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La deputazione ticinese a Berna: fiscalità con l’Italia, lago Maggiore e infrastrutture al centro dell’agenda parlamentare

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La sessione federale si è conclusa con un bilancio denso per la deputazione ticinese a Berna. Dalle relazioni fiscali con l’Italia alla gestione delle acque condivise, fino alle infrastrutture di collegamento e alla rappresentanza dei ticinesi nell’amministrazione federale: i temi sul tavolo sono stati numerosi e di peso per il Cantone.

Doppia imposizione: si chiede una svolta con l’Italia

Uno dei dossier più rilevanti riguarda la convenzione contro le doppie imposizioni tra Svizzera e Italia. Il consigliere nazionale Paolo Pamini (UDC/TI) ha presentato un’interrogazione al Consiglio federale, raccogliendo la firma di tutti i deputati ticinesi: un segnale di compattezza trasversale su un tema di interesse strategico per il Cantone.

L’obiettivo è capire quali vantaggi concreti potrebbe portare una modernizzazione di questo accordo, sia a livello nazionale che, soprattutto, per il Ticino. Il motivo è geograficamente evidente: il Cantone è letteralmente incuneato nel territorio italiano, e le dinamiche economiche transfrontaliere sono parte integrante della sua realtà quotidiana.

Nel mirino c’è in particolare l’aliquota residua sui dividendi, attualmente fissata al 15%. Abbassarla potrebbe rendere più competitivo il quadro fiscale per imprese e investitori che operano su entrambi i lati del confine, favorendo flussi di capitale e attività economica nell’area ticinese.

Il collegamento A2-A13: rischio rinvio oltre il 2050

Sul fronte delle infrastrutture stradali, il consigliere nazionale Simone Gianini (PLR) ha acceso i riflettori sul nodo del collegamento veloce tra l’A2 e l’A13 nel tratto Bellinzona-Locarno. Il progetto è al centro di un confronto istituzionale tra l’Ufficio federale delle strade (USTRA) e l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).

Quest’ultimo starebbe spingendo per includere nell’analisi anche una variante sulla sponda destra del fiume, complicando il percorso decisionale. La preoccupazione della deputazione è concreta: senza un orientamento chiaro e rapido, il progetto rischia di slittare oltre il 2050, con conseguenze significative per la mobilità regionale. Per questo motivo i parlamentari ticinesi hanno scelto di interpellare formalmente il Consiglio federale.

Lago Maggiore: la gestione delle acque è un caso aperto

Un tema inatteso ma urgente ha riguardato il Lago Maggiore. Il presidente della deputazione, Bruno Storni (PS), ha descritto una situazione preoccupante vissuta durante l’estate: il livello delle acque sarebbe calato fino a 6 centimetri al giorno, una velocità di abbassamento che Storni ha attribuito a prelievi eccessivi dal versante italiano.

Il parlamentare ha usato toni netti, parlando di lago «saccheggiato», e ha auspicato la stipula di una convenzione bilaterale con l’Italia per regolamentare in modo chiaro e condiviso la gestione delle risorse idriche del lago. Si tratta di un bene comune che richiede governance comune: la questione tocca non solo gli equilibri ambientali, ma anche quelli economici e turistici dell’area.

La linea ferroviaria di Luino: investimenti svizzeri, disservizi italiani

Un altro capitolo critico riguarda la linea ferroviaria di Luino, che corre lungo la sponda destra del Lago Maggiore. Storni ha ricordato che la Svizzera ha investito oltre 200 milioni di franchi per ammodernare questa tratta, ma i risultati operativi restano deludenti.

Il servizio continua a funzionare in modo ridotto, a causa di carenze manutentive e di problemi che originano dal lato italiano della linea. Una situazione che crea frustrazione sia agli utenti sia alle istituzioni elvetiche, che si trovano ad aver investito risorse considerevoli senza poter garantire un servizio adeguato ai pendolari e ai passeggeri.

Incontro con Cassis e agenda diplomatica

Come da tradizione, la deputazione ticinese ha avuto un colloquio con il consigliere federale Ignazio Cassis. Al centro del dialogo le relazioni con l’Italia e le prospettive legate al prossimo anno presidenziale di Cassis, un appuntamento che potrebbe offrire visibilità aggiuntiva ai dossier bilaterali che toccano da vicino il Ticino.

Posta, giustizia e italofoni nell’amministrazione federale

L’agenda della deputazione ha incluso anche un incontro con Pascal Grieder, CEO delle Poste svizzere, e un appuntamento con il Dipartimento federale di giustizia e polizia. Quest’ultimo confronto ha affrontato un tema ricorrente ma ancora irrisolto: la presenza di collaboratori ticinesi e italofoni nell’amministrazione federale.

Storni ha sottolineato l’intenzione di mantenere alta l’attenzione su questo punto. La rappresentanza linguistica è una questione di equità istituzionale, e il Ticino rivendica da tempo una maggiore considerazione nelle politiche di assunzione della Confederazione.

Un Cantone che chiede ascolto su più fronti

Il quadro che emerge dalla conferenza stampa della deputazione ticinese è quello di un Cantone che si confronta con sfide strutturali che intrecciano dimensione locale e relazioni internazionali. Fiscalità transfrontaliera, risorse naturali condivise, infrastrutture di collegamento e rappresentanza istituzionale: sono tutti temi che richiedono risposte di lungo periodo e un dialogo costante con Berna e con Roma.

La compattezza mostrata dai parlamentari ticinesi — al di là delle appartenenze politiche — segnala la consapevolezza che su certi dossier il Cantone deve parlare con una voce sola per farsi ascoltare a livello federale e internazionale.

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