Un rallentamento reale, ma non una vittoria
Nel 2027 il premio medio dell’assicurazione malattia in Ticino crescerà del 3,7%, un dato nettamente inferiore alla media nazionale del 5%. Per la prima volta in un decennio, il Cantone non si trova in coda alla classifica degli aumenti. Ma sarebbe un errore interpretare questo dato come la fine del problema: la spesa sanitaria ticinese resta strutturalmente elevata, e il percorso verso un equilibrio sostenibile è ancora lungo.
Nel corso del 2025, la crescita dei costi sanitari in Ticino si è fermata al 2,9%, contro il 5,3% registrato a livello svizzero. A partire dal secondo trimestre dell’anno, l’evoluzione ticinese è rimasta stabilmente al di sotto della media nazionale. Un segnale incoraggiante, che tuttavia deve essere letto con cautela.
Il caso Spitex: la moratoria produce effetti visibili
Uno dei fronti su cui il Cantone è intervenuto con più decisione è quello dei servizi di cura e assistenza a domicilio, i cosiddetti Spitex. Dal 1° dicembre 2024 è in vigore una moratoria sulle nuove autorizzazioni in questo settore. I dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica mostrano risultati significativi.
- Tra il 2024 e il 2025, la spesa pro capite per gli Spitex è aumentata del 6,9% in Ticino, contro il 12,9% a livello nazionale.
- Nei primi sei mesi del 2026, il confronto è ancora più netto: in Ticino la spesa è diminuita dell’1,4%, mentre in Svizzera è salita del 14,7%.
Paolo Bianchi, coordinatore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), parla di «un cambio di tendenza ben chiaro», pur precisando che la spesa pro capite ticinese in questo settore rimane superiore di circa il 60% alla media svizzera. Un divario comunque ridotto rispetto al 72% registrato nel 2024, e che lascia intendere che la strada da percorrere è ancora considerevole.
Medici specialisti: blocco parziale, effetti difficili da isolare
Sul fronte dei medici specialisti, il Cantone ha introdotto il blocco delle nuove autorizzazioni in otto specializzazioni dal 1° luglio 2025, dopo un periodo transitorio avviato nel novembre 2023. Anche qui i dati mostrano una dinamica più contenuta rispetto al resto della Svizzera.
- La spesa pro capite per i trattamenti negli studi medici è aumentata del 4,2% in Ticino tra il 2024 e il 2025, contro il 6,4% nazionale.
- Nei primi sei mesi del 2026, la crescita ticinese si è ulteriormente ridotta all’1,1%, a fronte del 5,3% svizzero.
Tuttavia, Bianchi sottolinea due elementi di cautela. Primo: il blocco non è assoluto. In tre delle otto specializzazioni limitate è previsto un ricambio diretto: se un medico rinuncia alla licenza, può essere sostituito da un collega. Al momento, circa venti professionisti figurano in lista d’attesa. Secondo: parte del rallentamento nei costi potrebbe essere legata all’introduzione del nuovo sistema tariffale TARDOC dal 1° gennaio 2026, che ha generato ritardi nella fatturazione. Questo fattore riguarda tutti i Cantoni, ma il Ticino resta comunque più virtuoso a livello comparativo.
Ospedali: stazionario sotto controllo, ambulatoriale più complesso
Sul fronte ospedaliero, il Canton Ticino sta portando avanti una nuova pianificazione ospedaliera, attualmente in fase di consultazione, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione dei mandati e concentrare le prestazioni. L’impatto finanziario di questa riorganizzazione è però difficile da quantificare con precisione. Come osserva Bianchi, la pianificazione non fissa un tetto massimo all’attività e può contribuire soprattutto a rendere più contenuti i futuri adeguamenti tariffari.
Nel settore stazionario, che rappresenta circa il 16% della spesa sanitaria cantonale, i costi sono addirittura scesi: da 333 milioni di franchi nel 2025 a 331 milioni nel 2026, con una diminuzione dello 0,6%. Una parte di questa riduzione è attribuibile al trasferimento di attività verso il regime ambulatoriale, tendenza che potrebbe essere ulteriormente accelerata dall’entrata in vigore di EFAS, il nuovo finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatorie e stazionarie.
Più articolata la situazione nell’ambulatoriale ospedaliero. Tra il 2024 e il 2025, la spesa media pro capite in Ticino è diminuita dello 0,6%, mentre a livello nazionale è cresciuta del 5%. Un risultato positivo in termini relativi, ma che non deve far dimenticare come i costi assoluti ticinesi restino leggermente al di sopra della media nazionale. In questo ambito, le leve a disposizione del Cantone sono più limitate: Bianchi segnala che si guarderebbe con favore a un maggiore ricorso ai sistemi di rimborso forfettario nel settore ambulatoriale, che disincentivano la moltiplicazione delle prestazioni, ma questa scelta spetta alla Confederazione.
Perché il Ticino fa meglio? Tre possibili spiegazioni
Dietro il miglioramento ticinese non vi è un’unica causa. Bianchi indica almeno tre fattori che contribuiscono a spiegare il divario con il resto della Svizzera:
- Le misure cantonali introdotte negli ultimi anni hanno iniziato a produrre effetti concreti.
- Il Ticino potrebbe aver anticipato certi livelli di spesa, raggiungendo prima di altri Cantoni un punto di saturazione che ora interessa progressivamente anche il resto del Paese.
- L’invecchiamento demografico, fattore che pesa da anni sulla spesa ticinese, sta iniziando a farsi sentire in modo più marcato anche altrove in Svizzera.
Il paziente migliora, ma non è ancora guarito
Il quadro che emerge è quello di un sistema sanitario che ha imboccato una direzione giusta, ma che non può ancora permettersi di allentare la guardia. Le moratorie hanno prodotto effetti misurabili, in particolare negli Spitex e nei trattamenti specialistici. La pianificazione ospedaliera offre prospettive di razionalizzazione, ma con strumenti che per loro natura non garantiscono risparmi immediati e quantificabili.
La vera sfida, per il Canton Ticino, resta quella di consolidare questo rallentamento nel tempo, trasformando una tendenza incoraggiante in un percorso strutturale di sostenibilità della spesa sanitaria — nell’interesse dei cittadini e dei loro portafogli.



