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Cooperativa Radice acquista Casa Betulla a Locarno: appartamenti a canone calmierato nel cuore della città

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Il primo acquisto immobiliare della Cooperativa Radice: Casa Betulla a Locarno

Due anni di vita e già un risultato tangibile. La Cooperativa d’abitazione Radice, realtà nata nel Sopraceneri con l’obiettivo di offrire un’alternativa concreta al mercato immobiliare speculativo, ha finalizzato l’acquisto del suo primo immobile: Casa Betulla, situata nel quartiere Rusca, nel centro di Locarno.

Un passaggio che la stessa cooperativa definisce un traguardo significativo, ma che rappresenta al contempo l’inizio di un percorso più ampio. Già si intravvedono nuovi orizzonti: due progetti in fase preliminare — uno nel Bellinzonese, l’altro ancora nel Locarnese — testimoniano come il modello cooperativo stia riscuotendo un interesse crescente sul territorio ticinese.

Una filosofia basata sul riuso e sulla collettività

L’approccio di Radice non punta alla costruzione di nuovi edifici, ma al recupero di quanto già esiste. Casa Betulla ne è l’esempio più eloquente: anziché procedere con una demolizione e una nuova edificazione, la cooperativa ha scelto di intervenire sull’esistente, limitando così l’impatto ambientale dell’intervento.

La presidente Giulia Augugliaro spiega chiaramente la logica alla base di questa scelta: «Evitando la demolizione annulliamo i rifiuti edili e le emissioni di CO2 che una nuova costruzione comporterebbe. Sul fronte sociale, invece, preserviamo appartamenti a canone ridotto in una zona centrale, rendendoli accessibili anche alle famiglie».

Un aspetto, quest’ultimo, tutt’altro che scontato. In contesti urbani come il centro di Locarno, chi costruisce tende a privilegiare unità abitative più compatte e più redditizie. Casa Betulla, invece, propone diverse soluzioni da 4,5 locali, una tipologia oggi sempre più rara nel tessuto cittadino e particolarmente adatta ai nuclei familiari.

Tredici appartamenti, zero speculazione

L’immobile ospiterà complessivamente 13 appartamenti, che saranno assegnati ai soci della cooperativa. La lista d’attesa è già aperta — e, come conferma Augugliaro, già piuttosto nutrita — a dimostrazione di quanto la domanda per questo tipo di offerta abitativa sia concreta e diffusa.

Le pigioni saranno calcolate esclusivamente sulla base dei costi effettivi di gestione e mantenimento dell’immobile, senza alcuno scopo di lucro. Si tratta di un principio cardine del modello cooperativo: l’affitto non è uno strumento di profitto, ma uno strumento di accesso all’abitazione.

I lavori previsti e l’inaugurazione nel 2027

L’apertura ufficiale di Casa Betulla è fissata per la primavera del 2027. Prima di quella data, l’immobile sarà oggetto di interventi graduali, strutturati in più fasi.

Nella prima fase verranno affrontati i lavori di manutenzione ordinaria. Successivamente, con ogni probabilità dopo l’insediamento dei nuovi inquilini, si passerà al risanamento energetico della struttura. Un processo che coinvolgerà attivamente la comunità abitativa: i residenti saranno chiamati a partecipare alle decisioni sugli spazi comuni, in particolare sul piazzale esterno.

Attualmente l’area esterna è completamente asfaltata, una situazione che la cooperativa intende ripensare radicalmente. Il progetto di riqualificazione terrà conto di due priorità:

  • Biodiversità: favorire la presenza di specie vegetali e animali attraverso la de-impermeabilizzazione del suolo e l’introduzione di verde.
  • Contrasto alle isole di calore: un fenomeno sempre più rilevante nelle aree urbane, reso evidente dalle ultime estati particolarmente calde, e destinato a diventare una sfida strutturale per le città nei prossimi anni.

Il modello cooperativo come risposta alla crisi abitativa

La vicenda di Casa Betulla si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione verso modelli abitativi alternativi. In molte città svizzere — e il Ticino non fa eccezione — la pressione sul mercato immobiliare rende difficile, se non impossibile, per molte famiglie accedere a soluzioni abitative dignitose in zone centrali e ben collegate.

Le cooperative d’abitazione rispondono a questa esigenza con una logica di lungo periodo: gli immobili restano di proprietà collettiva, i canoni vengono mantenuti stabili e accessibili, e le decisioni vengono prese in modo condiviso tra i soci. Un modello che, come dimostra la lista d’attesa già attiva per Casa Betulla, trova evidentemente terreno fertile anche nel Sopraceneri.

Con due nuovi progetti in cantiere e un primo immobile acquisito, la Cooperativa Radice dimostra che in soli due anni si può già cominciare a costruire — o meglio, a preservare — un’idea diversa di abitare la città.

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