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Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Anoressia e disturbi del comportamento alimentare: più prevenzione e cura

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Interrogazione 96.23

Introduzione e definizione
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono una serie di patologie mentali che possono essere altamente invalidanti, potenzialmente letali e molto gravose sia dal punto di vista fisico che psicosociale. Entrambi i sistemi internazionali di classificazione delle malattie (DSM-5 e ICD-11) elencano sette disturbi alimentari principali, ossia le più note categorie diagnostiche dell’anoressia nervosa e della bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata e tre disturbi aggiuntivi: il disturbo da non assunzione/restrizione dell’assunzione di cibo, la pica e il disturbo da ruminazione. Esiste inoltre anche una categoria di disturbi del comportamento alimentare altrimenti specificati.
Aumento dei casi e carenza dati
A livello mondiale questi disturbi sono in esponenziale aumento, in particolar modo dopo la pandemia. L’indagine nazionale più recente che stima la prevalenza in Svizzera è stata condotta nel 2010 su 10’038 persone di età compresa tra i 15 e i 60 anni. Tale ricerca ha mostrato che i disturbi alimentari colpiscono circa il 3.5 % della popolazione svizzera in un momento della loro vita. Non esistono a livello svizzero studi più recenti ma, secondo i dati dell’Inselspital di Berna, nel 2020 c’è stato un aumento di richieste di aiuto pari al 30%. Nei paesi europei limitrofi, a seguito della pandemia di Covid, si è registrato un aumento dei DCA in media del 40%. È importante notare che le statistiche non riflettono completamente l’entità del problema, poiché molte persone potrebbero non aver ancora ricevuto una diagnosi o presentare un disturbo alimentare sottosoglia, che nondimeno comporta -oltre a difficoltà fisiche- una grande sofferenza emotiva, relazionale e lavorativa, ciò che richiede dunque un trattamento adeguato. Pertanto, è urgente continuare a monitorare l’incidenza dei disturbi alimentari e fornire supporto e risorse adeguate a coloro che ne soffrono.
Prevenzione
Non solo è importante permettere agli ammalati di ricevere le cure adatte, ma sarebbe anche auspicabile che siano adottate misure di prevenzione efficienti affinché si possa frenare la crescita esponenziale dei casi. È importante sensibilizzare le persone sui rischi dei DCA e fornire informazioni sulla prevenzione e sui comportamenti sani legati all’alimentazione e all’attività fisica.
Le misure preventive possono essere implementate a vari livelli. Coinvolgere le scuole è un punto di partenza fondamentale, poiché i giovani sono la fascia di popolazione più a rischio e maggiormente toccata. Sollecitare i genitori è altrettanto rilevante, soprattutto nella misura in cui si dia loro gli strumenti utili per riconoscere i segni precoci dei disturbi alimentari e per intervenire tempestivamente.
In Svizzera, non esistono dati specifici sulla prevenzione dei DCA, ma solo dati generali sulla
prevenzione in ambito sanitario derivanti dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD). Nel nostro Paese la percentuale di spesa sanitaria destinata alla prevenzione è decisamente bassa rispetto agli altri Stati dell’OECD, a maggior ragione se si considera le non esigue risorse economiche della nostra nazione. Il finanziamento della prevenzione a livello nazionale non sembra dunque essere una priorità, per di più l’attuale crisi socio-economica arrischia di legittimare dei tagli in questo settore. Al contrario, in Svizzera il numero di dottori, infermieri e psichiatri è tra il più alto in Europa. Questo lascia presupporre che si preferisca utilizzare i soldi per curare anziché prevenire l’insorgenza dei casi. I fondi emanati del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca (SNF) per la ricerca sulla salute mentale sono inferiori allo 0.05% del totale dei fondi destinati alla medicina, ovvero una percentuale irrisoria. In termini economici, è una politica completamente errata poiché gli investimenti in prevenzione portano nel lungo termine ad una crescita economica.
A livello di salute pubblica, al grave problema non sembra proprio essere attribuita la necessaria importanza.
Stigmatizzazione
