Accoltellamento in via Bellinzona a Biasca: un ferito grave e un arresto
Un episodio di violenza ha scosso la Riviera ticinese nel pomeriggio di ieri. Poco prima delle 15:00, in via Bellinzona a Biasca, è scoppiata una lite che ha avuto conseguenze gravissime: un giovane di 21 anni, cittadino italiano residente in Leventina, è stato colpito con un’arma bianca riportando una profonda ferita all’addome. Soccorso tempestivamente, è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Secondo i medici, la sua vita non è più in pericolo.
Le operazioni di soccorso e le indagini sul posto
Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti prontamente gli agenti della Polizia cantonale, gli operatori del Posto Tre Valli e i soccorritori di Tre Valli Soccorso. Le forze dell’ordine hanno avviato immediatamente le ricerche per individuare le persone coinvolte nell’alterco, avvalendosi anche del supporto della Polizia dei trasporti.
Le attività investigative hanno consentito di identificare e fermare, nel giro di poche ore, un 17enne di nazionalità siriana, dimorante in Riviera. Dopo una serie di interrogatori, il giovane è stato formalmente arrestato dalla Magistratura dei minorenni, competente per i casi che coinvolgono soggetti minorenni.
Le ipotesi di reato contestate al minore
Le accuse nei confronti del 17enne sono di notevole gravità. La Magistratura dei minorenni e la Polizia cantonale hanno comunicato congiuntamente che le ipotesi di reato formulate sono le seguenti:
- Tentato omicidio (ipotesi principale)
- Lesioni gravi (in via subordinata)
- Lesioni semplici (ulteriore ipotesi subordinata)
Le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto e accertare le singole responsabilità sono tuttora in corso. Stante la fase istruttoria ancora aperta, le autorità hanno comunicato che non saranno rilasciate ulteriori dichiarazioni pubbliche al momento.
Supporto psicologico alle persone coinvolte
Per garantire il necessario sostegno emotivo a tutte le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’episodio, le autorità hanno richiesto l’intervento del Care Team, la squadra specializzata nel supporto psicologico in situazioni di emergenza e trauma.
Allerta truffe telefoniche: falsi poliziotti in azione nel Canton Ticino
In parallelo a questa vicenda di cronaca, la Polizia cantonale segnala un’altra minaccia che interessa la popolazione ticinese: tentativi di truffa telefonica sempre più sofisticati, in cui i malfattori si fingono funzionari di polizia.
Il meccanismo è subdolo: i truffatori contattano le potenziali vittime spacciandosi per agenti in servizio, arrivando persino a utilizzare i nomi reali di funzionari esistenti per aumentare la propria credibilità. Le vittime vengono accusate di presunti reati gravi, sottoposte a forte pressione psicologica e poi interrogate sulla presenza in casa di gioielli, contanti o altri beni di valore.
Per rendere la truffa ancora più convincente, i malintenzionati citano il numero ufficiale per le segnalazioni alla Polizia cantonale — 0848 25 55 55 — come proprio recapito, inducendo le vittime a credere di avere davanti un interlocutore legittimo. Si tratta di un numero reale, ma che non ha alcun collegamento con queste chiamate fraudolente.
Come difendersi dalle truffe telefoniche della falsa polizia
La Polizia cantonale raccomanda di seguire alcune semplici ma fondamentali regole per non cadere in queste trappole:
- Interrompere immediatamente la telefonata se si nutrono dubbi sull’identità del chiamante
- Non fornire mai dati personali o informazioni sui propri beni al telefono
- Ricordare che la Polizia non chiede mai queste informazioni tramite chiamata telefonica
- In caso di urgenza, contattare il numero di emergenza 117
- Per segnalare episodi sospetti, scrivere a prevenzione@polca.ti.ch
Due fronti di attenzione per la sicurezza pubblica in Ticino
I due episodi — l’arresto del minore per l’accoltellamento di Biasca e l’allerta per le truffe telefoniche — richiamano l’attenzione su altrettante sfide per la sicurezza nel Canton Ticino. Da un lato, un grave fatto di violenza che coinvolge un minore e che richiederà ulteriori approfondimenti giudiziari; dall’altro, una campagna di raggiro che sfrutta la fiducia dei cittadini nelle istituzioni per sottrarre informazioni preziose. In entrambi i casi, la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine risulta determinante per tutelare l’incolumità e il patrimonio delle persone.



