Una mozione per aprire i conti delle partecipate luganese
Quanto guadagnano i vertici delle aziende controllate dalla Città di Lugano? È una domanda che, fino ad oggi, non ha trovato una risposta sistematica e pubblica. A colmare questo vuoto ci prova Alain Bühler, consigliere comunale democentrista e primo firmatario di una mozione che chiede al Municipio di adottare la trasparenza sulle remunerazioni come principio cardine della propria politica di partecipazione societaria.
L’iniziativa tocca un tema sensibile ma sempre più attuale: il rapporto tra ente pubblico, aziende partecipate e cittadini che, in quanto contribuenti, ne sono in ultima analisi gli azionisti.
Il contesto: la Città come azionista pubblico
Lugano detiene quote — talvolta totalitarie, talvolta parziali — in diverse società chiamate a svolgere servizi e funzioni di rilevante interesse collettivo. Queste aziende operano nella forma giuridica della società anonima, il che garantisce loro l’autonomia gestionale necessaria per funzionare in modo efficace e competitivo.
Tuttavia, quando il capitale azionario appartiene in tutto o in parte a un ente pubblico, la situazione cambia. Come evidenzia la mozione, alla governance societaria ordinaria si affianca una responsabilità specifica nei confronti dell’azionista pubblico e, attraverso di esso, dell’intera collettività. Una responsabilità che, secondo Bühler, non può prescindere dalla trasparenza.
Perché la trasparenza sugli stipendi è una questione di governance
La mozione non mette in discussione il diritto dei dirigenti a essere remunerati in modo adeguato rispetto alle responsabilità assunte. Il punto non è quanto si guadagna, ma che questi compensi siano resi pubblici secondo criteri chiari, uniformi e definiti in anticipo.
Secondo il testo della proposta, una pubblicazione regolare, completa e istituzionale produce almeno tre effetti positivi:
- Consente ai cittadini di conoscere i fatti nella loro reale dimensione, senza distorsioni;
- Rafforza la credibilità degli organi societari e del loro operato;
- Riduce il rischio che il dibattito pubblico venga alimentato da indiscrezioni, ricostruzioni parziali o speculazioni.
In sostanza, la trasparenza diventa un antidoto preventivo contro la disinformazione e uno strumento per consolidare la fiducia tra istituzioni e cittadini.
Come funzionerebbe in pratica: CdA e Direzione generale
La proposta distingue tra diverse figure apicali, prevedendo modalità di pubblicazione differenziate a seconda del ruolo ricoperto.
Il Consiglio di amministrazione
Per i membri del Consiglio di amministrazione, la mozione prevede la pubblicazione nominativa della remunerazione complessiva percepita da ciascun componente. Accanto all’importo totale, dovrebbe essere inclusa anche un’indicazione delle principali voci che lo compongono, per garantire una piena comprensione della struttura dei compensi.
La Direzione generale
Per il vertice operativo, l’approccio è articolato su due livelli:
- Il CEO o direttore generale, ossia il massimo responsabile operativo dell’azienda, dovrebbe essere soggetto alla pubblicazione nominativa della propria remunerazione, al pari dei consiglieri di amministrazione;
- Per gli altri membri della Direzione generale, invece, la mozione ritiene sufficiente la pubblicazione di un importo aggregato complessivo, senza necessità di dettaglio individuale.
Questa distinzione riflette un criterio di proporzionalità: massima visibilità per le figure apicali con maggiore autonomia decisionale, una disclosure più sintetica per i livelli dirigenziali intermedi.
Uno standard da applicare a tutte le partecipazioni
Uno degli aspetti più rilevanti della proposta riguarda la sua portata: la trasparenza sulle remunerazioni non dovrebbe essere introdotta soltanto per una specifica azienda, ma diventare uno standard generale e coerente applicato a tutte le società in cui la Città di Lugano detiene una partecipazione.
L’obiettivo è costruire un sistema uniforme di accountability, evitando situazioni in cui alcune partecipate risultino più trasparenti di altre senza una logica chiara. La coerenza, in questo senso, è essa stessa un valore: segnala che il principio non è selettivo né strumentale, ma nasce da una visione organica della governance pubblica.
Un segnale per il futuro della governance locale
La mozione si inserisce in un quadro più ampio di riflessione sul ruolo degli enti pubblici come proprietari di aziende. In tutta Europa, le pratiche di trasparenza sui compensi nelle società a partecipazione pubblica sono sempre più considerate uno standard minimo di buona governance, non un’eccezione virtuosa.
In Ticino, la proposta di Bühler arriva in un momento in cui il tema delle retribuzioni nei settori semi-pubblici è oggetto di crescente attenzione da parte dell’opinione pubblica. Rendere accessibili questi dati in modo sistematico potrebbe contribuire a spostare il dibattito dal piano delle polemiche a quello della valutazione razionale dei fatti.
Il Municipio di Lugano dovrà ora pronunciarsi sulla mozione. La sua risposta dirà molto sull’orientamento dell’amministrazione rispetto ai principi di trasparenza e responsabilità pubblica che, sempre più spesso, i cittadini si aspettano anche da chi gestisce aziende con capitali collettivi.



