Interrogazione 105.23
“Bisogna avere buona memoria per mantenere le promesse.”
(FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE)
Nella seduta del 29 marzo 2023 il Consiglio federale ha deciso di aumentare, a decorrere dal 31 marzo 2023, i tassi d’interesse dei crediti COVID-19 tuttora scoperti. Questi tassi ammonteranno quindi all’1,5 per cento per i crediti fino a 500’000 franchi e al 2 per cento per i crediti superiori a 500’000 franchi. Così facendo, l’Esecutivo tiene conto dell’andamento dei tassi d’interesse.
La legge del 18 dicembre 2020 sulle fideiussioni solidali COVID-19 (RS 951.26) prevede che il Consiglio federale adegui ogni anno agli sviluppi del mercato, a decorrere dal 31 marzo, i tassi d’interesse dei crediti COVID-19.
Al momento dell’introduzione degli aiuti finanziari nel marzo 2020, i tassi erano dello 0,0 per cento per i crediti fino a 500’000 franchi e dello 0,5 per cento per i crediti superiori a 500’000 franchi. Le verifiche tenutesi nel 2021 e nel 2022 non avevano comportato alcun adeguamento, in quanto i tassi d’interesse determinanti erano negativi.
Per la definizione dei tassi d’interesse dei crediti COVID-19 il Consiglio federale fa riferimento, tra
l’altro, al tasso guida della Banca Nazionale Svizzera, attualmente pari all’1,5 per cento. Nella seduta del 29 marzo 2023 il Consiglio federale ha pertanto deciso di aumentare i tassi d’interesse dei crediti COVID-19. Questi ultimi ammonteranno dunque all’1,5 per cento per i crediti fino a 500’000 franchi e al 2 per cento per i crediti superiori a 500’000 franchi. La misura decisa entra il vigore il 1° aprile 2023.
L’adeguamento dei tassi d’interesse disincentiva il ricorso ai crediti COVID-19 oltre la durata necessaria. Ciò è conforme sia all’obiettivo originario del programma di crediti, ossia al fatto di sopperire alla mancanza di liquidità causata dal coronavirus, sia all’interesse dei contribuenti di subire perdite creditizie possibilmente contenute.
Si ricorda che:
Durante la seduta del 2 febbraio 2022 il Consiglio federale si è occupato dei crediti COVID-19 e ha deciso di lasciare invariati i relativi tassi d’interesse. Si è inoltre espresso a favore dell’introduzione di ammortamenti a partire dal 31 marzo 2022, o eventualmente da una data successiva, e ha fornito informazioni sulla gestione dei crediti.
Per le facoltà concesse, chiediamo al Consiglio di Stato:
- È al corrente dell’adattamento degli interessi sui crediti COVID?
- Quante sono le aziende che sottostanno a questo adattamento?
- Quante si trovano in difficoltà?
- Che tipo di analisi è stata fatta in merito alle perdite che subiranno le PMI a seguito di questo adattamento?
- In che misura il Cantone potrà aiutare le PMI nel sopperire alle maggiori spese dovute all’incremento dei tassi d’interesse?
- Per quale motivo il Consiglio di Stato non ha preso nessun tipo di posizione in merito all’aumento dei tassi d’interesse sui crediti COVID?
Sara Beretta Piccoli
Galeazzi – Tonini




