Un cambio di gestione che divide: la navigazione sul Verbano al centro di accese polemiche
Il futuro della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore è diventato il terreno di uno scontro sempre più aspro tra istituzioni, aziende e lavoratori. Al centro della vicenda c’è la decisione del Consiglio di Stato ticinese, maturata lo scorso luglio, di non rinnovare l’affidamento del servizio di battelli sulla tratta Locarno-Magadino alla Società navigazione del Lago di Lugano (SNL), ritenuta non all’altezza sotto il profilo qualitativo. La rotta, secondo il Governo cantonale, dovrà essere affidata alle Fart (Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi).
Una scelta che ha raccolto il sostegno del mondo politico, turistico ed economico del Locarnese, ma che sta generando tensioni profonde soprattutto tra i lavoratori direttamente coinvolti nel cambio di gestione.
I dipendenti: incertezza e pressioni inaccettabili
Sono circa 35 i dipendenti — tra fissi e stagionali — attualmente impiegati da SNL sul Verbano. A partire dal prossimo 14 dicembre, nessuno di loro sa con certezza quale sarà il loro futuro professionale né quali servizi di navigazione saranno garantiti. In questo clima di forte preoccupazione, i lavoratori si sono riuniti in assemblea e hanno approvato — quasi all’unanimità — una risoluzione con richieste precise rivolte a tutte le parti in causa.
A farsi portavoce delle loro istanze è stato Angelo Stroppini, segretario del Sindacato del personale dei trasporti (SEV), che ha incontrato i giornalisti all’indomani dell’assemblea: «In questo clima di incertezza non possiamo accettare le pressioni che SNL sta esercitando sui propri dipendenti».
Le richieste dei lavoratori in quattro punti
La risoluzione approvata dal personale identifica obiettivi distinti per ciascuno degli interlocutori:
- A SNL: ritiro immediato delle misure contrattuali già prospettate a cinque lavoratori, collaborazione attiva per una transizione ordinata verso le Fart e garanzia di continuità salariale fino al passaggio di consegne.
- Al Cantone: svolgere un ruolo di mediazione affinché i dipendenti attualmente impiegati sul Verbano vengano assunti dalle Fart.
- Ai sindacati: aprire un tavolo negoziale con le Fart per definire condizioni contrattuali in linea con quelle vigenti nelle altre compagnie di navigazione svizzere.
La presenza della presidente del Governo all’assemblea: uno «scandalo» per SNL
L’assemblea dei lavoratori si è svolta nei locali delle Fart e ha visto la partecipazione, nella sua prima parte, della presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti e del delegato cantonale per le relazioni esterne Francesco Quattrini. I due rappresentanti istituzionali hanno illustrato il progetto di passaggio della gestione dalla SNL alle Fart.
La SNL ha reagito con un duro comunicato, definendo la presenza della presidente del Governo un «fatto deplorevole» e sollevando dubbi sull’imparzialità istituzionale. La società luganese ha posto una domanda diretta: può un Governo usare tutto il proprio peso istituzionale per imporre il trasferimento di un’attività imprenditoriale privata da un’azienda a un’altra di cui è, peraltro, azionista di maggioranza?
Secondo SNL, la situazione sarebbe ulteriormente aggravata dal fatto che il SEV — il sindacato promotore dell’incontro — non sarebbe firmatario del contratto collettivo aziendale, rendendo la sua legittimità a rappresentare i lavoratori SNL quantomeno discutibile, a giudizio della società.
Un clima rovente che potrebbe finire in tribunale
Lo scontro non si limita alla sfera sindacale e politica. La SNL ha fatto sapere di volersi riservare azioni legali nei confronti dei granconsiglieri socialisti Fabrizio Sirica e Maurizio Canetta, autori di un’interrogazione parlamentare contenente riferimenti ai conti della società. L’azienda contesta i contenuti ritenuti diffamatori e ha dichiarato di aver conferito mandato ai propri legali per avviare le necessarie procedure penali, qualora le notizie apparse sulla stampa in merito all’interrogazione dovessero corrispondere effettivamente a quanto scritto dai due deputati.
Una posizione netta, che testimonia quanto la battaglia sul futuro della navigazione sul Lago Maggiore stia assumendo toni sempre più conflittuali, ben oltre il perimetro della gestione di una linea di battelli.
Una partita aperta su più fronti
Quello che emerge con chiarezza è uno scenario complesso, in cui si intrecciano interessi economici, responsabilità istituzionali e diritti dei lavoratori. Da un lato il Cantone Ticino, che punta con decisione su un nuovo modello di gestione affidato alle Fart, ritenuto più efficiente e rispondente alle esigenze del territorio. Dall’altro la SNL, che difende la propria posizione e non intende cedere senza resistenza — anche giudiziaria — un servizio che considera di propria competenza.
Nel mezzo ci sono i 35 lavoratori del Verbano, che chiedono semplicemente di non pagare il prezzo di una disputa che li riguarda solo indirettamente. La loro risoluzione, votata quasi all’unanimità, è un segnale chiaro: vogliono certezze sul proprio futuro lavorativo e non intendono essere usati come strumento in una guerra politica e aziendale che li sovrasta.
Il 14 dicembre si avvicina. E con esso, la necessità che tutte le parti trovino risposte concrete prima che l’incertezza si trasformi in danno reale, tanto per i lavoratori quanto per i passeggeri del Lago Maggiore.



