Ricorsi al PUC-PEIP non ancora evasi: ritardi ingiustificati e patrimonio che si sgretola ulteriormente!

Interrogazione 130.23

Nel 2010 il Gran Consiglio ticinese approvò il Piano di utilizzazione cantonale “Paesaggi con edifici e impianti protetti” (PUC-PEIP). A tale approvazione fecero seguito molti ricorsi inoltrati al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) da Enti pubblici ticinesi (Comuni e Patriziati), associazioni, privati cittadini e pure dalla Confederazione. Quest’ultimo gravame, in particolare, è da considerare negativo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio costruito all’infuori delle zone edificabili.
Ad oggi, quindi a distanza di quasi tredici anni (sic!), decine di ricorsi non sono ancora stati evasi. In questi ultimi mesi iniziano a giungere ai ricorrenti le decisioni tanto attese, che – fatta qualche eccezione di dettaglio – respingono sistematicamente i ricorsi non lasciando scampo alle
argomentazioni dei ricorrenti.
Ben sapendo della separazione tra poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, questi ritardi – considerando in aggiunta le problematicità del tema in oggetto – sono desolanti ed inaccettabili.
L’incertezza e il disorientamento che accompagnano i proprietari toccati da questa situazione non può che portare al progressivo degrado dello stato di conservazione dei rustici e a sentimenti di disaffezione e sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Sembrerebbe inoltre che le sentenze emesse non brillino per la padronanza della cultura alpina e del paesaggio costruito, e che si basino inoltre su mezzi asettici come google earth e swisstopo anziché sulla conoscenza del territorio e della sua storia.
Alla luce di questa situazione negativa, ci permettiamo di chiedere:

  1. Cosa ne pensa il Governo ticinese in merito a questi ritardi del Tribunale, in riferimento sia alla mancanza di risposte solide ai proprietari, sia alla continua perdita, a seguito di queste lungaggini, del nostro patrimonio costruito?
  2. Quali sono le cause di queste tempistiche bibliche?
  3. I ricorsi non evasi non permettono di intervenire sui rustici coinvolti. Essi arrischiano di deperire e forse anche crollare. Cosa intende/può fare il Cantone nei confronti di queste situazioni, al fine di evitare ulteriore perdita di patrimonio costruito?
  4. È a conoscenza il Governo di quanti ricorsi sono stati inoltrati al TRAM e quanti devono ancora essere evasi? Con che tempistiche?
    Un altro danno causato da questi ritardi è l’impossibilità, a 13 anni dalla sua approvazione, di mettere mano e aggiornare il PUC-PEIP, visto che non è ancora cresciuto in giudicato. Un suo aggiornamento è più che mai essenziale, affinché diventi davvero uno strumento normativo che
    incentivi la ristrutturazione dei rustici fuori zona edificabile, senza intransigenze controproducenti e/o regolamentazioni assurde. A questo proposito:
  5. Come intende attivarsi il Governo in merito alle modifiche/adattamenti del PUC-PEIP?
    Aron Piezzi
    Ghisla – Minotti – Soldati

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