La Commissione federale contro il razzismo (CFR) ha commissionato uno studio all’Alta scuola pedagogica della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale per analizzare la rappresentazione del razzismo e della diversità nei libri di testo svizzeri. L’indagine ha rivelato che, sebbene ci sia una crescente sensibilità alle espressioni razziste, gli strumenti didattici attualmente in uso offrono pochi spunti per un’educazione attenta al razzismo e che l’eterogeneità della società (post)migratoria trova spazio solo in casi isolati. Inoltre, il tema del razzismo non è incluso in alcun piano di studio.
L’analisi degli strumenti didattici utilizzati nelle scuole svizzere è stata oggetto di ben poche ricerche, nonostante la loro grande importanza sociopolitica. Questo studio ha colmato alcune lacune nella ricerca, offrendo un’analisi esaustiva sulla tematizzazione del razzismo e la rappresentazione della diversità della società nel materiale didattico.
Il tema del razzismo non è citato nei piani di studio per la Svizzera tedesca (Lehrplan 21) né per la Svizzera francese (Plan d’études romand), il che si riflette negli strumenti didattici che mancano di una comprensione esaustiva del fenomeno. Quando viene citato, il razzismo è descritto in modo molto succinto come fenomeno interpersonale o storico, senza considerare la sua dimensione strutturale, che contribuisce alla differenziazione in categorie gerarchizzate degli esseri umani e determina così rapporti di potere sociali. Questo aspetto è del tutto assente nei libri di scuola.
Nel materiale didattico, la “normalità” è rappresentata in modo piuttosto omogeneo come bianca, mentre la diversità è descritta soprattutto nei capitoli espressamente dedicati all’argomento. Lo spazio di prossimità (Svizzera ed Europa) è rappresentato come più eterogeneo degli spazi lontani, che sono resi in maniera stereotipata come culturalmente molto omogenei. Ad esempio, gli Inuit sono descritti secondo stereotipi anacronistici e mancano del tutto ritratti individuali differenziati al passo con i tempi.
L’inchiesta svolta tra i docenti ha rivelato che gli interpellati intendono la tematizzazione del razzismo come mandato educativo ufficiale, ma ritengono il materiale didattico in uso inadeguato per trattare l’argomento a scuola. Inoltre, affermano che nella loro formazione non sono fornite le basi necessarie per avviare e moderare una discussione sul razzismo in classe.
Sulla base dei risultati dello studio, la CFR raccomanda di introdurre il tema del razzismo nei piani di studio e di integrare appositi corsi nella formazione e nella formazione continua dei docenti. Devono essere inoltre tematizzati l’utilizzo degli strumenti didattici disponibili e devono essere stabiliti criteri chiari che permettano di giudicare se uno strumento didattico tratti appropriatamente il razzismo e rifletta adeguatamente l’eterogeneità della società.
Il convegno della CFR sul tema “I giovani e il razzismo” presenterà per la prima volta i risultati dello studio il 26 giugno 2023.




