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I verdi liberali sono soddisfatti ed orgogliosi dell’accettazione chiara e netta dell’iniziativa “matrimonio per tutti”. L’iniziativa parlamentare, intitolata “matrimonio per tutti”, è stata lanciata nel 2013 dai verdi liberali, che da allora ne hanno seguito il processo legislativo nelle due Camere federali. Dopo più di 7 anni di discussioni, e dopo l’approvazione in Parlamento, è arrivato finalmente anche il plebiscito popolare, un risultato chiaro e definitivo a favore di questa proposta attesa da lungo tempo. Si tratta di una tappa importante sia per la lotta all’uguaglianza dei diritti nella politica sociale svizzera sia per la storia recente del partito verde liberale. Infine i verdi liberali sono soddisfatti che l’iniziativa “99%” non sia stata accettata.

“Il ‘matrimonio per tutti’ è una delle esigenze centrali di una politica sociale moderna e liberale”, ha dichiarato la consigliera nazionale Kathrin Bertschy, promotrice dell’iniziativa parlamentare. “Con il sì al ‘matrimonio per tutti’, la Svizzera ha messo fine a una disparità di trattamento per ambire all’uguaglianza di diritti per tutte e per tutti”, ha aggiunto. Le persone si sposano perché vogliono consolidare il loro partenariato in maniera duratura, perché vogliono celebrare il loro legame affettivo con amici e famigliari o perché vogliono assicurarsi una sicurezza finanziaria. Una parte della società si è vista negare il diritto al matrimonio civile fino ad oggi ed è una grande soddisfazione poter porre fine a questa disparità.


Un rifiuto incoraggiante contro la mal strutturata iniziativa “99%”
I verdi liberali sono soddisfatti per il no all’iniziativa “99%”. Questa proposta ha sottolineato l’importanza di sgravare la tassazione sui salari e dunque sul lavoro e riaperto il dibattito sulla forte concentrazione della ricchezza, che anch’essa non è affatto senza problemi. “Tuttavia una riforma del sistema fiscale dovrebbe alleggerire il carico fiscale sui salari in maniera generale e creare incentivi equi sul mercato del lavoro. L’iniziativa “99%” non ha proposto una soluzione efficace in questo senso. Inoltre, essa avrebbe frenato l’innovazione e reso più costosi i processi di successione nelle aziende” ha dichiarato il consigliere nazionale e membro della CET-N Jürg Grossen. “Se vogliamo riformare il sistema fiscale lo dovremmo fare laddove è veramente necessario: nel consumo delle risorse finite con l’introduzione di un’imposizione individuale”, ha concluso.