Interrogazione 3.24
Un mese dopo l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo (24 febbraio 2022), l’Istituto di Previdenza del Cantone Ticino, IPCT, pubblicava un comunicato sul suo sito internet titolato “Investimenti dell’IPCT in Russia e Ucraina”.
Giustamente nel comunicato si richiamavano l’unanime condanna dell’aggressione e l’adozione di sanzioni contro il regime russo. L’IPCT comunicava che non deteneva alcun titolo ucraino, mentre deteneva titoli russi per circa lo 0,05% del proprio patrimonio (5.4 miliardi di franchi).
Dal comunicato, poco chiaro, sembrava di capire che se questi titoli fossero stati disinvestiti direttamente da IPCT, avrebbero avuto dei costi “non indifferenti”. Viceversa non ci sarebbero state conseguenze finanziarie se rimossi dai provider che li gestivano.
Veniva altresì sottolineato che al momento della pubblicazione di questo comunicato (25 marzo 2022), il mercato rendeva particolarmente difficile vendere titoli russi.
IPCT affermava che “…terrà monitorata la situazione nell’interesse di una gestione responsabile e sostenibile del patrimonio di tutti i propri assicurati…”
A quasi due anni da questa terribile aggressione e con la guerra ancora in corso, formuliamo le seguenti domande:
- L’IPCT detiene ancora oggi, direttamente o indirettamente, titoli azionari e/o obbligazionari legati alla Russia?
- Se sì, a quanto ammonta questo valore?
- In quale settore sono investiti esattamente?
- Quali azioni concrete sono state avviate da parte di IPCT per liberarsi di questi titoli?
- Se IPCT non detiene più alcun titolo russo, quando è stato possibile liberarsene? A quali condizioni e con quali conseguenze finanziarie?




