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Traffico in Ticino: i dati 2025 raccontano una mobilità in trasformazione

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La fotografia della mobilità ticinese nel 2025

Ogni anno i numeri del traffico sulle strade ticinesi raccontano qualcosa di più di semplici flussi veicolari: dicono come si muovono le persone, dove lavorano, come trascorrono il tempo libero. L’Ufficio cantonale di statistica (USTAT) ha aggiornato i dati al 2025, offrendo una panoramica aggiornata sui transiti medi giornalieri sulle principali arterie del Cantone. Un quadro che, letto in parallelo con l’evoluzione del trasporto pubblico, restituisce un’immagine complessa e per certi versi sorprendente della mobilità in Ticino.

Il contesto è tutt’altro che statico. Con l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri e il nuovo orario ferroviario entrato in vigore nel 2021, i collegamenti su rotaia hanno subito una trasformazione profonda. Il risultato? Nel 2025 le linee TILO hanno trasportato 19,6 milioni di passeggeri, contro i 10,5 milioni del 2019: un incremento dell’87% in pochi anni. Una crescita straordinaria che impone di chiedersi: cosa è successo nel frattempo sulle strade?

Il San Gottardo: traffico in aumento, code record

Il tunnel del San Gottardo rimane uno dei punti più pressati dell’intera rete stradale svizzera. Nel 2025 la media giornaliera al portale nord ha raggiunto i 19.200 veicoli, rispetto ai circa 17.500 del 2019: un aumento del 9,5% in sei anni. Allargando l’orizzonte temporale, nel 2005 transitavano 16.444 veicoli al giorno, il che significa che in vent’anni il traffico è cresciuto di quasi 2.800 veicoli quotidiani, pari a un incremento del 16,8%.

Non sorprende, quindi, che nell’estate 2025 si sia formata una coda di 20 chilometri al portale nord, la più lunga degli ultimi quattro anni. Un dato emblematico della pressione a cui il San Gottardo è regolarmente sottoposto, soprattutto nei periodi di punta.

Mendrisiotto: crescita record ma primo segnale di inversione

Tra i tratti più congestionati del Ticino c’è senza dubbio l’A2 all’altezza di Mendrisio. Qui i transiti giornalieri sono passati da circa 49.600 nel 2019 a 58.100 nel 2025, con un incremento del 17,1%. Se si considera il dato del 2003, primo anno disponibile, l’aumento sfiora il 30%.

Tuttavia, emerge un segnale che merita attenzione: tra il 2024 e il 2025 i passaggi sono leggermente diminuiti, da 58.660 a 58.100 veicoli al giorno (-0,9%). Si tratta del primo calo dopo anni di crescita ininterrotta. Un’inversione ancora contenuta, ma che potrebbe indicare un cambio di tendenza. Tra le cause ipotizzate: il potenziamento dei collegamenti ferroviari verso nord e verso la Lombardia, l’evoluzione del frontalierato e la diffusione dello smart working.

Strade cantonali: dove il trasporto pubblico fa la differenza

Il quadro si fa più articolato quando si analizzano le strade cantonali. In alcuni nodi strategici del Luganese si registra infatti una contrazione dei flussi rispetto al 2019:

  • Galleria Vedeggio-Cassarate: da 25.187 a 24.583 veicoli al giorno (-2,4%)
  • Incrocio Suglio nord a Manno: da 24.094 a 23.306 veicoli (-3,3%)
  • Cantonale di Ponte Tresa: sostanzialmente stabile, con una lieve ripresa dell’1,2% nel 2025

Questi dati suggeriscono che in alcune aree il potenziamento del trasporto pubblico ha effettivamente influenzato le scelte di mobilità dei residenti.

Bellinzonese: un calo legato al nuovo svincolo

Nel Bellinzonese spicca il calo registrato a Camorino Burgi, dove la media giornaliera è scesa da circa 21.000 veicoli nel 2024 a 17.270 nel 2025, con una flessione di oltre 3.700 transiti al giorno (-17,7%). La spiegazione è principalmente infrastrutturale: il 5 febbraio 2025 è entrato in funzione il nuovo semisvincolo di Bellinzona Centro, che ha ridistribuito i flussi sulla rete locale. Non si tratta quindi di una riduzione della mobilità complessiva, ma di una diversa distribuzione degli spostamenti nell’agglomerato.

Locarnese: calo sorprendente sull’A13

Un dato inatteso arriva dal Locarnese. Sull’A13, all’altezza di Tenero, nel 2025 sono transitati in media 35.390 veicoli al giorno, contro i 36.748 del 2017: una diminuzione del 3,7%. Anche la viabilità locale mostra segnali di alleggerimento rispetto al 2019:

  • Minusio: -10,3%
  • Solduno: -7%
  • Muralto (via Stazione): -6,6%

In controtendenza Losone, dove i passaggi sono aumentati del 7,7%. Nelle valli le variazioni sono invece rimaste contenute: Avegno (-0,8%), Intragna (-3%), Gordola (-2%).

L’analisi: «Il trasporto pubblico ha assorbito la domanda crescente»

A commentare i dati è Martino Colombo, direttore dello sviluppo territoriale e della mobilità del Dipartimento del territorio: «La domanda di mobilità continua a crescere. Se il traffico stradale rimane sostanzialmente stabile, significa che una parte di questa crescita è stata assorbita dal trasporto pubblico».

Colombo non parla di abbandono dell’automobile, ma di un cambiamento parziale nelle abitudini: una quota di utenti sceglie il treno o l’autobus per alcuni spostamenti, mantenendo però l’auto per altri. Perché questo avvenga su scala più ampia, però, servono frequenza e capillarità dei collegamenti.

Guardando al futuro, le sfide restano aperte. Oltre al trasporto pubblico, Colombo sottolinea il potenziale della mobilità lenta, favorita dalla diffusione delle biciclette elettriche che rendono praticabili anche percorsi con dislivelli. Sul fronte federale, l’auspicio è che il progetto «Trasporti 45» includa nuovi interventi per il Ticino, sia per potenziare la rete ferroviaria sia per migliorare i collegamenti con la Lombardia. L’obiettivo, conclude Colombo, è rendere il trasporto pubblico «un’alternativa sempre più concreta all’automobile».

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