L’uomo arrestato nel Luganese, come riportato dal Ministero pubblico e dalla Polizia cantonale, è un cittadino straniero di 44 anni. Le autorità lo sospettano di aver commesso una serie di reati finanziari, attraverso numerose società, nel corso di più anni. In particolare, l’uomo avrebbe utilizzato le società, poi fallite, per contrarre debiti che sapeva non avrebbe mai pagato. In questo modo, avrebbe ottenuto importi e servizi per finanziare uno stile di vita molto costoso, che non avrebbe altrimenti potuto permettersi.
Il sospetto è anche accusato di aver fornito false informazioni al fine di ottenere un credito Covid-19 garantito dalla Confederazione di 400 mila franchi. Le principali ipotesi di reato sono quelle di truffa, bancarotta fraudolenta, cattiva gestione, diminuzione dell’attivo in danno dei creditori, omissione della contabilità, falsità in documenti e riciclaggio di denaro.
La misura restrittiva della libertà nei confronti del 44enne è stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Nel contesto delle verifiche e delle perquisizioni, è stata sequestrata diversa documentazione che sarà ora oggetto di ulteriori approfondimenti.
L’uomo recentemente era anche divenuto presidente di un sodalizio sportivo ticinese. Non è ancora chiaro se il suo coinvolgimento in questo caso abbia qualche legame con la sua posizione all’interno del sodalizio.
Le autorità stanno attualmente coordinando l’inchiesta sotto la guida del Procuratore generale sostituto Andrea Balerna. Considerati gli accertamenti in corso, non verranno rilasciate ulteriori informazioni.




