Un preventivo che guarda alle urne, non al futuro
Il Canton Ticino ha presentato il proprio preventivo per il 2027, un documento che chiude con un disavanzo d’esercizio di 98,5 milioni di franchi. Se il Consiglio di Stato lo propone come risposta necessaria alle difficoltà finanziarie del Cantone, i Verdi ticinesi la pensano in modo molto diverso. Per il partito, si tratta di un bilancio costruito con la testa rivolta alle prossime elezioni, più che alle esigenze reali dei cittadini e del territorio.
A esprimere la posizione del partito è Samantha Bourgoin, co-coordinatrice dei Verdi del Ticino, che in una nota diffusa nella serata del 30 settembre 2026 traccia un quadro critico e articolato della manovra.
Tagli a chi ne ha meno bisogno di averli
Il principale punto di attrito riguarda la struttura delle misure previste. Secondo i Verdi, il preventivo 2027 si regge quasi interamente su riduzioni della spesa, applicate progressivamente e in modo trasversale: personale pubblico, prestazioni sociali, supporto all’asilo, servizi per le persone fragili e trasferimenti ai Comuni. Un approccio che il partito definisce frammentario, come tagliare «una fetta alla volta» senza una logica d’insieme.
Parallelamente, non è previsto alcun aumento della pressione fiscale, nemmeno per i contribuenti con maggiore capacità economica. Una scelta che i Verdi leggono come una conferma della linea tenuta finora dalla maggioranza di governo, riassumibile – a loro giudizio – nella formula degli sgravi per i più abbienti e dei tagli allo Stato. Una ricetta che, sostengono, sta mostrando con crescente evidenza i propri limiti, come confermerebbero anche diversi studi comparativi sulla spesa pubblica cantonale.
Assenza di investimenti per le sfide del domani
Ciò che colpisce di più nella lettura dei Verdi è, tuttavia, non tanto ciò che il preventivo contiene, quanto quello che manca. Il documento, a loro avviso, non destina risorse sufficienti per preparare il Cantone alle grandi trasformazioni già in atto: la crisi climatica, da un lato, e l’invecchiamento della popolazione dall’altro.
- Nessuna misura significativa per sostenere famiglie e imprese nella transizione ecologica
- Assenza di un piano articolato per rispondere alla crescente domanda di servizi legata all’invecchiamento demografico
- Investimenti insufficienti nel welfare e nelle strutture di supporto alle fasce più vulnerabili
Secondo i Verdi, un preventivo davvero lungimirante avrebbe dovuto affrontare queste tematiche con investimenti mirati, non limitarsi a contenere la spesa corrente.
Il vero cambiamento rinviato alla prossima legislatura
Il Consiglio di Stato, dal canto suo, sembra consapevole che il solo preventivo 2027 non basti. Nel documento è infatti annunciato un «pacchetto di riequilibrio» per il periodo 2028-2030, che prevede misure strutturali più incisive, una riflessione sul lato delle entrate e una revisione dei rapporti finanziari con Confederazione e Comuni.
I Verdi prendono atto di questo impegno, ma lo leggono con scetticismo. Rinviare le decisioni difficili all’inizio della prossima legislatura equivale, a loro giudizio, a una forma di rinuncia politica nell’immediato. Non è un caso, sottolineano, che questo preventivo arrivi in prossimità di una tornata elettorale.
Perché le soluzioni «facili» non bastano più
Il partito mette in guardia anche da alcune vie d’uscita che potrebbero sembrare praticabili a breve termine, ma che ritiene impercorribili o comunque insufficienti.
Intervenire sulle relazioni finanziarie con i Comuni, per esempio, appare difficile dopo quello che i Verdi definiscono il «fallimento totale di Ticino 2020», il piano che avrebbe dovuto riorganizzare i rapporti tra Cantone e realtà locali. Allo stesso modo, una revisione della perequazione finanziaria con la Confederazione non sembra imminente, rendendo poco praticabile anche questo fronte nel breve periodo.
La conclusione dei Verdi è netta: per uscire da questa impasse non basteranno aggiustamenti tecnici o misure di facciata. Sarà necessario, dicono, «essere audaci», costruire nuove visioni politiche e rivedere in modo strutturale il sistema fiscale cantonale.
Il ruolo del Gran Consiglio e l’impegno dei Verdi
Nel contesto attuale, i Verdi riconoscono che il margine di manovra lasciato al parlamento cantonale è piuttosto stretto. Nonostante i vincoli, il partito annuncia la propria intenzione di analizzare nel dettaglio il documento di bilancio, cercando di introdurre correttivi che vadano in due direzioni precise: investire nel futuro del Cantone e proteggere le persone più fragili, quelle che rischiano di pagare il prezzo più alto dei tagli lineari previsti.
Un approccio che il partito intende portare avanti con determinazione, anche in un contesto politico in cui la maggioranza sembra orientata verso soluzioni più conservative.
Un segnale politico oltre che finanziario
Al di là dei numeri, la presa di posizione dei Verdi sul preventivo 2027 ha un valore politico preciso. In un anno preelettorale, il dibattito sul bilancio cantonale diventa anche uno spazio per affermare visioni diverse del ruolo dello Stato e della fiscalità. Il partito sceglie di stare dalla parte di chi chiede più coraggio e più equità, proponendosi come alternativa credibile a un sistema che, a loro avviso, tende a scaricare i costi del risanamento sulle spalle di chi è già in difficoltà.



