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Poschiavo celebra la letteratura plurilingue: si chiude la sesta edizione di ‘Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo’

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Poschiavo, crocevia di lingue e letteratura

Si è chiuso il sipario sulla sesta edizione di un festival che ormai rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per il dialogo culturale tra le diverse comunità linguistiche della Svizzera. Dall’2 al 4 ottobre 2026, la Valposchiavo ha ospitato scrittori, poeti, musicisti e un pubblico numeroso e appassionato, trasformandosi per un lungo weekend in un laboratorio vivente di plurilinguismo e creatività letteraria.

La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione, si è confermata capace di attrarre voci e sguardi da tutti i quadranti linguistici del Paese, intrecciando italiano, tedesco, francese e romancio in un dialogo che raramente trova spazi così autentici al di fuori delle mura di un parlamento o di un’università.

Il filo conduttore: le parole che abitano il corpo

Il tema scelto per questa edizione era quanto mai evocativo: «Le parole del corpo». Non solo la scrittura come atto mentale, ma come pratica che coinvolge la fisicità di chi scrive, legge e si trasforma. Attraverso letture ad alta voce, poesia, danza e musica, il programma ha esplorato il confine poroso tra espressione artistica e corporeità, suggerendo che il testo letterario non esiste mai senza un corpo che lo abita.

A tirare le fila del festival è stata Begoña Feijoo Fariña, ideatrice e direttrice artistica della manifestazione, che nel saluto finale al pubblico ha ammesso l’incertezza creativa che accompagna ogni edizione: non si sa mai se un tema riuscirà a creare quella «scintilla di significato condiviso» che si cerca. Per questa edizione, la risposta del pubblico ha dissipato ogni dubbio.

Gli ospiti e gli incontri più apprezzati

Tra i momenti più vivaci del festival spicca l’incontro con Göri Klainguti, classe 1945, autore che scrive nel romancio dell’Alta Engadina (putér). In conversazione con la scrittrice Flurina Badel, Klainguti ha saputo coinvolgere la sala con ironia e leggerezza, passando con naturalezza tra le diverse lingue nazionali. I suoi brani sono stati letti dallo stesso autore e, in versione italiana, dall’attore Massimiliano Zampetti.

Grande successo ha riscosso anche il format delle letture estemporanee in piazza, affidate al poeta e performer Gerold Ehrsam: pillole letterarie di dieci minuti capaci di arrestare il passo di passanti e turisti. Ehrsam ha raccontato con una punta di ironia di sentirsi libero a Poschiavo, mentre altrove si sente sempre un po’ «-schiavo» — un gioco di parole che ha strappato più di un sorriso.

Musica, performance e temi urgenti

Il festival ha aperto con il concerto della cantante e pianista Cinzia Regensburger, interprete capace di fondere la musica classica, il pop e il jazz con la lingua retoromancia, offrendo al pubblico un’esperienza sonora rara e coinvolgente. La serata del sabato ha invece visto protagonista il poeta e critico letterario Thierry Raboud, autore di una performance-conferenza sulla crisi climatica e sullo scioglimento dei ghiacciai, in dialogo con Valentina Grignoli.

La domenica mattina ha portato in scena gli incontri con Laura Acerboni, conversando con Mara Travella, e con Sarah Elena Muller, in dialogo con Ruth Gantert.

Un ricco parterre di voci letterarie

Tra gli altri autori e autrici presenti all’edizione 2026 figurano:

  • Massimo Gezzi e Laura Pugno
  • Sara Catella e Noemi Nagy, intervistate in diretta da Moira Bubola per il magazine ALICE di Rete Due
  • Raphaëlle Lacord, Natalia Proserpi, Kay Matter
  • Anne-Sophie Subilia, Mélanie Chappuis, Giusy Fanaro

Una presenza trasversale e plurilingue che ha reso il programma ricco e vario, rispecchiando fedelmente la missione del festival.

Il laboratorio di traduzione: un format che cresce

Da due anni il festival affianca alla rassegna principale un laboratorio di traduzione letteraria, organizzato nella settimana precedente gli eventi pubblici. In questa sesta edizione il corso è stato condotto da Ruth Gantert e Luciana Cisbani. Il percorso si è concluso con un momento pubblico di anteprima che ha anticipato lo spirito del festival.

Un fuori programma ha poi dato vita a un incontro corale e plurilingue particolarmente apprezzato, con la partecipazione di Mélanie Chappuis, Paola Crivelli, Francesco Deotto, Gerold Ehrsam, Ruth Gantert e Thierry Raboud. Un esperimento che potrebbe indicare una nuova direzione per le edizioni future.

Sostenitori e partner: una rete solida

La realizzazione del festival è stata possibile grazie al sostegno di un’ampia rete di istituzioni culturali e fondazioni, tra cui Pro Helvetia, la Promozione della Cultura del Cantone dei Grigioni, la Jan Michalski Foundation, il Migros Percento Culturale e la Landis & Gyr Foundation, oltre a numerosi enti locali e nazionali. I media partner sono stati SRG SSR e Il Grigione Italiano, con la collaborazione della Casa della letteratura per la Svizzera Italiana, Viceversa letteratura e RSI Rete Due.

Appuntamento al 2027

La direttrice artistica Feijoo Fariña ha già lanciato l’appuntamento per la settima edizione: dall’1 al 3 ottobre 2027, Poschiavo tornerà ad accogliere autori, lettori e appassionati di letteratura da tutta la Svizzera. Un festival che continua a dimostrare come la diversità linguistica, lontano dall’essere un ostacolo, possa diventare la materia prima di un’esperienza culturale autentica e profondamente svizzera.

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