Una festa che finisce tra le polemiche
Giornata di sole, lago scintillante e un’atmosfera tipicamente ticinese: la Sagra d’autunno di Ascona si è svolta sabato 3 ottobre in uno dei contesti più suggestivi del cantone. Eppure, a rovinare il clima festivo ci ha pensato un episodio accaduto nel finale di giornata, quando le bancarelle stavano per chiudere i battenti e gli espositori si apprestavano a fare ritorno a casa.
Il nodo del carico: accesso negato alle 18
Stando a quanto riferito, al momento della chiusura ufficiale prevista per le ore 18, gli espositori si sono presentati per accedere all’area designata al carico della merce. L’addetto alla sicurezza stradale ha però negato loro il transito, motivando il diniego con la presenza di troppa gente in piazza in quel preciso momento.
La situazione ha rapidamente degenerato. I toni si sono alzati e le parole si sono fatte pesanti da entrambe le parti. L’accesso è stato concesso soltanto alle 18:45, ovvero a 15 minuti dalla scadenza del tempo massimo consentito per occupare le bancarelle. Un ritardo che, secondo molti espositori, ha creato disagi concreti e inutili.
Le accuse degli espositori: priorità ai turisti, non ai locali
Nei giorni successivi all’episodio, diversi espositori hanno manifestato il proprio malcontento, rivolgendosi anche alla stampa locale. Le lamentele possono essere riassunte in tre punti principali:
- L’accaduto sarebbe un vero e proprio abuso da parte dell’organizzazione.
- Gli espositori locali si sentirebbero trattati con scarsa considerazione.
- La percezione diffusa è che si dia sempre e comunque precedenza ai turisti rispetto a chi lavora nella manifestazione.
Critiche dure, che fotografano un malcontento probabilmente non nato il 3 ottobre ma che in quella giornata ha trovato uno sfogo diretto.
La replica dell’Associazione Manifestazioni Ascona
L’Associazione Manifestazioni Ascona (AMA) non ha tardato a rispondere, diffondendo una nota ufficiale in cui ha respinto con fermezza le accuse ricevute. Il comunicato dell’organizzazione è tutt’altro che conciliante.
Il punto centrale della risposta riguarda il comportamento tenuto da almeno una persona nei confronti dell’agente di sicurezza: l’AMA parla esplicitamente di «comportamento vergognoso» e di insulti pesanti rivolti a un lavoratore nell’esercizio delle sue funzioni. Un episodio che, secondo l’associazione, non può essere in alcun modo giustificato, indipendentemente dalle circostanze.
Sul merito della questione pratica, ovvero il ritardo nell’apertura della strada, l’AMA chiarisce che l’accesso era previsto a partire dalle 18 secondo disposizioni di polizia, e che l’eventuale comunicazione tardiva di questa informazione non può in nessun caso legittimare reazioni così aggressive. Nei confronti dei responsabili degli episodi più gravi, l’associazione ha annunciato che verranno adottati i provvedimenti previsti dal regolamento vigente.
Un richiamo anche alle buone pratiche in zona pedonale
La replica dell’AMA contiene anche un invito specifico rivolto agli espositori in merito alla circolazione nell’area della manifestazione. L’associazione sottolinea che il transito nella zona pedonale deve avvenire a passo d’uomo, poiché spesso i veicoli degli espositori si muovono a velocità eccessiva, mettendo potenzialmente a rischio la sicurezza dei visitatori.
Si tratta di un dettaglio che, pur marginale rispetto alla disputa principale, rivela come le tensioni tra organizzatori ed espositori non riguardino solo la gestione del 3 ottobre ma tocchino questioni di regolamento più ampie.
Lo sguardo già rivolto alla Festa delle castagne
Al di là delle recriminazioni reciproche, sia l’AMA che gli espositori sembrano consapevoli che episodi come questo rischiano di danneggiare l’immagine di un evento apprezzato e molto frequentato. L’associazione stessa ha concluso la propria nota auspicando che in futuro si possa evitare il ripetersi di situazioni simili, definendole «fastidiose e penalizzanti» per tutti i soggetti coinvolti.
L’occhio è già puntato verso il prossimo appuntamento: la Festa delle castagne, in programma sabato 10 ottobre sempre ad Ascona. Un’occasione che si spera possa trascorrere senza gli strascichi polemici di questa settimana e con una gestione più fluida delle fasi di allestimento e smontaggio delle bancarelle.
Riflessioni su una tensione strutturale
Quello che emerge da questa vicenda va probabilmente oltre l’episodio specifico. Il senso di marginalizzazione espresso dagli espositori locali — la percezione di essere messi in secondo piano rispetto ai visitatori e ai turisti — è un sentimento che merita attenzione, indipendentemente da chi abbia ragione nel merito della giornata del 3 ottobre.
Le sagre e le feste di paese vivono grazie alla presenza degli espositori, spesso artigiani e produttori locali che portano in piazza il meglio del territorio. Garantire loro condizioni di lavoro dignitose, una comunicazione chiara e un’organizzazione efficiente non è solo una questione di cortesia: è una condizione necessaria perché eventi come la Sagra d’autunno di Ascona continuino ad avere senso e valore per tutta la comunità.



