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Gran Consiglio ticinese: cinque decisioni chiave nella seduta del 6 ottobre 2026

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Il Gran Consiglio in sessione: cosa è stato deciso il 6 ottobre 2026

Il parlamento cantonale ticinese si è riunito il 6 ottobre 2026 a Bellinzona sotto la guida della presidente Daria Lepori, affrontando un ordine del giorno denso di argomenti. Al termine dei lavori, sono stati approvati cinque atti distinti, con esiti che riflettono orientamenti politici differenziati a seconda dei temi trattati. Di seguito una panoramica ragionata delle principali delibere.

Un finanziamento da oltre quattro milioni per la Conferenza OSCE

Il punto più dibattuto della seduta ha riguardato la concessione di un credito di gestione corrente destinato all’organizzazione di una conferenza ministeriale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). L’importo lordo approvato ammonta a 4.133.500 franchi, sulla base del messaggio governativo n. 8688, risalente al 20 maggio 2026.

Il decreto legislativo è stato accolto con 47 voti favorevoli, 32 contrari e 4 astensioni — uno degli esiti più contestati della giornata — a conferma che l’opportunità di sostenere un evento di portata internazionale con risorse cantonali ha generato un dibattito acceso in aula. Il relatore di maggioranza per la Commissione gestione e finanze era Fabrizio Sirica.

Giustizia: bocciati due interventi su magistratura e pensionamenti

La Commissione giustizia e diritti, con la relatrice Cristina Maderni, ha portato in aula due rapporti commissionale su altrettante iniziative parlamentari promosse da Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi per il gruppo MPS-Indipendenti. In entrambi i casi, il Gran Consiglio ha scelto di respingere le proposte.

Nessun abbassamento dell’età pensionabile per i magistrati

La prima iniziativa, presentata il 16 settembre 2024, puntava a modificare l’articolo 21 della Legge sull’organizzazione giudiziaria con l’obiettivo di abbassare l’età di pensionamento dei magistrati. Il Gran Consiglio ha seguito le conclusioni della commissione e ha respinto la proposta con 41 voti favorevoli al rigetto, 9 contrari e 11 astensioni.

Respinta anche la proposta sulla destituzione dei magistrati

Il secondo intervento, depositato il 10 giugno 2025, proponeva una modifica alla stessa legge introducendo il principio secondo cui chi elegge i magistrati debba avere anche il potere di destituirli — una norma sintetizzata nel titolo stesso dell’iniziativa: “Magistrati: chi elegge deve anche destituire”. Anche in questo caso il parlamento ha seguito la commissione, respingendo la proposta con un voto ancora più largo: 62 favorevoli al rigetto, soli 2 contrari e 5 astensioni.

Infrastrutture: due risoluzioni per il futuro della rete autostradale

La parte conclusiva dei lavori ha visto l’approvazione di due risoluzioni generali legate a temi infrastrutturali di grande rilevanza per il Ticino. Entrambe hanno ottenuto consensi molto ampi.

Il collegamento A2-A13 al centro dell’attenzione

La prima risoluzione, proposta da Sem Genini e cofirmatari per la Commissione ambiente, territorio ed energia, riguarda il collegamento autostradale tra la A2 e la A13. Il testo è stato approvato con 69 voti favorevoli e sole 7 astensioni, segnale di un consenso trasversale sull’importanza strategica di questo asse viario per il cantone.

Il progetto MeMe: Mendrisio–Melano chiede voce cantonale

La seconda risoluzione, firmata da Andrea Rigamonti, Ivo Durisch e altri parlamentari, si concentra sul progetto autostradale MeMe, che collega Mendrisio a Melano. L’atto approvato — con 71 voti favorevoli e 3 sole astensioni, il risultato più ampio dell’intera seduta — chiede esplicitamente al Cantone di esprimere una posizione forte e coordinata nell’ambito della procedura di approvazione dei relativi piani progettuali.

Il voto quasi unanime sottolinea quanto questo dossier sia percepito come prioritario dall’intera rappresentanza parlamentare ticinese, al di là delle divisioni partitiche.

Cosa emerge da questa seduta

Analizzando complessivamente i voti espressi il 6 ottobre 2026, emergono alcune tendenze significative:

  • Le infrastrutture viarie raccolgono consensi larghissimi e bipartisan, confermando che mobilità e pianificazione territoriale restano temi unificanti in Ticino.
  • Le questioni di giustizia e magistratura, in particolare le proposte avanzate da MPS-Indipendenti, trovano poco seguito in aula e vengono bocciate con margini significativi.
  • Il finanziamento per la conferenza OSCE rappresenta l’unico vero campo di battaglia politica della giornata, con oltre un terzo dei votanti contrario alla spesa.

Prossimo appuntamento: 26 ottobre 2026

Il Gran Consiglio non si riunirà prima di tre settimane. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 26 ottobre 2026 alle ore 14:00. Sarà l’occasione per riprendere i lavori parlamentari su temi che potrebbero proseguire dal calendario corrente o presentarsi come nuovi oggetti all’ordine del giorno.

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