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Agenzia NQC a rischio: Lugano mette in dubbio il rinnovo del mandato, ma Canobbio e Porza difendono l’ente

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Il bivio dell’Agenzia NQC: rinnovo o chiusura entro il 2026

Quasi vent’anni di attività potrebbero non bastare a garantire la sopravvivenza dell’Agenzia NQC, l’ente autonomo costituito dai comuni di Lugano, Canobbio e Porza per governare lo sviluppo urbanistico dell’area di Cornaredo, considerata la Porta Nord della città. La Commissione della Gestione del Comune di Lugano ha lanciato un segnale chiaro: senza elementi nuovi e convincenti, una parte dei commissari è già orientata a non rinnovare il mandato di prestazione. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2026, e senza un accordo approvato entro quella data l’Agenzia non potrà proseguire la propria attività nel 2027.

Un avvertimento formale che, di fatto, apre una crisi politica silenziosa attorno a un organismo intercomunale che fino a qualche tempo fa godeva di un consenso pressoché trasversale.

Perché Lugano mette in discussione l’Agenzia

Le tensioni attorno all’Agenzia NQC non sono nate dal nulla. Il punto di svolta è stata la bocciatura da parte del Tribunale federale del sistema viario previsto per l’area di Cornaredo, una sentenza che ha riaperto interrogativi su come il coordinamento urbanistico sia stato gestito fino ad oggi. Da quel momento si sono moltiplicate le interrogazioni consiliari e le critiche, più o meno esplicite, sull’operato dell’ente.

Il Municipio di Lugano ha risposto difendendo l’Agenzia — «Il bilancio è positivo, dev’essere mantenuta» — ma la Commissione della Gestione ha alzato l’asticella, chiedendo all’ente di dimostrare il proprio valore aggiunto e di giustificare se rappresenti ancora la soluzione più efficace ed economicamente sostenibile. Il dibattito politico vero e proprio si aprirà quando verrà presentato il messaggio formale per il rinnovo del mandato, previsto nei prossimi mesi.

Canobbio e Porza: «L’Agenzia è necessaria, non vogliamo essere tagliati fuori»

Tutt’altra atmosfera nei due comuni partner. Sia Canobbio che Porza guardano con preoccupazione all’ipotesi di un mancato rinnovo e non nascondono la propria posizione.

Il sindaco di Canobbio, Sisto Gianinazzi, è diretto: «All’Agenzia teniamo e non vogliamo essere tagliati fuori. L’impressione è che a Lugano qualcuno non si renda conto del grande lavoro che viene svolto». Sulla stessa lunghezza d’onda il vicesindaco di Porza, Michele Armati, membro dell’Agenzia, che porta un argomento pratico e concreto:

  • Senza l’Agenzia, ciascun comune dovrebbe gestire autonomamente terreni complessi a Cornaredo, ricorrendo a mandati esterni o nuove assunzioni.
  • L’Agenzia mette già a disposizione ingegneri, giuristi e pianificatori: un patrimonio di competenze condiviso e rodato.
  • Sciogliere l’ente proprio ora significherebbe perdere know-how accumulato su dossier particolarmente tecnici e articolati.
  • Una versione “senza budget” dell’Agenzia — semplice tavolo di discussione — non avrebbe, secondo Armati, «un grande senso».

Armati sottolinea anche un elemento spesso trascurato: l’Agenzia garantisce a Lugano una voce in capitolo su porzioni significative di territorio che appartengono a Canobbio e Porza. Senza questo coordinamento, i rapporti interistituzionali potrebbero farsi più complessi e la gestione condivisa dei costi per le opere ancora da realizzare — come il pratone di Trevano — potrebbe diventare più problematica. Recentemente, proprio grazie alla chiave di riparto concordata in seno all’Agenzia, Canobbio e Porza hanno stanziato ciascuno oltre un milione di franchi per la realizzazione della Piazza sul fiume.

Il presidente Ghielmini: «Ora più che mai l’Agenzia serve»

A difendere l’ente con forza è anche il suo presidente, Fiorenzo Ghielmini, che ricopre anche il ruolo di vicesindaco di Canobbio. Ghielmini rivendica la struttura snella dell’Agenzia — tre membri, il minimo indispensabile — e ne sottolinea il ruolo strategico nell’attuale fase di transizione.

Con la bocciatura del precedente sistema viario, il Cantone è ora chiamato a elaborare un nuovo progetto stradale per Cornaredo. L’Agenzia, secondo Ghielmini, è lo strumento ideale per assicurarsi che questa nuova pianificazione non si limiti alla componente infrastrutturale, ma sia coerente con il Masterplan e con la visione urbanistica complessiva del quartiere.

«Se ogni comune andasse per conto proprio — osserva Ghielmini — il tutto sarebbe molto più complicato». E aggiunge una riflessione politica non banale: Cornaredo è geograficamente la porta d’ingresso di Lugano, ma si trova in larga parte sui territori di Canobbio e Porza. «Un po’ noi la subiamo», ammette con franchezza, chiarendo però subito che non si tratta di polemica, bensì di un dato di fatto da gestire con spirito collaborativo.

A testimonianza della buona volontà intercomunale, Ghielmini cita la recente costruzione di una casa per anziani realizzata insieme a Lugano, e la disponibilità di Canobbio a ospitare nel proprio territorio il Maglio, un centro sportivo che risponde principalmente ai bisogni della città capoluogo. «Mi auguro che il Legislativo luganese si convinca della bontà dell’operazione», conclude il presidente dell’Agenzia.

Cosa succede adesso

Il futuro dell’Agenzia NQC dipenderà in larga misura da ciò che accadrà nei prossimi mesi nel dibattito politico luganese. Il Municipio sembra favorevole al rinnovo, ma la Commissione della Gestione ha posto condizioni chiare. Il messaggio formale sarà il terreno su cui si misurerà l’effettivo orientamento del Consiglio comunale.

Nel frattempo, Canobbio e Porza osservano e aspettano, consapevoli che la partita non riguarda solo un ente burocratico, ma il modello di governance intercomunale di un’area destinata a rimanere al centro della pianificazione urbana del Luganese per molti anni ancora.

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