L’UNESCO ha recentemente iscritto l’irrigazione tradizionale in Europa nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La candidatura, coordinata dall’Austria e con la partecipazione di diversi paesi, tra cui la Svizzera, ha ottenuto un riconoscimento significativo durante la 18a sessione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Il dossier di candidatura, intitolato “Irrigazione tradizionale: conoscenza, tecnica e gestione”, è stato depositato nel marzo 2022 e ha coinvolto Belgio, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera. L’obiettivo principale di questa candidatura è quello di promuovere i modelli tradizionali di irrigazione e gestione dell’acqua, in particolare attraverso i consorzi, che sono cooperative storiche che si occupano della gestione di beni comuni a livello locale in modo partecipativo. In Svizzera, il progetto si concentra sui Wässermatten (prati irrigui) nell’Alta Argovia nei Cantoni di Berna e Lucerna, così come sui consorzi di bisses in Vallese (consorzi Oberwalliser Sonnenberge, Ayent, Lens, Trient, Nendaz e Grächen). Questa inclusione nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità sottolinea il valore esemplare di queste pratiche tradizionali di irrigazione. La Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO mira a proteggere e preservare il patrimonio che non si manifesta fisicamente nello spazio, ma che è rappresentato dalle tradizioni viventi, dalle espressioni culturali e dalle interazioni sociali nel tempo. Questo patrimonio comprende le tradizioni orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali, i riti e le feste, le conoscenze legate alla natura e all’universo e le abilità artigianali. La sua inclusione nella Lista rappresentativa riflette la diversità delle espressioni culturali in tutto il mondo e testimonia la creatività umana.




