Trasporto pubblico tra Ticino e Lombardia: nuove opportunità grazie all’accordo sul cabotaggio

Un importante passo avanti per la mobilità transfrontaliera è stato compiuto: dopo 12 anni di trattative, Svizzera e Italia hanno siglato un accordo che eliminerà il divieto di cabotaggio per i servizi di trasporto pubblico su gomma. Questa novità promette di migliorare l’efficienza dei collegamenti tra Ticino e Lombardia, offrendo nuove soluzioni per pendolari e residenti.

Come funziona oggi

Attualmente, i bus transfrontalieri non possono caricare passeggeri lungo il tragitto nel paese vicino, ad eccezione delle fermate ai capolinea. Questa restrizione limita la comodità e l’utilizzo del trasporto pubblico da parte dei viaggiatori, incentivando l’uso delle auto private, soprattutto tra i frontalieri.

Cosa cambierà

Con il nuovo accordo, si potranno pianificare fermate intermedie che agevoleranno gli spostamenti. Mirco Moser, capo della sezione mobilità del Dipartimento del territorio, sottolinea l’importanza di questa opportunità: «Anche se non sarà la soluzione definitiva al problema del traffico, migliorerà l’offerta di trasporto pubblico».

Un esempio pratico riguarda le linee che collegano Laveno a Ponte Tresa: oggi, i bus fermano a circa 800 metri dal confine, ma con le nuove regole potranno attestarsi più vicini alle stazioni principali, rendendo il servizio più accessibile. Un altro possibile miglioramento coinvolge la linea italiana Menaggio-Lugano, che potrebbe diventare più pratica per gli utenti grazie a fermate strategiche.

Le sfide per il futuro

Nonostante le potenzialità del progetto, l’abitudine all’utilizzo dell’auto privata rimane radicata sia in Svizzera che in Italia. «Il trasporto pubblico è l’unica alternativa valida per ridurre il traffico, ma cambiare mentalità richiede tempo e interventi concreti», spiega Moser. Una recente indagine condotta ai valichi di confine conferma che il possesso di automobili personali, pur in lieve calo, resta ancora molto diffuso.

Reazioni in Italia

Anche oltreconfine, la firma dell’accordo è stata accolta positivamente. Massimo Bertazzoli, amministratore delegato di ASF Autolinee, ha dichiarato: «Siamo pronti a partire. Entro dicembre, in un incontro della Regio Insubrica, definiremo i dettagli operativi per l’implementazione delle linee condivise».

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