Rapporto sulla mozione del 12 dicembre 2022 presentata da Giorgio Fonio e cofirmatari “Non penalizziamo la conciliabilità famiglia/lavoro”

Signora Presidente, signore e signori deputati, la mozione del 12 dicembre 2022 “Non penalizziamo la conciliabilità famiglia/lavoro” chiede al Consiglio di Stato di intervenire sul Regolamento sull’onere d’insegnamento dei docenti (Roid) per favorire la conciliabilità famiglia/lavoro. In particolare, la mozione vuole stralciare il cpv. 6 dell’art. 2 Roid. Il capoverso citato chiede ai/alle docenti contitolari di garantire sull’arco dell’anno scolastico una quota di due ore settimanali di compresenza in sede allo scopo di
coordinare le attività educative. In aggiunta, il capoverso precisa che all’inizio dell’anno scolastico la compresenza sia da svolgere a tempo pieno durante la prima settimana di scuola oppure a metà tempo durante le prime due settimane.
I mozionanti ritengono quest’ultima disposizione penalizzante per i/le docenti a tempo
parziale visto che, citiamo, “li obbliga a garantire una presenza maggiore in sede rispetto a quanto sancito dal contratto stipulato, indipendentemente dall’organizzazione professionale (altro impiego part-time, ad esempio in altra sede, o in altro ambito), formativo e/o familiare degli stessi collaboratori”.
I. PREMESSA
L’inizio dell’anno scolastico è un momento particolarmente delicato per qualsiasi comunità
educante. Nelle nuove classi, le prime settimane di scuola permettono di creare e curare le relazioni affettive ed educative tra discenti e docenti, e tra discenti stessi, in modo da costituire solide basi per le attività di apprendimento e di insegnamento che saranno svolte nel corso dell’anno scolastico. Nelle classi già formate, l’inizio dell’anno serve a rinsaldare
e riequilibrare il clima relazionale ed educativo dopo la pausa estiva.
Le considerazioni appena esposte assumono evidentemente maggiore rilevanza nel caso la classe sia gestita in compresenza da due docenti e, per estensione, motivano anche la necessità di mantenere, pur con minore intensità, dei momenti di attività in compresenza sull’arco dell’intero anno scolastico (dedicate al coordinamento delle attività didattiche).
L’esigenza di iscrivere nel Roid una norma sulla compresenza dei/delle docenti contitolari e, in particolare, sulla compresenza durante le prime settimane dell’anno scolastico, è dunque motivata da esigenze di carattere didattico, pedagogico e gestionale. L’avvio dell’anno scolastico, sia per le classi già conosciute che per le quelle nuove, richiede la
messa in atto di attività utili a impostare l’organizzazione della gestione del gruppo classe.
Il lavoro pedagogico dei/delle docenti contitolari consiste nell’accogliere insieme gli/le allievi/e dopo il periodo estivo con attività rivolte alla creazione di condizioni favorevoli alla messa in atto delle attività di apprendimento. Oltre a ciò si tratta di un periodo dell’anno dove i contitolari hanno la possibilità di coordinare la progettazione didattica e pedagogica prevista per l’intero anno scolastico.

II. NEL MERITO DELLA PROPOSTA
L’esame della proposta avanzata dalla mozione deve in primo luogo tenere conto di una contraddizione di fondo. Il testo dell’atto parlamentare chiede al Consiglio di Stato di intervenire sulla norma che regola la compresenza dei/delle docenti contitolari durante le
prime settimane dell’anno scolastico. La richiesta formulata in chiusura della mozione si riferisce tuttavia allo stralcio dell’intero cpv. 6 dell’art. 2 Roid, che implicherebbe tuttavia la cancellazione dal regolamento della norma che disciplina le due ore di compresenza inserite nell’orario settimanale.
Un secondo aspetto da richiamare riguarda invece l’esigenza di garantire ai/alle docenti contitolari sufficiente flessibilità nella conciliabilità tra lavoro e famiglia. In generale, l’importanza attribuita dai mozionanti alla conciliabilità è condivisa dal Governo che, in questo ambito, mette in campo risorse e interventi di diversa natura. Ad esempio, con il
licenziamento del Rapporto sull’iniziativa parlamentare presentata il 23 giugno 2022 nella forma elaborata da Nicola Pini e cofirmatari “Modifica art. 10 della Legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare (Sopprimere il vincolo dell’impiego al 50% per i
docenti contitolari), il Consiglio di Stato ha recentemente sostenuto la proposta di derogare
al vincolo del tasso di impiego minimo del 50%.
Ritornando alla casistica in esame, vale a dire alla compresenza dei/delle docenti contitolari durante le prime settimane di scuola, la Sezione delle Scuole Comunali ha chiesto al Collegio degli ispettori delle scuole comunali (CiSCo) di esaminare le richieste
inoltrate dai mozionanti. Il citato Collegio ha coinvolto le Commissioni circondariali dei quattro Ispettorati che raggruppano tutti i direttori degli Istituti comunali.
Dai riscontri avuti appare innanzitutto che, diversamente da quanto sembra suggerire la mozione, il numero delle situazioni problematiche è contenuto. Inoltre, l’applicazione delle norme previste dall’art. 2 cpv. 6 Roid da parte delle direzioni di istituto è già ora
caratterizzata da un alto grado di flessibilità che permette di soddisfare la grande maggioranza delle esigenze dei/delle docenti contitolari (e, in particolare, dei docenti esercitano un altro impiego). Infine, sulla base delle indicazioni raccolte, sia le commissioni
circondariali sia il CiSCo ritengono irrinunciabile il plusvalore pedagogico e didattico apportato dalla compresenza dei/delle docenti contitolari sia all’inizio sia durante l’anno scolastico.
Tra gli argomenti avanzati a sostegno della propria richiesta, i mozionanti evocano un aspetto di natura contrattuale, visto che durante le prime due settimane i/le docenti impiegati a tempo parziale lavorano a una percentuale maggiore rispetto a quella stabilità
dal contratto di lavoro. A questo proposito è utile ricordare che, da contratto, l’onere lavorativo del/della docente è calcolato ‘al netto’ (vale a dire in base alle ore lezione) e non ‘al lordo’ (tempo di studio, di preparazione, ecc. non rientrano nel calcolo). L’aumento della percentuale d’impiego generato dalle norme sulla compresenza durante le prime settimane di scuola non entra dunque in conflitto con la natura contrattuale della professione.

III. CONCLUSIONI
Sulla base delle considerazioni fin qui esposte il Consiglio di Stato invita il Gran Consiglio a respingere le richieste formulate dalla mozione.

Vogliate gradire, signora Presidente, signore e signori deputati, l’espressione della nostra massima stima.
Per il Consiglio di Stato
Il Presidente: Raffaele De Rosa
Il Cancelliere: Arnoldo Coduri

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