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Residenza Pedemonte compie dieci anni: festa doppia con Pierina, centenaria di Bellinzona

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Una data, due traguardi straordinari. Domenica 4 ottobre la Residenza Pedemonte di Bellinzona ha celebrato il proprio decimo compleanno in un’atmosfera di festa condivisa, resa ancora più speciale dalla presenza di Pierina Bionda, ospite della struttura che quel giorno ha tagliato il traguardo dei cent’anni. Originaria di Bellinzona-Carasso, la centenaria ha voluto offrire ai presenti un dono autentico e inaspettato: la recita di una poesia personale, un augurio di lunga vita rivolto a chi la circonda ogni giorno.

Una comunità riunita per un doppio anniversario

L’evento ha saputo raccogliere intorno a sé un’ampia rappresentanza della comunità locale. Accanto ai residenti e ai loro familiari, erano presenti collaboratrici e collaboratori della struttura, autorità cittadine, servizi partner e diversi rappresentanti del territorio. Un momento di incontro che ha messo in luce quanto una residenza per anziani possa essere, quando funziona bene, un punto di riferimento vivo per l’intera comunità.

A prendere la parola per ripercorrere la storia della Pedemonte e delineare le prospettive future sono stati il sindaco Mario Branda, il direttore del Settore Anziani della Città Silvano Morisoli e il capostruttura Antonio Lo Piccolo.

Dalle origini alla nascita dell’attuale struttura

La storia della Residenza Pedemonte non inizia nel 2016, anno della sua apertura, ma affonda le radici in un percorso più lungo. Tutto prende avvio dalla chiusura, nel 2003, della storica Villa Mariotti, attiva per quarantacinque anni grazie all’opera della Congregazione di Santa Maria di Poschiavo. La cessazione di quella realtà ha aperto la strada alla definizione di un progetto nuovo, che ha visto l’avvio dei lavori nel 2013 e l’inaugurazione della struttura tre anni dopo.

Per la Città di Bellinzona si è trattato di un investimento significativo nella politica a favore degli anziani, con una particolare attenzione non solo alla qualità dei servizi, ma anche agli aspetti architettonici e ambientali. L’edificio rispetta infatti gli standard Minergie, a testimonianza di un approccio che coniuga cura delle persone e responsabilità verso l’ambiente.

Dieci anni di identità costruita giorno per giorno

Nel corso del decennio appena trascorso, la Residenza Pedemonte ha saputo costruire una propria identità riconoscibile, fondata su valori precisi:

  • Professionalità e competenza del personale
  • Accoglienza come pratica quotidiana
  • Centralità della persona in ogni scelta operativa
  • Capacità di rispondere a bisogni sociali e sanitari in costante evoluzione

Il principio guida che sintetizza questa visione è stato ribadito durante la celebrazione: «Far bene le cose giuste, insieme, per le persone». Una formula semplice che racconta però una filosofia di lavoro articolata, costruita nel tempo attraverso relazioni, ascolto e adattamento continuo.

Il futuro: un nuovo ente e un progetto per il quartiere

Le parole di Silvano Morisoli hanno guardato con attenzione all’orizzonte. Tra le novità più rilevanti che attendono la struttura c’è la costituzione, prevista per il prossimo anno, del futuro Ente Autonomo Bellinzona Anziani. Un cambiamento organizzativo importante, che è stato però accompagnato da una rassicurazione esplicita: la riorganizzazione non intaccherà la missione né i valori della Residenza. Al centro rimarranno le persone, la qualità delle cure, la sicurezza e il benessere di chi vi abita.

Il capostruttura Antonio Lo Piccolo ha invece voluto rivolgere un ringraziamento sentito a tutte le componenti che rendono possibile la vita quotidiana dell’istituto: collaboratrici e collaboratori, famiglie, servizi di supporto e chiunque contribuisca, anche indirettamente, al buon andamento della struttura.

Lo Piccolo ha inoltre presentato un progetto inedito che guarda verso l’esterno: la Portineria di quartiere, sviluppata in collaborazione con Pro Senectute Ticino e Moesano. L’iniziativa punta ad aprire concretamente la Residenza al territorio circostante, promuovendo relazioni di prossimità, partecipazione attiva e un ruolo più integrato nella vita del quartiere. Un modo per trasformare una struttura residenziale in un presidio comunitario, capace di dialogare con la città oltre i propri confini fisici.

Un anniversario che guarda avanti

Dalla giornata del 4 ottobre è emerso il ritratto di una struttura nata da una scelta politica precisa e da un investimento pubblico rilevante, cresciuta grazie al lavoro quotidiano delle persone e ora pronta ad affrontare una nuova stagione senza rinunciare ai principi fondativi.

Il decimo anniversario non è quindi solo un momento di celebrazione, ma anche un punto di partenza. L’obiettivo dichiarato è continuare a innovare, a collaborare e a prendersi cura delle persone, sia all’interno della Residenza che nel territorio che la circonda.

I festeggiamenti si sono conclusi in modo conviviale, con un pranzo condiviso e il tradizionale taglio della torta. Una torta che, questa volta, portava un’iscrizione tutt’altro che ordinaria: «10-100 anni», a unire simbolicamente due numeri tondi, due storie, una sola festa.

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