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Demenza e solitudine: a Locarno un gruppo di supporto per i familiari curanti

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Quando la demenza entra in famiglia: un peso che non si deve portare da soli

Ricevere la diagnosi di una malattia demenziale, o affiancare ogni giorno qualcuno che ne è colpito, è un’esperienza che trasforma radicalmente la vita. Non solo di chi è malato, ma anche — e spesso in modo silenzioso — di chi si prende cura di lui. I familiari curanti sono figure fondamentali, spesso invisibili, che affrontano una responsabilità gravosa con ripercussioni concrete sulla propria salute fisica e mentale.

Per chi vive questa realtà nel Locarnese, esiste da anni un’opportunità preziosa: un gruppo di auto-aiuto dedicato alla demenza, attivo ogni mese e aperto a chiunque si trovi ad assistere un proprio caro affetto da questa patologia.

Cosa sono i gruppi di auto-aiuto e a cosa servono

I gruppi di auto-aiuto — spesso indicati con l’acronimo GAA — non sono gruppi terapeutici nel senso clinico del termine, né sostituiscono il percorso medico o psicologico. Sono invece spazi protetti in cui persone che condividono situazioni analoghe possono incontrarsi liberamente, confrontarsi e sostenersi a vicenda.

All’interno di questi incontri è possibile:

  • Condividere esperienze personali legate alla cura quotidiana di una persona con demenza
  • Scambiarsi strategie pratiche, anche su temi come gli aspetti finanziari e legali della malattia
  • Riconoscere i propri limiti senza sentirsi in colpa
  • Contrastare l’isolamento sociale, uno dei rischi più frequenti per chi assiste un familiare

La partecipazione è libera: nessuno è obbligato a prendere la parola. Gli incontri si svolgono in un clima di riservatezza assoluta, e tutto ciò che viene condiviso rimane all’interno del gruppo.

Chi può partecipare

I gruppi sono pensati per i familiari curanti indipendentemente dalla situazione abitativa del loro caro: che la persona con demenza viva ancora in casa propria o si trovi già ospitata in una struttura, il gruppo è accessibile.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda il periodo successivo al lutto: chi ha perso una persona cara a causa della demenza può continuare a frequentare gli incontri, se lo desidera. Il percorso di elaborazione non si esaurisce con il decesso, e il gruppo può rappresentare un sostegno anche in quella fase delicata.

Una rete strutturata e formata

I gruppi di auto-aiuto promossi in Ticino fanno parte di un sistema più ampio coordinato da Alzheimer Svizzera. Ogni gruppo è condotto da due responsabili che hanno ricevuto una formazione specifica sui principali aspetti legati alle malattie demenziali. Non si tratta, quindi, di incontri lasciati all’improvvisazione: Alzheimer Svizzera prevede percorsi formativi obbligatori per i conduttori e una valutazione annuale dell’andamento dei gruppi.

È importante sottolineare la differenza rispetto ad altre iniziative dedicate alla demenza. I GAA si distinguono, per esempio, dagli Alzheimer Café — momenti più informali e aperti anche alle persone malate — dalle Vacanze Alzheimer e dai gruppi di attivazione cognitiva. Ciascuna proposta ha una funzione specifica e complementare.

I gruppi attivi in Ticino

Sul territorio cantonale i gruppi di auto-aiuto per familiari di persone con demenza sono presenti in diverse città:

  • Locarno
  • Bellinzona
  • Lugano
  • Coldrerio
  • Biasca

Una copertura geografica che permette a molte famiglie ticinesi di raggiungere un punto di riferimento senza dover percorrere distanze eccessive.

Il gruppo di Locarno: come funziona e dove si trova

Il gruppo locarnese è tra i più storici della regione: è attivo dal 2017 e nel tempo ha costruito una comunità stabile di partecipanti. Gli incontri si tengono ogni secondo giovedì del mese, dalle 17:00 alle 18:30, presso il Tertianum – Residenza Al Lido, in via della Posta 44 a Locarno.

La dimensione del gruppo è volutamente contenuta: ad ogni sessione partecipano generalmente tra le tre e le otto persone, un numero che favorisce il dialogo autentico e la creazione di un clima di fiducia.

Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 8 ottobre. Per chi sta vivendo la difficile realtà della cura di un familiare con demenza, potrebbe essere il momento giusto per fare il primo passo.

Perché scegliere di non affrontarlo da soli

La demenza è una malattia cronica, progressiva, che cambia le dinamiche familiari in modo profondo e spesso imprevedibile. Chi si trova nel ruolo di caregiver rischia di trascurare se stesso, di isolarsi e di esaurire le proprie risorse emotive senza nemmeno rendersene conto.

I gruppi di auto-aiuto non offrono risposte magiche, ma qualcosa di altrettanto importante: la consapevolezza di non essere soli. Sapere che altri stanno affrontando sfide simili, poter ascoltare come le hanno gestite, trovare uno spazio in cui le proprie emozioni siano accolte senza giudizio — tutto questo può fare una differenza reale nella qualità della vita di chi cura.

In una società in cui la demenza è destinata a coinvolgere un numero crescente di famiglie, iniziative come i GAA rappresentano una risposta concreta, umana e accessibile a un bisogno che non può essere ignorato.

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