Numerose recenti ricerche sulla stigmatizzazione nei disturbi alimentari hanno evidenziato stereotipi, pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle persone affette. Lo stigma, presente verso la maggior parte delle persone ammalate, limita la capacità di cercare aiuto e di interagire con la famiglia, gli amici o i colleghi e, inevitabilmente, porta a ulteriori problemi di salute fisica e mentale: molti sono coloro che potrebbero non rendersi conto dei rischi connessi ai disturbi alimentari e potrebbero non cercare aiuto in tempo. Abolire la stigmatizzazione dei DCA può inoltre contribuire a migliorare la salute pubblica, prevenendo la diffusione dei disturbi alimentari e riducendo i costi sanitari associati al loro trattamento. Considerando l’aumento dei casi nei paesi limitrofi e la mancanza di programmi di sensibilizzazione efficaci, diventa urgente agire per prevenire la diffusione dei DCA anche nel nostro paese e non considerarlo un’oasi intoccabile in mezzo all’oceano.
Terapia
La prevenzione e la riduzione dello stigma nei confronti dei disturbi alimentari sono fondamentali, ma è altrettanto importante garantire l’accesso alle cure adeguate a coloro che ne sono affetti. I DCA richiedono una terapia adatta svolta da un’equipe medico specializzato. È fondamentale iniziare il trattamento il prima possibile per ridurre il rischio di complicazioni gravi e per impedire che la malattia si cronicizzi. Più tempo si attende, più complesso e lungo è il processo di guarigione. In Ticino esiste un unico centro che si occupa della cura di DCA, che però accoglie solo persone sopra i 16 anni ed ha unicamente sei posti letto e una lunghissima lista d’attesa. Per i minori di 16 anni esiste un unico posto letto presso il civico a Lugano, anche per costoro la lista d’attesa è assai lunga. Nella recente
Pianificazione sociopsichiatrica adottata dal Gran Consiglio sono previsti dei potenziamenti di queste
indispensabili offerte terapeutiche e questo è positivo. Contemporaneamente alla prevenzione è quindi urgente che siano adottate misure per garantire che tutte le persone che ne hanno bisogno possano accedere alle cure adeguate prima che sia troppo tardi.
Conclusione
In conclusione, i disturbi del comportamento alimentare rappresentano una serie di patologie mentali che possono avere conseguenze fisiche e psicosociali potenzialmente fatali. La loro incidenza sta
aumentando in modo esponenziale in tutto il mondo, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19. È essenziale fornire supporto e risorse adeguate alle persone che ne soffrono e implementare misure preventive efficaci. Coinvolgere le scuole e i genitori è un punto di partenza fondamentale per sensibilizzare le persone sui rischi dei DCA e fornire informazioni sulla prevenzione e sui comportamenti sani legati all’alimentazione e all’attività fisica. Tuttavia, la percentuale di spesa sanitaria destinata alla prevenzione in Svizzera è bassa rispetto ad altri paesi dell’OECD. È necessario comprendere che gli investimenti in prevenzione possono portare a una crescita economica nel lungo termine. Infine, lo stigma verso le persone con disturbi alimentari limita l’accesso alle cure e il conseguimento della guarigione, pertanto è essenziale combatterlo attraverso l’informazione e la sensibilizzazione.
Domande al Consiglio di Stato

  1. La raccolta sistematica dei dati sui disturbi del comportamento alimentare è essenziale per il monitoraggio del problema, per identificare le fasce di età più a rischio e per orientare la progettazione di interventi di prevenzione, sensibilizzazione e cura. Dal 2010 in poi non è stato più raccolto alcun dato e questo mostra come il problema sia sottovalutato e trascurato a livello politico e sociale. A livello ticinese, sono in atto il monitoraggio e la sorveglianza dell’incidenza dei disturbi alimentari? Se sì, dove è possibile trovare i dati?
  2. Esistono in Ticino misure specifiche per la prevenzione e la sensibilizzazione dei disturbi del comportamento alimentare rivolte alla fascia di popolazione più a rischio, ovvero i giovani?
  3. Esistono in Ticino misure rivolte alle famiglie e ai genitori, che spiegano come prevenire l’insorgenza di un disturbo alimentare e come comportarsi nel caso di un comportamento alimentare anomalo?
  4. Ai docenti e agli educatori viene insegnato come comportarsi e a chi rivolgersi se confrontati con uno studente affetto da un disturbo alimentare? Quali sono le misure prese all’interno della Scuola?
    Giorgio Fonio e Danilo Forini

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