Oggi, giovedì 12 dicembre, il Tribunale federale (TF) si riunisce in seduta pubblica per pronunciarsi sui ricorsi presentati contro il risultato del voto popolare del 25 settembre 2022 riguardante l’innalzamento dell’età pensionabile. Una sentenza storica potrebbe portare la popolazione svizzera a tornare alle urne, un evento senza precedenti nella storia del Paese.
Il nodo della questione
I ricorsi, presentati dalle Donne socialiste e dai Verdi, contestano che le informazioni fornite durante la campagna referendaria fossero basate su previsioni errate. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) aveva infatti sovrastimato le spese dell’AVS per il 2033 di 2,5 miliardi di franchi a causa di errori matematici.
Con i calcoli aggiornati, la situazione finanziaria dell’AVS appare meno grave rispetto a quanto indicato nella documentazione relativa alla riforma AVS 21, che includeva l’aumento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni. La proposta era stata approvata con un margine risicato del 50,6%.
Un tribunale più rappresentativo
Per garantire una composizione più equilibrata, il TF ha incluso due giudici donne supplenti accanto ai tre magistrati ordinari, seguendo il regolamento che prevede la presenza di entrambi i sessi nei casi in cui la natura della disputa lo richieda.
Precedenti storici
Il Tribunale federale si era già trovato a dover annullare il risultato di un voto popolare nel 2019, in relazione all’iniziativa del PPD sull’imposizione delle coppie sposate. In quell’occasione, il referendum era stato respinto con il 50,8%, ma informazioni errate fornite dal Consiglio federale avevano influenzato la decisione degli elettori. Nonostante l’annullamento, il partito aveva scelto di proporre una nuova iniziativa anziché chiedere una ripetizione della votazione.
Possibili conseguenze
Se il TF dovesse accogliere i ricorsi, i cittadini svizzeri potrebbero essere chiamati a ripetere la votazione, una decisione senza precedenti per una questione di tale portata. La sentenza potrebbe rappresentare un importante precedente per garantire una maggiore trasparenza e correttezza nei processi democratici.




