Il governo svizzero approva la riforma della formazione professionale superiore

I rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e dei partner sociali hanno dato il via libera a un progetto di legge volto a potenziare la formazione professionale superiore. L’obiettivo è proteggere la denominazione “scuola specializzata superiore” e introdurre i titoli complementari “Professional Bachelor” e “Professional Master”. Questa decisione è stata presa durante l’incontro nazionale sulla formazione professionale tenutosi il 20 novembre 2023.

Negli ultimi anni, si è discusso ampiamente su come migliorare le scuole specializzate superiori (SSS) e la formazione professionale superiore (FPS) nel suo complesso. Dopo l’incontro sulla formazione professionale nel 2022, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) ha sviluppato un pacchetto di misure in collaborazione con i partner della formazione professionale e le parti interessate del settore. Dopo una valutazione delle diverse opzioni, è stata scelta una proposta che prevede l’introduzione dei titoli complementari “Professional Bachelor” e “Professional Master” e la protezione della denominazione “scuola specializzata superiore (SSS)”. Da ora in poi, tutti i diplomi SSS e i titoli ottenuti superando un esame di professione (EP) saranno affiancati dal titolo complementare “Professional Bachelor”, mentre tutti i titoli ottenuti superando un esame professionale superiore (EPF) includeranno il titolo complementare “Professional Master”. Questi titoli indicano l’appartenenza al livello terziario e contribuiscono ad aumentare la visibilità e il prestigio della formazione professionale superiore tra il pubblico. Le norme attuali per l’ammissione all’università e la convalida delle competenze non subiranno modifiche.

Oltre al potenziamento dei titoli, tra le misure adottate vi è l’attribuzione di maggiore visibilità alle SSS come istituzioni. È necessario stabilire per legge il diritto all’utilizzo della denominazione “scuola specializzata superiore”, in modo che solo le istituzioni che offrono un ciclo di formazione SSS possano utilizzarla. Per attuare queste due misure, sarà necessaria una revisione parziale della legge sulla formazione professionale. Durante questa revisione, saranno esaminati altri temi riguardanti la FPS, come la possibilità di svolgere gli esami federali anche in inglese o online in modo decentralizzato. Si prevede che il progetto di legge sarà sottoposto a consultazione entro il terzo trimestre del 2024 e che le deliberazioni parlamentari si terranno nel 2025. L’obiettivo è che le misure entrino in vigore all’inizio del 2026.

Un altro tema affrontato durante l’incontro di quest’anno riguarda l’avanzamento dei lavori nell’ambito dell’impegno per la “qualificazione professionale degli adulti”. Al fine di consentire a un numero sempre maggiore di adulti di ottenere una qualifica professionale e di avere più strumenti per contrastare la disoccupazione e la precarietà, la Confederazione, i Cantoni e i partner sociali si impegnano a migliorare ulteriormente le condizioni quadro. Ogni anno, in Svizzera, vengono rilasciati circa 66.000 titoli di formazione professionale di base, di cui circa 11.000 a persone di età superiore ai 25 anni. Tra le misure in corso, vi è anche un’analisi del riconoscimento dei titoli stranieri.

Inoltre, i partecipanti all’incontro sulla formazione professionale hanno preso visione del rapporto finale relativo al progetto “Ottimizzazione di processi e incentivi nella formazione professionale di base”. Negli ultimi mesi, i partner hanno condotto un’approfondita analisi su vari temi, tra cui il processo di sviluppo delle professioni, e hanno commissionato uno studio sui flussi e sui meccanismi finanziari dei corsi interaziendali. I risultati saranno ora discussi dagli organismi competenti. La Conferenza tripartita per la formazione professionale (CTFP) monitorerà lo sviluppo dei lavori e, se necessario, potrà avviare nuovi progetti.

L’incontro nazionale sulla formazione professionale, presieduto dal ministro dell’istruzione Guy Parmelin, ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), della Conferenza svizzera degli uffici della formazione professionale (CSFP), dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), dell’Unione sindacale svizzera (USS), di Travail.Suisse e della SEFRI.

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