Quando le città imparano a guardare con gli occhi dei bambini
C’è un modo diverso di pensare gli spazi urbani, le scuole e le relazioni educative: partire dai più piccoli. Non come destinatari passivi di regole e decisioni degli adulti, ma come osservatori capaci, portatori di bisogni autentici e di proposte concrete. È questa l’idea centrale attorno a cui ruota «La città dei bambini», il progetto internazionale ideato da Francesco Tonucci, pedagogista e ricercatore dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR di Roma, che a ottobre 2026 approda a Mendrisio con un ciclo di tre appuntamenti pubblici e gratuiti.
L’iniziativa è promossa congiuntamente dall’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFaG) del Dipartimento della sanità e della socialità del Cantone Ticino e dalla Città di Mendrisio, con l’obiettivo di stimolare una riflessione condivisa tra genitori, insegnanti, operatori del settore e amministratori locali.
Il progetto: perché ascoltare i bambini cambia le città
Il cuore della visione di Tonucci è semplice nella sua formulazione ma radicale nelle implicazioni: progettare le città tenendo conto delle esigenze dei bambini significa migliorare la qualità della vita per tutti i cittadini. Quando uno spazio urbano è sicuro, fruibile e accogliente per un bambino di otto anni, lo è anche per un anziano, per una persona con mobilità ridotta, per chiunque abbia bisogno di muoversi con libertà e sicurezza.
Questo approccio affonda le radici nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, che riconosce ai minori non solo il diritto al gioco, ma anche quello di esprimere la propria opinione sulle scelte che li riguardano. Troppo spesso, nella realtà quotidiana, questi principi rimangono dichiarazioni di intenti. Il progetto «La città dei bambini» cerca invece di trasformarli in pratiche concrete, coinvolgendo le comunità locali in percorsi di ascolto e partecipazione attiva.
Tra gli strumenti principali del progetto figura il Consiglio dei Bambini, un organismo consultivo in cui i più piccoli possono portare la propria voce all’interno dei processi decisionali della comunità. Alcuni di questi giovani partecipanti saranno protagonisti di uno degli eventi in programma a Mendrisio.
Il programma: tre date, tre prospettive
Gli appuntamenti si svolgeranno nell’arco di una settimana, tra il 16 e il 22 ottobre 2026, con tre diversi formati pensati per affrontare il tema da angolazioni complementari.
16 ottobre – Il documentario che racconta un’utopia concreta
Il ciclo si apre venerdì 16 ottobre con la proiezione del documentario «La città dei bambini. L’utopia di Francesco Tonucci». Il film ripercorre la storia del progetto e la sua diffusione a livello internazionale, offrendo al pubblico un primo sguardo d’insieme su esperienze realizzate in contesti urbani molto diversi tra loro. L’ingresso è libero e aperto a tutti.
21 ottobre – La scuola e la città come spazi di crescita autonoma
Mercoledì 21 ottobre l’attenzione si sposta sul ruolo delle istituzioni educative e degli spazi pubblici nello sviluppo dei bambini. L’incontro — intitolato «Lo sviluppo della personalità del bambino: un’altra educazione è possibile» — esplora come scuola e città possano diventare promotori di conoscenze costruite in modo autonomo, anziché ambienti in cui il bambino è semplicemente guidato o sorvegliato.
Un momento particolarmente atteso sarà quello dedicato alla voce diretta dei bambini che hanno preso parte al Consiglio dei Bambini: una testimonianza che dà concretezza all’intero impianto teorico del progetto.
22 ottobre – Giocare fuori: un’alternativa reale ai dispositivi digitali
Il terzo e conclusivo appuntamento, giovedì 22 ottobre, affronta un tema molto sentito dalle famiglie contemporanee: il rapporto tra i bambini in età prescolare e i dispositivi digitali. L’incontro, dal titolo «Io esco a giocare: un’alternativa efficace al cellulare nella prima infanzia», propone il gioco libero all’aperto e l’autonomia di movimento come risposte concrete — e supportate da evidenze — alla dipendenza crescente dagli schermi.
Non si tratta di una condanna aprioristica della tecnologia, ma di un invito a riscoprire il valore formativo del gioco spontaneo, dell’esplorazione dello spazio e del contatto con i coetanei in contesti non strutturati.
A chi sono rivolti gli eventi e come partecipare
I tre appuntamenti sono pensati per un pubblico ampio e variegato:
- Genitori e famiglie
- Insegnanti e dirigenti scolastici
- Operatori e operatrici nel campo dell’infanzia e dell’adolescenza
- Rappresentanti delle amministrazioni comunali
- Chiunque sia interessato ai temi dell’educazione, dello spazio urbano e dei diritti dei minori
La partecipazione è completamente gratuita. Per gli incontri del 21 e del 22 ottobre è consigliata l’iscrizione preventiva. Per informazioni e adesioni è possibile contattare Elda Montiglia, ispettrice socio-educativa dell’UFaG, al numero 091 814 54 60 oppure all’indirizzo email elda.montiglia@ti.ch.
Un’occasione per ripensare il rapporto tra comunità e infanzia
Al di là dei singoli appuntamenti, il ciclo di eventi di Mendrisio rappresenta un’opportunità più ampia: quella di rimettere al centro del dibattito pubblico la condizione dei bambini negli spazi urbani e nelle istituzioni educative. In un momento in cui le città sono spesso progettate a misura di automobile e le giornate dei più piccoli sono sempre più strutturate e sorvegliate, il messaggio di Tonucci suona come un invito alla responsabilità collettiva.
Dare ai bambini la possibilità di muoversi, esplorare e partecipare non è solo un atto di rispetto nei loro confronti: è anche un indicatore della salute democratica di una comunità intera.



