Antibiotici sfusi: il Consiglio federale svizzero introduce nuove misure per contrastare le resistenze

Berna, 25 giugno 2025 — Il Consiglio federale rafforza la lotta contro l’uso improprio degli antibiotici e il crescente fenomeno delle resistenze batteriche. Nella seduta odierna ha stabilito di creare le basi legali per la dispensazione di antibiotici sfusi, una misura che mira a garantire un uso più mirato e responsabile di questi medicamenti essenziali.

Dispensazione sfusa: obbligatoria in farmacia, facoltativa nei studi medici

In futuro, le farmacie saranno obbligate a dispensare antibiotici sfusi, ovvero in quantità esattamente corrispondente alla durata della terapia prescritta. Negli studi medici, la dispensazione sfusa sarà invece facoltativa, tenendo conto delle diverse capacità organizzative e logistiche tra farmacie e strutture mediche.

Secondo i dati ufficiali, tra il 30% e il 50% delle prescrizioni di antibiotici in Svizzera non coincide con la quantità contenuta nelle confezioni standard, il che può portare a un’assunzione errata o eccessiva, aumentando il rischio di sviluppo di resistenze.

Vantaggi della nuova misura

La distribuzione di antibiotici sfusi offre diversi benefici:

✅ Riduzione dell’assunzione non necessaria di antibiotici
✅ Minore rischio di sviluppo di batteri resistenti
✅ Diminuzione degli sprechi farmaceutici
✅ Migliore gestione delle scorte e contrasto alle carenze di medicamenti

L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è incaricato di elaborare le basi legali necessarie entro la fine del 2026, con la previsione di porre in consultazione un avamprogetto che disciplini questa nuova modalità di dispensazione.

Impatto economico e sanitario

Secondo le stime, l’introduzione della dispensazione sfusa comporterà costi annui pari a circa 5,1 milioni di franchi a carico dell’Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), compensati però da risparmi stimati in circa 4,5 milioni di franchi sugli antibiotici inutilizzati. Il costo netto per il sistema sanitario ammonterebbe quindi a soli 0,6 milioni di franchi all’anno, a fronte di un significativo beneficio in termini di salute pubblica.

Strategia svizzera StAR: un impegno dal 2016

La nuova misura si inserisce nella Strategia svizzera contro le resistenze agli antibiotici (StAR), avviata nel 2016 con l’obiettivo di preservare a lungo termine l’efficacia degli antibiotici, sia per uso umano sia veterinario.

Nel 2022, il Consiglio federale ha chiesto all’UFSP di valutare la fattibilità della dispensazione sfusa, coinvolgendo attivamente rappresentanti di:

  • Farmacie
  • Medici
  • Swissmedic
  • Assicuratori malattie
  • Industria farmaceutica

Grazie al consenso raggiunto tra i principali attori, la Svizzera compie oggi un passo concreto per ridurre le resistenze batteriche, proteggendo la popolazione e rafforzando la sicurezza sanitaria nazionale.

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