introduzione del principio dell’autotassazione doganale: un passo avanti o due indietro?

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Interpellanza 2446

Testo dell’interpellanza
Nel Messaggio 22.058 del 24 agosto 2022, il Consiglio Federale propone una revisione totale della legge sulle dogane, comprendente anche l’introduzione di alcune nuove importanti modifiche legislative, tra cui la legge federale sulla parte generale della riscossione dei tributi e sul controllo del traffico transfrontaliero di merci e persone da parte dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (D-LE-UDSC).
In particolare, la normativa prevede agli art. 13 e 14 del disegno di legge l’introduzione del principio dell’autotassazione ovvero l’abolizione dell’obbligo della dichiarazione delle merci. La proposta di legge è stata recentemente approvata dal Consiglio Nazionale (6 marzo 2024) e si trova ora all’attenzione della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) che sarà chiamata nelle prossime settimane ad esprimersi sulla proposta.
Il tema è già stato oggetto di un’interrogazione del deputato Daniele Caverzasio (No. 32.24 del 14 marzo 2024) e di un’interrogazione al Municipio di Chiasso del Consigliere Comunale Daniele Godenzi. I due atti parlamentari si sono principalmente occupati di formulare agli esecutivi cantonale e della cittadina di confine dei quesiti concernenti le conseguenze economiche, sociali, occupazionali e fiscali che la proposta di legge potrebbe avere sul settore degli spedizionieri e della logistica molto importante per il tessuto economico del Mendrisiotto.
Con la presente iniziativa si intende invece formulare dei quesiti altrettanto importanti che riguardano la sicurezza dei confini, la tutela del commercio interno e la protezione del mercato svizzero da prodotti illegali, vista anche la provenienza delle merci, tra l’altro, da Stati extraeuropei.
Infatti, la proposta legislativa mira ad introdurre l’abolizione dell’obbligo di dichiarazioni doganali per le merci esenti da dazio. Detto altrimenti l’ingresso delle merci in Svizzera diventerà più libero, prospettandosi in tal modo una forma ibrida di libera circolazione delle merci benché non votata implicitamente da parte della popolazione. La motivazione all’origine della proposta di voler facilitare le procedure doganali sburocratizzando i processi non regge di fronte ai significativi rischi intrinsechi nella proposta quali l’evasione fiscale, il contrabbando, la pirateria di prodotti, oltre ai rischi di sovra o sotto fatturazione. Anche la stessa Consigliera federale Karin Keller Sutter, in occasione del dibattito del 6 marzo u.s. al Consiglio nazionale ha avuto modo di affermare che “Senza una dichiarazione di merci, non sono disponibili dati e l’analisi del rischio deve essere effettuata manualmente, il che potrebbe rallentare il traffico transfrontaliero. I controlli dovrebbero essere effettuati alla frontiera e richiedere più tempo, in quanto è necessario ottenere prima le informazioni. La digitalizzazione endto-end dei processi di frontiera con i Paesi limitrofi, già prevista, non potrebbe essere attuata. Gli importatori e gli esportatori si troverebbero di fronte a diversi svantaggi. Senza una decisione di valutazione, non vi è alcuna prova che le merci siano state importate o esportate correttamente.
Potrebbero sorgere difficoltà nel determinare e trasmettere l’origine di un prodotto o nel fornire la prova dell’esenzione dall’IVA” (cfr. bollettino ufficiale, Consiglio nazionale – Sessione di primavera 2024 –
Ottava sessione – 06.03.24 – 08h00 – 22.058).
Per i seguenti motivi, chiedo al Consiglio di Stato quanto segue:

  1. Non ritiene il Consiglio di Stato che la proposta legislativa di cui alla presente interpellanza non mette a rischio la sicurezza dei confini, la protezione del mercato interno, così come l’arrivo nel mercato ticinese di prodotti illegali, non omologati e merci contaminate o infette?
    a. Se no, per quale motivo?
  2. Con l’introduzione del prospettato modello, i controlli da parte dell’UDSC dovrebbero per forza avvenire direttamente al momento dell’attraversamento del confine sui veicoli. Non ritiene il Consiglio di Stato che tale procedura di controllo graverebbe ulteriormente sulle infrastrutture già sotto pressione dei valichi di confine, causando anche il rischio di lunghe colonne?
    a. Se no, per quale motivo?
  3. Decadendo l’obbligo di dichiarazione delle merci, non ritiene il Consiglio di Stato che non sia più possibile verificare per davvero se gli importatori autorizzati beneficiando dell’esenzione rispettivamente se l’imposta sull’importazione non richiesta al confine venga poi dichiarata effettivamente alla AFC?
  4. Infine, non ritiene il Consiglio di Stato di dover sensibilizzare la deputazione ticinese sui rischi intrinsechi che potrebbe comportare la modifica legislativa al vaglio delle Camere Federali? E più in generale doversi attivare presso le competenti autorità federali affinché la modifica legislativa non entri in vigore?
    a. Se no, per quale motivo?

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