Interrogazione 98.23
L’interrogazione 68.21 e il Sindacato VPOD docenti avevano già reso attenti due anni fa sui rischi del cambiamento della formazione commerciale, una delle più importanti formazioni professionali presenti in Ticino.
La nuova formazione professionale commerciale entrerà in vigore nel settembre del 2023, slittando di un anno rispetto al calendario che voleva imporre l’autorità federale. In tutta la Svizzera si sono levate voci critiche, nonostante ciò, l’autorità federale e la Società degli impiegati di commercio (SKAV) vanno avanti con il cambiamento.
Secondo l’ordinanza della SEFRI, l’insegnamento delle conoscenze professionali e della cultura generale nella formazione commerciale sarà organizzato in cinque aree:
forme lavorative e organizzative agili;
interazione in un campo lavorativo interconnesso:
coordinamento dei processi lavorativi imprenditoriali;
creazione di relazioni con i clienti o i fornitori;
utilizzo delle tecnologie del mondo del lavoro digitale;
conoscenze professionali specifiche delle opzioni.
All’insegnamento per materia si sostituirà un insegnamento orientato all’acquisizione di competenze operative in situazioni professionali frequenti (disintegrazione delle discipline). L’apprendista verrà
formato come esecutore. Ne consegue che la formazione professionale scolastica sarà impoverita. La scuola fornirà solamente un sapere parcellizzato, svuotato del suo contenuto culturale e pedagogico.
In Ticino sinora si è parlato molto poco della problematica.
Rare sono state le prese di posizione dei docenti stessi. Una docente ha avuto però il coraggio di scrivere alla SEFRI quanto segue: “Come docente che lavora in due Centri professionali commerciali ticinesi prendo atto con rammarico dell’abolizione degli Insegnamenti disciplinari e di una sostituzione di questi con le Competenze operative descritte nel piano di formazione Riforma 2022. Penso che gli Impiegati di
commercio avrebbero bisogno di avere delle solide basi di conoscenze nella scienza, storia, civica, geografia, economia, diritto, contabilità, informatica, letteratura e scienze sociali per poter essere pronti
ad un futuro incerto e probabilmente sottoposto a continui cambiamenti sia nella società e soprattutto
nell’ambito professionale. Inoltre, molti impiegati di commercio decidono, dopo la formazione di base, di
continuare gli studi ottenendo la maturità professionale e /o liceale e iscrivendosi alla SUPSI o all’USI e avrebbero quindi bisogno di un approfondimento maggiore delle nozioni disciplinari elencate sopra.
Inoltre, un’integrazione della Cultura generale nelle Competenze operative risulta, a mio avviso, molto difficile se non impossibile sia didatticamente sia per quel che concerne la valutazione. In quasi tutti gli apprendistati la Cultura generale è rappresentata con una ponderazione del 20% e in griglia vi sono 360 ore lezione per una formazione triennale. Se già si toglie il sapere disciplinare alla formazione degli impiegati di commercio, si dovrebbe allinearsi con gli altri curricula e dare maggior spazio e visibilità alla Cultura generale (allineandosi anche con chiarezza all’Ordinanza e al Piano di formazione della Cultura generale) differenziandola dalle Competenze operative.”
Negli scorsi due anni i vertici della Divisione della formazione professionale hanno rassicurato il Sindacato VPOD docenti in merito all’implementazione della riforma e assicurato che il Cantone si impegnerà per non far perdere ore ai docenti oggi impiegati, come pure che le abilitazioni passate continueranno ad essere riconosciute.
Già nell’interrogazione 68.21 del 2021 si segnalava il problema dei docenti incaricati. Ora un problema occupazionale è emerso presso la Scuola cantonale di commercio (SCC) a seguito di una segnalazione di docenti (e non a una segnalazione del Dipartimento, che pur avrebbe dovuto informare i sindacati, viste le discussioni costanti del problema avvenute al tavolo DECS-sindacati). Il problema riguarda i docenti della materia Comunicazione con nomina parziale (50%) e incarico (dal 30 al 50%) presso la SCC, per i quali nell’anno scolastico 2023/24 è prevista una riduzione oraria. Ai docenti sono state offerte solo 14 ore di comunicazione (12 ore secondo nomina al 50%, solo 2 ore di incarico) presso la SCC, dopo 10 anni di assunzione. E per gli anni successivi non si prevedono miglioramenti. La giustificazione è stata una diminuzione delle classi, oltre al nuovo assetto della materia dato dalla riforma. La materia Comunicazione non ha sbocchi in ambiti liceali. È per contro pensabile un possibile incarico in scuole professionali commerciali o scuole medie di commercio (tutti i docenti hanno conseguito una formazione che lo consentirebbe).
Pongo pertanto al Consiglio di Stato le seguenti domande.
- quanti apprendisti saranno toccati dal cambiamento da settembre 2023?
- Quanti docenti e di quali scuole saranno toccati dal cambiamento?
- Come è avvenuto il coinvolgimento dei docenti ticinesi in questo importante cambiamento della formazione commerciale?
- Le classi di maturità professionale integrata saranno escluse dal cambiamento? Si tratta di una scelta provvisoria o duratura?
- Vi sono stati dei margini di adattamento del cambiamento nella formazione commerciale alla realtà socioeconomica ticinese? Quali?
- Come, quando, con quali condizioni contrattuali e con quali prerequisiti sono stati formati i docenti per passare dall’insegnamento per materia ad un insegnamento destrutturato per situazione problema? Si è tenuto conto delle abilitazioni SUFFP o di esperienze lavorative pregresse? La formazione rientra nelle giornate obbligatorie di formazione continua?
- Come è stata organizzata l’implementazione del cambiamento nelle sedi? Tramite l’istituzione di coordinatori di sede? Con sgravi orari attribuiti ai docenti?
- Quali conseguenze vi saranno in termini di ore lavorative dei docenti nominati e incaricati a partire da settembre 2023?
- Nell’insegnamento per situazione-problema con che coefficiente saranno considerate le ore effettuate da due docenti in contemporanea nella medesima classe?
- È al corrente del problema dei docenti della materia Comunicazione con nomina parziale (50%) e incarico (dal 30 al 50%) presso la Scuola cantonale di commercio (SCC), per i quali nell’anno scolastico 2023/24 è prevista una riduzione oraria nella parte di incarico?
- Cosa intende fare il Governo per trovare ore di incarico in scuole professionali commerciali o scuole medie di commercio o altro ai docenti della materia Comunicazione SCC, che sono alle dipendenze del Cantone da parecchi anni e hanno inevitabilmente oneri economici cui far fronte?
Giulia Petralli




