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Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Alla luce della vicenda del Panificio Coop di Castione, prendere i provvedimenti necessari sul ruolo dell’Ispettorato del lavoro

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Interpellanza 2455

Motivazione riguardo l’interesse pubblico e l’urgenza [cfr. art. 97 cpv. 1 ultima frase LGC]
La questione coinvolge un’importante catena di distribuzione, ha avuto una vasta eco sui media e propone un tema sul quale anche il Gran Consiglio nella sua ultima seduta si è chinato.
Testo dell’interpellanza
I fatti denunciati dal Sindacato Unia in relazione alla situazione generale maturata al Panificio della Centrale di distribuzione Coop di Castione sono di una gravità inaudita. La denuncia è suffragata da tali prove oggettive che difficilmente si può mettere in dubbio i contenuti della denuncia presentata dai sindacati. Non ci soffermiamo su questa dimostrazione di brutalità da parte di un datore di lavoro nazionale, Coop, che si spaccia per essere un’azienda attentissima alle questioni ambientali e sociali, di essere un datore modello per i propri dipendenti, ecc. Ci limitiamo ad esprimere la nostra totale solidarietà dei dipendenti Panificio COOP.
Questa vicenda, però, contiene anche dei fatti gravi che devono interpellare le istituzioni politiche di questo Cantone.
In particolare, facciamo riferimento alla mancanza di rispetto per la sicurezza e la salute dei dipendenti e alla scarsa considerazione dimostrata nei confronti dell’Ufficio del lavoro e quindi alle istituzioni pubbliche. E quindi la necessità di rafforzare l’azione dello stesso.
Da quanto è emerso, la direzione del Panificio Coop di Castione ha imposto ai propri dipendenti il non rispetto di alcune norme di sicurezza previste dalla Suva, in merito alla sicurezza sul posto di lavoro.
Per ridurre i fermi macchina al minimo indispensabile, gli addetti alla manutenzione corrente sono stati obbligati a intervenire sui macchinari senza che questi fossero stati messi fuori servizio, così come comandano il buonsenso e le direttive Suva. A novembre, un dipendente ha rischiato di morire a causa di questa procedura inaccettabile, correndo il rischio di finire strozzato. Come ha affermato il sindacalista Unia Vincenzo Cicero: “Durante la manutenzione di un’impastatrice un cavo si è legato intorno al collo di un lavoratore e l’ha sollevato. Se non ci fosse stato un collega a schiacciare il pulsante del fermo macchine l’impiegato sarebbe deceduto”.
È inoltre emerso che l’Ufficio dell’Ispettorato del lavoro ha avviato un audit sul clima di lavoro e sui processi di conduzione del personale all’interno del Panificio Coop di Castione. Del rapporto eseguito non si sa nulla, come non si sa nulla sul fatto che la direzione Coop abbia dato seguito alle eventuali indicazioni emerse dall’audit dell’UIL. Coop non ha neppure presentato i risultati dell’audit ai dipendenti del Panificio Coop. Si è permessa di secretare l’audit e le misure proposte dall’UIL. Ciò non le ha impedito di licenziare 5 dipendenti.
Questo ennesimo caso conferma come, molto spesso, i risultati dei controlli effettuati dall’UIL, non vengano forniti a tutte le parti interessate, in particolare ai dipendenti e alle organizzazioni sindacali che li rappresentano. Gli interventi dell’UIL, infatti, sfociano in un rapporto con delle misure spesso vincolanti per il datore di lavoro affinché proceda a risanare eventuali situazioni considerate a rischio e fuori norma.
Purtroppo, sembrerebbe che la prassi finora adottata dal Cantone preveda che questi rapporti vengano trasmessi solo al datore di lavoro, anche quando ad attivare l’UIL sono stati magari gli stessi lavoratori e le stesse lavoratrici. Si tratta di una situazione altamente insoddisfacente, in particolare poiché è impossibile ai diretti interessati (i lavoratori e le lavoratrici, nonché i loro rappresentanti) verificare se le misure richieste dall’UIL vengano effettivamente messe in pratica.
La Legge sul lavoro e la giurisprudenza non vietano agli Uffici dell’Ispettorato del lavoro di fornire i rapporti delle loro indagini a tutte le parti coinvolte.
Sulla scorta di quanto precede, chiediamo:

  1. Corrisponde alla realtà dei fatti che di regola l’Ispettorato del lavoro non comunica ai lavoratori e alle lavoratrici dell’azienda coinvolta (né ai loro rappresentanti, commissione aziendale o sindacati) i risultati di questi controlli?
  2. Se sì, non ritiene necessario che, vista la gravità di quanto denunciato, ai dipendenti del Panificio Coop venga consegnato il rapporto sull’audit, nonché le misure richiesta alla direzione dell’azienda?
  3. Se sì, non ritiene necessario, più in generale istituire una prassi (e modificare i regolamenti e le leggi a livello cantonale) per cui l’UIL fornisca il rapporto finale delle inchieste condotte a tutte le parti coinvolte, datore di lavoro e dipendenti?

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