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Tassiamo i ricchi per redistribuire ai poveri. Così potrebbe essere banalmente riassunta l’iniziativa 99% lanciata dai giovani socialisti che andremo a votare il prossimo 26 settembre. Un’idea che ricorda molto il principio “rubare ai ricchi per dare ai poveri” dell’eroe popolare britannico del 13° secolo Robin Hood. Ma se Robin Hood fosse oggi tra noi, sosterrebbe davvero questa iniziativa?

Analizziamo nel dettaglio gli effetti diretti ed indiretti che questa modifica della costituzione potrebbe avere sui poveri, sulla gente del popolo che stava tanto a cuore a Robin Hood: la prima conseguenza diretta sarebbe appunto il tanto auspicato aumento delle tasse sui redditi da capitale dell’1% più ricco. E qui arriva la prima incongruenza: se si utilizzasse davvero la cifra minima di 100’000 CHF consigliata dagli iniziativisi, si andrebbe a colpire ben più che l’1% più ricco, ma pure tantissime aziende famigliari. Ma non finisce qui: anche chiunque abbia investito del denaro, possieda un appartamento o una casa, un’azienda agricola, gestisca un’impresa o crei innovazione e posti di lavoro con una start-up, finirebbe nel vortice fiscale dell’iniziativa ingannevole. Moltissime persone, non miliardarie, ma appartenenti al ceto medio, dovrebbero quindi far fronte a maggiori e considerevoli oneri aggiuntivi. Questi soldi che andrebbero alle casse dello stato non verrebbero quindi più investiti dalle aziende per l’innovazione e la creazione di nuovi posti di lavoro, e potrebbero a lungo termine mettere pure in dubbio la sopravvivenza di molte piccole aziende. Di conseguenza, anche l’imprenditorialità potrebbe venire compromessa, mettendo fine al panorama svizzero delle startups e indebolendo la Svizzera sul piano dell’innovazione.

Inoltre, i veri ricchi, quelli che hanno davvero tanti soldi, non aspetterebbero un minuto per cambiare paese e andare in uno fiscalmente più attrattivo. D’altronde, avendo i mezzi finanziari, possono permetterselo (al contrario del piccolo imprenditore di famiglia). Questo porterebbe dunque ad una considerevole diminuzione delle entrate dello stato, che si vedrebbe così privato di altre tasse ed imposte. E cosa farà lo stato a questo punto per colmare questa diminuzione del gettito? O riduce i servizi, o aumenta le imposte. Ma se i veri ricchi se ne sono andati, a chi si aumentano le imposte? Ovviamente sempre al ceto medio e basso, che verrebbe dunque doppiamente colpito: da una parte più tasse, dall’altra meno posti di lavoro.

Bisogna infine ricordare, che secondo il mito, Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri, ma lo faceva perché lo stato (nella figura del tiranno re Giovanni Senzaterra) tassava in modo eccessivo e ingiusto la popolazione. Appare dunque ovvio, che un Robin Hood moderno dei giorni nostri non avrebbe mai e poi mai sostenuto una tale iniziativa, dal momento che va a colpire in modo negativo quasi e solo unicamente le persone che lui voleva aiutare, senza nessuna vera ridistribuzione della ricchezza.

Diego Baratti
Presidente Giovani UDC, Municipale di Ponte Capriasca