Un modello che fa scuola: VIDO+ si espande in tutto il Ticino
La violenza domestica non si combatte solo dopo che è accaduta. Questa è la filosofia alla base di VIDO+, il progetto di prevenzione lanciato nel 2023 dalla città di Lugano in collaborazione con la Polizia comunale, che sta conquistando sempre più adesioni nel Canton Ticino. Dopo Locarno, anche Mendrisio, Bellinzona e Chiasso hanno scelto di abbracciare questo approccio, che punta a intercettare i segnali di disagio familiare prima che si trasformino in episodi di violenza.
I numeri che rendono urgente la prevenzione
Le statistiche parlano chiaro e giustificano pienamente l’urgenza di un modello come VIDO+. Solo nel 2025, in Ticino si sono registrati oltre mille interventi delle forze dell’ordine per situazioni di disagio familiare, un dato in crescita rispetto all’anno precedente. Il quadro nazionale è ancora più allarmante:
- Più di 22.000 casi di violenza domestica all’anno in Svizzera, pari a oltre 60 al giorno
- Circa 27.000 bambini esposti quotidianamente a episodi di violenza tra i genitori
Numeri che sottolineano quanto sia fondamentale agire prima, non dopo. Ed è esattamente quello che VIDO+ si propone di fare.
Come funziona VIDO+: la rete territoriale come strumento chiave
Il punto di forza del progetto risiede nella sua capacità di mettere in connessione attori diversi — polizie comunali, polizia cantonale, servizi sociali, consultori familiari — creando una rete integrata di prevenzione. Ogni componente porta le proprie competenze, ma l’obiettivo condiviso è uno solo: intervenire precocemente, prima che una situazione conflittuale degeneri.
Il Centro competenza violenza della Polizia cantonale ha introdotto uno strumento specifico per l’individuazione precoce dei fattori di rischio, disponibile per tutte le pattuglie di Gendarmeria e per quelle della città di Lugano. L’intervento degli agenti non si esaurisce con la risposta alla chiamata di emergenza: esiste un vero e proprio follow up, un accompagnamento successivo che coinvolge le risorse del Comune e del Cantone.
Il follow up: dalla chiamata all’accompagnamento concreto
Dopo ogni intervento per conflitti familiari, la Polizia comunale di Lugano adotta un protocollo strutturato:
- Verifica delle condizioni di sicurezza di tutti i membri del nucleo familiare
- Valutazione complessiva della situazione
- Fornitura di informazioni dettagliate sulle risorse e i servizi disponibili
- Segnalazione della disponibilità del Consultorio familiare per un percorso di supporto
In particolare, le famiglie domiciliate a Lugano coinvolte in un intervento di polizia possono accedere a fino a tre consultazioni gratuite offerte dal Consultorio familiare, grazie alla collaborazione con la Divisione socialità della Città. Un esempio concreto di come la prevenzione possa tradursi in azioni tangibili e accessibili ai cittadini.
La voce dell’iniziatrice: risultati incoraggianti, prossimo obiettivo i giovani
Karin Valenzano Rossi, capodicastero Sicurezza di Lugano e promotrice dell’iniziativa, esprime grande soddisfazione per i risultati ottenuti. «Il bilancio è molto positivo», dichiara. «L’ottima collaborazione con la Polizia cantonale e i servizi del Cantone ci ha permesso di potenziare il progetto». La responsabile sottolinea anche il valore del modello come esempio replicabile: «VIDO+ è un progetto concreto di prossimità che ha dato il via a una catena virtuosa. Siamo molto contenti che sia stato adottato da altri poli».
Ma il successo ottenuto non porta all’autocompiacimento. Al contrario, spinge la Polizia di Lugano a immaginare nuovi orizzonti. Il prossimo progetto, già in fase di definizione, sarà incentrato sul disagio di giovani e adolescenti, un tema di crescente urgenza nel contesto sociale attuale. «Non c’è la pretesa di risolvere del tutto il problema», precisa Valenzano Rossi, «ma i risultati di VIDO+ sono incoraggianti e rappresentano un esempio da seguire».
La mappa delle adesioni: da Lugano a tutto il cantone
La diffusione territoriale del progetto procede a ritmo sostenuto. Ecco lo stato attuale delle adesioni:
- Lugano: città fondatrice, progetto attivo dal 2023
- Locarno: tra le prime ad aderire
- Mendrisio, Stabio e i Comuni della Regione II (Arogno, Bissone, Brusino Arsizio, Castel San Pietro, Coldrerio, Riva San Vitale e Val Mara): adesioni recenti
- Chiasso: ha manifestato formalmente l’intenzione di aderire
- Bellinzona: approvazione del Consiglio comunale a giugno, implementazione prevista per inizio del prossimo anno
Un modello di prossimità per una sfida collettiva
Ciò che rende VIDO+ un progetto degno di attenzione non è solo la sua efficacia sul piano pratico, ma la visione che lo anima: la convinzione che la sicurezza non sia solo repressione, ma anche ascolto, presenza e prevenzione. In un contesto in cui i numeri sulla violenza domestica restano preoccupanti, costruire reti territoriali capaci di agire prima che la situazione degeneri rappresenta forse la risposta più intelligente e umana che le istituzioni locali possano offrire ai propri cittadini. Il fatto che questo modello si stia radicando progressivamente in tutto il Ticino è, in sé, un segnale positivo da non sottovalutare.



