Tre decenni di intermediazione assicurativa a Lugano
Lo scorso 1° ottobre, nell’elegante cornice dell’Hotel Splendide Royal di Lugano, RVA Associati SA ha riunito oltre cento ospiti tra clienti, partner e collaboratori storici per celebrare un traguardo significativo: trent’anni di attività nel settore del brokeraggio assicurativo. Una serata che ha offerto l’occasione non solo di guardare al passato, ma di riflettere su un mestiere in profonda trasformazione.
La società affonda le proprie radici nel gruppo milanese Rasini-Viganò, storica realtà dell’intermediazione assicurativa internazionale. L’approdo in Svizzera risale al 1996, quando venne aperto un piccolo ufficio a Lugano per seguire clienti già operativi sul territorio elvetico. La crescita strutturata arrivò in un secondo momento, con l’acquisizione della partecipazione svizzera da parte del Gruppo Fidinam. Oggi la maggioranza azionaria è in mano al broker tedesco GGW Group, e RVA gestisce oltre 10.000 mandati rivolti a enti pubblici, industrie, liberi professionisti e PMI.
Conoscere il cliente per valutare davvero il rischio
Al cuore dell’attività di un broker assicurativo c’è un principio apparentemente semplice, ma tutt’altro che banale: capire chi si ha davanti. Secondo Salvatore Lavorato, amministratore delegato e direttore generale di RVA, non è possibile costruire una copertura efficace senza conoscere a fondo il settore in cui opera il cliente, il suo modello di lavoro e i processi produttivi coinvolti.
Un esempio concreto aiuta a chiarire il concetto: la rottura di un vetro può essere un inconveniente trascurabile in un contesto d’ufficio, ma lo stesso evento su una linea di produzione farmaceutica o medicale può compromettere l’intero ciclo produttivo, rendendo inutilizzabile il materiale e generando danni economici ben più gravi. Il rischio non è mai astratto: dipende sempre dal contesto specifico in cui si verifica.
Il ruolo del broker: difendere l’interesse del cliente
Simone Schianchi, direttore della società, sottolinea come il compito del broker sia sostanzialmente quello di individuare sul mercato le soluzioni più adatte alle esigenze di chi si rappresenta. Le compagnie assicurative vengono trattate come fornitori, e le loro offerte vengono confrontate e valutate in modo critico: condizioni, esclusioni e modalità di liquidazione dei sinistri possono variare in modo significativo da un prodotto all’altro.
In questo contesto, i Lloyd’s di Londra mantengono un ruolo di rilievo. In un mercato sempre più orientato alla standardizzazione, la piazza londinese consente ancora di costruire soluzioni personalizzate e di assicurare rischi particolari o difficilmente classificabili, grazie alla possibilità di introdurre clausole specifiche calibrate sulle singole esigenze.
Quando il sinistro diventa il vero banco di prova
Il valore reale di un intermediario assicurativo non emerge al momento della firma della polizza, ma quando si verifica un danno. È in quel frangente che il broker diventa l’interlocutore principale del cliente, accompagnandolo nella gestione della pratica fino alla sua conclusione.
La complessità può essere notevole: un danno durante il trasporto internazionale di macchinari o un richiamo di prodotti difettosi possono coinvolgere fornitori, distributori e autorità regolatorie di più Paesi, richiedendo un coordinamento preciso tra soggetti diversi. In caso di ritardi nei pagamenti da parte delle compagnie, spetta al broker intervenire con fermezza per tutelare gli interessi del proprio cliente e pretendere il rispetto di tempi ragionevoli.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale: opportunità e limiti
Il settore assicurativo sta attraversando una fase di rapida evoluzione tecnologica. La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale rendono già oggi più veloci il confronto tra prodotti, l’analisi delle condizioni e la gestione documentale. Tuttavia, entrambi i dirigenti di RVA concordano sul fatto che la tecnologia non potrà sostituire integralmente la consulenza umana.
- Un algoritmo può confrontare polizze e prezzi in pochi secondi, ma non è in grado di valutare se il cliente descrive correttamente la propria situazione o sottovaluta un rischio reale.
- Il digitale accelera i processi amministrativi ordinari, ma si ferma quando emergono situazioni particolari che richiedono giudizio, esperienza e responsabilità personale.
- La figura del consulente resta insostituibile nei momenti critici, quando serve qualcuno che prenda in carico il problema e lo risolva concretamente.
In prospettiva, è probabile che una quota crescente delle attività operative passi dagli assicuratori agli intermediari, con la necessità per questi ultimi di dotarsi di strutture più solide e investire in infrastrutture digitali adeguate.
Nuovi rischi, nuove sfide per il mercato
Lo spettro dei rischi si sta ampliando in modo significativo. Accanto ai rischi tradizionali, oggi le imprese devono confrontarsi con minacce di natura informatica (cyber risk), danni reputazionali amplificati dai social media, interruzioni delle catene di fornitura globali, crisi geopolitiche e pandemie. Questi rischi sono spesso interconnessi tra loro, rendendo più difficile una valutazione accurata e la definizione di soluzioni assicurative adeguate.
Non tutto, tuttavia, è assicurabile: per costruire un prodotto occorrono dati, una base statistica affidabile e la possibilità di stimare la probabilità degli eventi. I mercati assicurativi devono continuamente adattarsi, sviluppando nuove risposte a fenomeni che in alcuni casi non hanno ancora un precedente storico.
Un traguardo che guarda avanti
I trent’anni di RVA Associati SA non rappresentano un semplice anniversario aziendale, ma il punto di partenza per affrontare un decennio di cambiamenti profondi. La crescita del gruppo è avvenuta grazie al contributo di professionisti radicati nel territorio ticinese, capaci di costruire relazioni durature con le imprese locali.
Il principio che ha guidato l’attività in questi tre decenni — comprendere il rischio, individuare la soluzione più adatta, garantire protezione concreta al momento del bisogno — rimane la bussola per affrontare le sfide future. Strumenti e processi cambieranno, ma la sostanza del mestiere resterà la stessa: stare al fianco del cliente quando conta davvero.



