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Addio al Bar Laura di Lugano: dopo 32 anni chiude uno dei locali più amati del centro

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Un pezzo di storia luganese si congeda: chiude il Bar Laura

Lugano perde uno dei suoi punti di riferimento nel cuore del centro città. Il Bar Laura di Via Bossi 3 abbassa definitivamente la serranda sabato 3 ottobre, concludendo un’avventura lunga oltre tre decenni. A confermarlo è il titolare Reto Blumenthal, raggiunto telefonicamente nei giorni scorsi, dopo che la notizia aveva già iniziato a circolare rapidamente sui social media, generando reazioni di sorpresa e nostalgia tra gli affezionati frequentatori del locale.

Le ragioni di una scelta sofferta

Non si tratta di un epilogo improvviso. Blumenthal racconta che la situazione era sotto osservazione già dall’inizio dell’anno: «Abbiamo lottato fin dal 12 gennaio», afferma, lasciando intendere mesi di riflessioni, valutazioni e tentativi di trovare soluzioni alternative.

Le motivazioni che hanno portato alla chiusura sono più d’una e di natura diversa:

  • Vincoli legati al contratto d’affitto dei locali
  • Problematiche connesse alla LEAR, la legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione
  • Ragioni personali del titolare, legate alla sfera familiare e alla qualità della vita

Blumenthal tiene a precisare che non intende alimentare polemiche di nessun tipo. La sua è una voce serena, intrisa di rassegnazione ma anche di gratitudine per un percorso professionale che definisce ricco di soddisfazioni. «Me li sono goduti tantissimo», dice riferendosi ai 32 anni trascorsi a gestire uno spazio che è diventato molto più di un semplice bar.

Un’identità costruita sulla diversità della clientela

Quello che ha sempre contraddistinto il Bar Laura nel panorama della ristorazione luganese è la capacità di accogliere una clientela straordinariamente eterogenea, trasformando questa varietà in un punto di forza piuttosto che in una contraddizione.

La giornata inizia ancora prima dell’alba: i primi avventori sono i conducenti dell’Autopostale, che salgono dalla rimessa lì vicina per un caffè prima di iniziare il turno. Con il passare delle ore arrivano i manager e i professionisti della piazza finanziaria luganese, poi impiegati, commercianti e passanti di ogni genere. E poi, soprattutto nel tardo pomeriggio e in serata, i giovani.

Proprio questa apertura verso le nuove generazioni ha rappresentato una delle scelte più coraggiose — e lungimiranti — di Blumenthal. «Quindici anni fa, quando ho pensato a questa apertura ai giovani, i miei colleghi mi chiedevano se fossi impazzito», racconta. Il timore era che accogliere un pubblico giovane avrebbe allontanato la clientela più matura. I fatti hanno smentito ogni previsione pessimistica.

Il rispetto come filosofia di gestione

Il segreto di questa convivenza armoniosa tra generazioni e categorie sociali diverse? Per Blumenthal la risposta è semplice: il rispetto reciproco, praticato ogni giorno in modo concreto e non solo dichiarato a parole.

Un esempio emblematico riguarda il trattamento riservato ai clienti minorenni: chi non ha l’età per consumare alcolici viene comunque accolto e servito con una bibita analcolica, ma con lo stesso riguardo e la stessa cura riservata a chiunque altro. «Gliela serviamo con il piattino. Lo trattiamo come tutti gli altri clienti», spiega il titolare. Un gesto apparentemente piccolo, ma capace di generare fiducia e, di conseguenza, comportamenti corretti da parte dei ragazzi stessi.

I numeri danno ragione a questo approccio: in vent’anni di attività con clientela giovane, Blumenthal afferma di aver effettuato una sola chiamata alle forze dell’ordine per problemi legati all’ordine pubblico. Un dato significativo, soprattutto in un momento in cui il dibattito sulla sicurezza nel centro di Lugano è tornato prepotentemente di attualità.

A questo proposito, il titolare esprime una riflessione lucida: è naturale che i singoli episodi negativi tendano a fare più rumore rispetto alla normalità quotidiana, fatta di ragazzi tranquilli e rispettosi. «Ho trovato una gioventù stupenda», afferma con convinzione.

Il futuro: un nuovo progetto a Molino Nuovo

La chiusura del Bar Laura non segna però la fine dell’esperienza imprenditoriale di Reto Blumenthal nel settore della ristorazione. Già dalla settimana successiva al 3 ottobre, il titolare aprirà le porte di un nuovo locale nel quartiere di Molino Nuovo, con una proposta e una formula gestionale diverse rispetto a quelle che hanno caratterizzato Via Bossi.

Tra le motivazioni personali che hanno pesato nella decisione di cambiare, Blumenthal cita anche il desiderio di trascorrere più tempo con la famiglia. «Ho un figlio di 11 anni e spero di vederlo un po’ di più», dice, con una battuta che però nasconde una verità autentica. Trent’anni dietro un bancone lasciano il segno, e a volte il cambiamento è anche una forma di ritrovamento.

Un saluto alla città, prima che sia tardi

Per chi volesse rendere omaggio a uno dei locali storici del centro luganense, il tempo stringe. Sabato 3 ottobre sarà l’ultimo giorno di apertura del Bar Laura, e Via Bossi resterà per sempre nel cuore di chi l’ha frequentata nel corso degli anni.

Trent’anni di caffè serviti all’alba, di conversazioni tra banchieri e autisti, di serate condivise da giovani e meno giovani: è questo il lascito di un locale che ha saputo, forse meglio di tanti altri, interpretare l’anima autentica e plurale di Lugano.

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