Dal 25 al 27 marzo 2025, il consigliere federale Beat Jans ha effettuato una visita ufficiale in Bulgaria e Grecia per rafforzare la collaborazione nell’ambito della migrazione. La Svizzera, attraverso il secondo contributo svizzero, sostiene questi Paesi situati alle frontiere esterne dell’area Schengen. Durante il suo viaggio, il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha incontrato i suoi omologhi e rappresentanti di organizzazioni non governative, visitando inoltre strutture finanziate dalla Svizzera per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti.
Visita ai centri di accoglienza in Grecia
A Kos, Jans ha visitato un centro d’asilo che svolge un ruolo cruciale nell’attuazione delle nuove procedure previste dal patto europeo sulla migrazione e l’asilo. All’interno di questo centro, la Svizzera finanzia una “safe area” destinata ai minori non accompagnati (MNA), garantendo loro alloggi separati dagli adulti e un’assistenza adeguata. Progetti simili sono sostenuti anche sulle isole di Chios, Leros e Samos, con il contributo svizzero che assicura l’assistenza ai MNA in queste zone protette.
Progetti svizzeri per la gestione della migrazione
Dal 2022, nell’ambito del secondo contributo svizzero, la Svizzera supporta diversi progetti in Grecia volti a migliorare la gestione della migrazione. Attualmente sono in corso negoziati per la seconda fase del programma di cooperazione. Ad Atene, Jans ha discusso con il ministro greco per la migrazione, Makis Voridis, sottolineando l’impegno svizzero nel continuare a focalizzarsi sull’alloggio e l’assistenza dei MNA, nonché sulla promozione dell’integrazione. Ha inoltre espresso il sostegno della Svizzera al meccanismo di solidarietà previsto dal patto sulla migrazione e l’asilo, volto ad aiutare i Paesi sotto maggiore pressione, come la Grecia. Parallelamente, Jans ha auspicato un contributo greco al ripristino completo del sistema Dublino.
Collaborazione con organizzazioni non governative
Durante la sua permanenza ad Atene, il consigliere federale ha visitato Odyssea, un’organizzazione non governativa che, con il sostegno svizzero, offre formazione continua e seminari per richiedenti asilo e rifugiati, facilitandone l’integrazione nel mercato del lavoro. I partecipanti beneficiano anche di consulenza professionale e opportunità di collocamento.
Sfide migratorie in Bulgaria
Iniziando il suo viaggio a Sofia, Jans ha incontrato il ministro degli interni bulgaro, Daniel Mitov, per discutere della collaborazione in materia di polizia, con particolare attenzione al traffico di esseri umani, e delle attuali sfide migratorie. Come Paese di transito alla frontiera esterna, la Bulgaria è fortemente impegnata nell’attuazione del patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
Programmi di cooperazione svizzero-bulgari
Con il vice primo ministro Tomislav Donchev, Jans ha discusso del programma previsto dal secondo contributo svizzero, concordando i settori legati alla migrazione nei quali Svizzera e Bulgaria intendono collaborare. Successivamente, ha incontrato rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile per approfondire la situazione dei profughi alla frontiera esterna Schengen della Bulgaria.
Visita ai punti chiave della frontiera bulgaro-turca
Il consigliere federale ha visitato il valico di frontiera di Kapitan Andreevo, il più importante punto di transito alla frontiera esterna Schengen tra Turchia, Bulgaria e Grecia. Inoltre, ha visitato la “safe area” per i MNA di Harmanli, il più grande centro di accoglienza della Bulgaria, il cui arredamento e riattamento sono stati finanziati dalla Svizzera attraverso il Rapid Response Fund del secondo contributo svizzero. In questa struttura, i minori non accompagnati ricevono alloggio, assistenza medica, consulenza giuridica e tutela.
Impegno svizzero nel patto europeo sulla migrazione e l’asilo
La Svizzera sostiene attivamente Bulgaria e Grecia nell’attuazione del patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che prevede un meccanismo di solidarietà per alleviare la pressione sui Paesi maggiormente coinvolti. Recentemente, il Consiglio federale ha deciso di partecipare a questo meccanismo, rafforzando l’impegno svizzero nella gestione condivisa delle sfide migratorie.




