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Il Ticino celebra il patrimonio audiovisivo del turismo: un incontro per non dimenticare

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Fotografie, filmati e suoni: la memoria invisibile del turismo ticinese

Ogni destinazione turistica porta con sé un archivio invisibile: scatti fotografici, riprese in movimento, registrazioni sonore che nel corso dei decenni hanno documentato paesaggi, abitudini di viaggio e l’immagine che un territorio ha scelto di proiettare di sé verso il mondo. Un patrimonio immenso, eppure spesso ignorato, disperso o semplicemente dimenticato nei cassetti delle istituzioni che lo detengono.

È proprio su questo tema che il Cantone Ticino accende i riflettori in occasione della Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo, che si celebra ogni anno il 27 ottobre per volontà dell’UNESCO. Quest’anno, l’appuntamento prende forma con un incontro pubblico e gratuito ospitato dal PalaCinema di Locarno, cuore culturale di una città da sempre legata all’immagine cinematografica e visiva.

Chi organizza l’evento e quali obiettivi persegue

Il convegno nasce dalla collaborazione tra l’Osservatorio culturale del Cantone Ticino (OC), struttura interna al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), e la Città di Locarno. Il titolo scelto è eloquente: «Patrimonio audiovisivo e turismo: conservare, valorizzare e raccontare il territorio».

L’iniziativa non è una celebrazione formale, ma un momento di confronto concreto. L’obiettivo è portare attorno allo stesso tavolo istituzioni culturali, enti pubblici e professionisti del settore turistico per ragionare insieme su domande che raramente trovano risposta nelle agende istituzionali ordinarie:

  • Quali materiali audiovisivi vengono effettivamente conservati e da chi?
  • Quali rischiano di scomparire definitivamente nel breve periodo?
  • Quali strategie concrete possono trasformare questi archivi in risorse culturali e turistiche attive?

La formula scelta prevede una sessione di interventi seguita da una tavola rotonda, con casi studio ed esperienze pratiche al centro della discussione. Un approccio che privilegia il dialogo rispetto alla conferenza unidirezionale.

Perché il turismo è un produttore straordinario di documenti audiovisivi

Nel corso del Novecento, pochi settori hanno generato una quantità paragonabile di immagini, filmati e registrazioni rispetto al turismo. Brochure fotografate, filmati promozionali, diapositive, reportage sonori: tutti materiali nati con una finalità commerciale e promozionale, ma che oggi si rivelano fonti preziose per comprendere come si è trasformato il paesaggio, come sono cambiate le pratiche di viaggio e quale identità i territori hanno voluto costruire nel tempo.

Il Ticino non fa eccezione. Territorio di confine, crocevia tra cultura italiana e radici elvetiche, il Cantone ha storicamente attratto turisti da tutta Europa, generando un archivio visivo di straordinario interesse. Eppure, come sottolinea l’iniziativa del DECS, questi materiali restano spesso frammentati, poco accessibili e privi di una strategia di conservazione strutturata.

Il rischio concreto è la perdita irreversibile di documenti che nessuna tecnologia futura potrà ricostruire. Pellicole deteriorate, nastri magnetici degradati, fotografie prive di catalogazione: la fragilità del supporto fisico si aggiunge alla mancanza di risorse dedicate alla loro salvaguardia.

Il contesto internazionale: l’UNESCO e Memoriav

La Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo affonda le proprie radici in un documento fondamentale: la Raccomandazione sulla salvaguardia e conservazione delle immagini in movimento, elaborata dall’UNESCO nel 1980. Da allora, il 27 ottobre è diventato un appuntamento annuale per richiamare l’attenzione sul valore culturale e storico dei documenti audiovisivi e sull’urgenza di garantirne la sopravvivenza e l’accessibilità alle generazioni future.

In Svizzera, il coordinamento di questa giornata a livello nazionale è affidato a Memoriav, il centro di competenza per il patrimonio audiovisivo elvetico. Un’istituzione che lavora da anni per censire, digitalizzare e rendere fruibili archivi altrimenti destinati all’oblio, in stretta collaborazione con musei, biblioteche, radiotelevisioni e archivi pubblici.

L’evento ticinese si inserisce dunque in una cornice internazionale ben consolidata, ma con una declinazione locale precisa: mettere al centro la specificità del territorio cantonale e le sue tradizioni turistiche come laboratorio di riflessione.

Un’occasione aperta a tutti: dove, quando e come partecipare

L’appuntamento è fissato per il 27 ottobre 2026 presso il PalaCinema di Locarno. L’ingresso è libero e l’evento è aperto a chiunque abbia interesse per la cultura, la storia locale, il turismo o la conservazione del patrimonio documentale.

La scelta della sede non è casuale: il PalaCinema rappresenta un luogo simbolicamente coerente con il tema trattato, essendo da anni punto di riferimento per la cultura audiovisiva in Ticino e sede del Festival del film di Locarno.

Per consultare il programma dettagliato degli interventi e ottenere ulteriori informazioni logistiche, è possibile visitare il sito ufficiale all’indirizzo www.ti.ch/patrimonio-audiovisivo. Per contatti diretti con l’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale (UAPCD), il referente è Roland Hochstrasser, raggiungibile via email o telefonicamente.

Conservare il passato per costruire il futuro del territorio

In un’epoca in cui la produzione di immagini è diventata pressoché infinita e istantanea, potrebbe sembrare paradossale preoccuparsi della perdita di documenti audiovisivi. Eppure la sfida è reale: la sovrabbondanza del presente non garantisce affatto la sopravvivenza del passato recente, spesso il più vulnerabile.

Gli archivi turistici, in particolare, custodiscono una narrazione del territorio che nessun testo scritto potrebbe restituire con la stessa immediatezza: il colore di un lago in un’estate degli anni Cinquanta, il volto di un viaggiatore su un battello del Verbano, la voce di una guida alpina registrata su nastro magnetico. Materiali che, se salvaguardati e resi accessibili, possono alimentare ricerche storiche, campagne di comunicazione, percorsi didattici e nuove forme di turismo culturale.

L’incontro di Locarno è dunque molto più di un convegno accademico: è un invito collettivo a riconoscere il valore di ciò che rischia di scomparire e a costruire, insieme, gli strumenti per non perderlo.

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