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Lugano vuole vendere la sede dell’USI: ecco la clausola che protegge il patrimonio comunale

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Una modifica statutaria che vale decine di milioni

Poche righe di testo tecnico, eppure capaci di muovere interessi per decine di milioni di franchi. Il Municipio di Lugano ha sottoposto al Consiglio comunale una proposta di modifica dello statuto della Fondazione per le Facoltà di Lugano dell’Università della Svizzera italiana (FFL). L’obiettivo è semplice nel principio ma rilevante nelle conseguenze: assicurarsi che, qualora la Fondazione dovesse un giorno cessare di esistere, tutti i beni immobili a essa legati tornino automaticamente in mano al Comune di Lugano.

Una garanzia che oggi potrebbe sembrare precauzionale, ma che acquista peso se letta alla luce del contesto più ampio: la Città sta valutando la vendita dell’edificio principale del Campus Ovest dell’USI, il cosiddetto edificio storico, proprio alla FFL. E prima di trasferire un bene di tale valore, vuole essere certa di non perderne il controllo definitivo in nessuno scenario futuro.

Perché modificare lo statuto adesso?

La risposta è legata a un ragionamento più ampio sulla gestione del patrimonio immobiliare della Città. Lugano si trova in una fase in cui alcune proprietà vengono considerate non più strategiche e potrebbero essere cedute, con l’obiettivo di alleggerire il debito pubblico e far fronte agli investimenti già effettuati o programmati.

Tra le grandi opere che pesano sui conti comunali figurano:

  • L’acquisizione dello stadio
  • Il nuovo palazzetto dello sport
  • La futura Città della musica a Besso

Per compensare queste spese, il Municipio sta valutando la cessione di alcuni immobili. Tra i candidati più concreti alla vendita ci sono l’ex casa per anziani al Castagneto, il palazzo che attualmente ospita l’amministrazione comunale in via della Posta — destinata a traslocare nelle nuove torri di Cornaredo — e, per l’appunto, la sede principale del Campus Ovest dell’USI.

74 milioni sul tavolo: il valore dell’edificio USI

La sede principale del Campus Ovest è stata valutata attorno ai 74 milioni di franchi. Una cifra significativa, che renderebbe questa potenziale transazione una delle più importanti nella recente storia patrimoniale del Comune. Il Municipio ha indicato che, se si procedesse, il passaggio di proprietà sarebbe previsto indicativamente per il 2029.

Va però chiarito che si tratta, per ora, di un’operazione ancora in fase di valutazione. La vendita non è stata formalmente decisa e sarà eventualmente oggetto di un messaggio municipale separato, dedicato specificamente a quella transazione. Ciò che viene chiesta oggi al Consiglio comunale è esclusivamente la ratifica della modifica statutaria della FFL.

La clausola di salvaguardia: come funziona

Il cuore della modifica statutaria è una disposizione che stabilisce cosa accade in caso di scioglimento della FFL. In quell’eventualità — oggi puramente ipotetica, dal momento che nessuno ha intenzione di procedere in tal senso — gli immobili di proprietà della Fondazione e quelli oggetto di diritto di superficie a essa destinati verrebbero trasferiti al Comune di Lugano, al lordo di eventuali oneri che potrebbero gravare sugli stessi.

In sostanza, nessun bene immobiliare di rilievo potrebbe finire nelle mani di soggetti terzi: il patrimonio rientrerebbe sempre e comunque nella sfera pubblica comunale. Questa garanzia è definita dallo stesso Municipio come una misura di carattere preventivo e cautelativo, non un segnale di sfiducia nei confronti della Fondazione né un anticipo del suo scioglimento.

Il Municipio chiarisce: nessuna intenzione di sciogliere la FFL

Per dissipare ogni possibile equivoco, l’Esecutivo luganese ha tenuto a precisare esplicitamente che la proposta di modifica statutaria non va interpretata come un segnale che la FFL sia a rischio chiusura. La Fondazione continua a svolgere regolarmente le funzioni previste dal suo statuto e non vi è alcuna intenzione, né attuale né futura, di procedere al suo scioglimento.

La modifica, come sottolineato dal Municipio, «introduce una garanzia patrimoniale di carattere prudenziale, destinata ad assumere rilevanza unicamente qualora tale eventualità dovesse un giorno verificarsi». In altri termini: si tratta di una cintura di sicurezza che si spera di non dover mai usare, ma che è prudente allacciare prima di compiere una mossa patrimoniale rilevante.

Il voto in Consiglio comunale: un segnale politico

La discussione in Consiglio comunale sulla modifica statutaria sarà probabilmente molto più di un semplice passaggio tecnico-burocratico. Rappresenterà, di fatto, un primo test del clima politico attorno all’intera questione della possibile vendita dell’edificio USI.

I consiglieri che si esprimeranno favorevolmente o contrariamente alla clausola daranno inevitabilmente un segnale sulla loro posizione rispetto all’operazione immobiliare più ampia. Chi voterà contro la modifica potrebbe farlo per ragioni di merito legate allo statuto, ma anche come segnale di contrarietà alla futura cessione dell’edificio storico dell’USI.

In un momento in cui Lugano è impegnata in una complessa ottimizzazione del proprio patrimonio pubblico, ogni decisione su questo fronte è destinata a pesare, non solo sui bilanci comunali, ma anche sul dibattito politico cittadino. La modifica della FFL è solo il primo atto di una partita che potrebbe durare ancora diversi anni prima di trovare una conclusione definitiva.

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