La proclamazione e l’attesa per l’insediamento
Il nome di Piero Marchesi è apparso sul Foglio ufficiale come nuovo Consigliere di Stato del Canton Ticino. La proclamazione è avvenuta, ma l’entrata in carica vera e propria è fissata per mercoledì 7 ottobre, giorno in cui il politico dell’UDC presterà giuramento di fedeltà alla Costituzione e alle leggi cantonali durante la cerimonia ufficiale di insediamento.
Si tratta di un momento formale, ma carico di significato istituzionale: solo dopo quella dichiarazione Marchesi potrà partecipare a pieno titolo alla prima riunione del Consiglio di Stato, quella in cui si procederà alla distribuzione ufficiale delle deleghe dipartimentali tra i membri del governo.
Riunione informale e scenario già delineato
Prima ancora di varcare ufficialmente la soglia della sala del Consiglio di Stato, Marchesi ha già incontrato i suoi futuri colleghi. Secondo quanto riportato da TeleTicino, si sarebbe svolta una riunione informale — definita «top secret» — in un’altra sede rispetto alla sala istituzionale, con all’ordine del giorno proprio la questione della ripartizione dei Dipartimenti.
Nessuna decisione formale è emersa da quell’incontro. Eppure, lo scenario che si va delineando sembra abbastanza chiaro: Norman Gobbi al Dipartimento del Territorio e Marchesi alle Istituzioni. In sostanza, l’ala di centrodestra del governo manterrebbe le stesse deleghe già in mano alla componente UDC-Lega.
Il Dipartimento del Territorio: il più ambito
Tra tutti i portafogli in gioco, il Dipartimento del Territorio è quello che suscita maggiore interesse. Attualmente gestito in forma provvisoria da Norman Gobbi e Raffaele De Rosa, a seguito dell’esclusione di Claudio Zali, rappresenta la delega più rilevante e contesa.
Gobbi non ha mai nascosto il proprio interesse per quel settore. De Rosa, invece, ha mantenuto un profilo più riservato, senza sbilanciarsi pubblicamente. Sul piano formale, il principio di anzianità garantirebbe a Gobbi il diritto di esprimere la propria preferenza per primo, anche se la decisione definitiva spetta all’intero collegio governativo.
Per quanto riguarda gli altri componenti dell’esecutivo cantonale — Carobbio, Vitta e De Rosa — l’ipotesi più accreditata è che ciascuno di loro conservi le deleghe attuali. Con soli pochi mesi alla fine della legislatura, uno stravolgimento dei ruoli apparirebbe poco funzionale all’attività di governo.
Aprile in vista: la vera riforma attende le elezioni
La ripartizione che verrà formalizzata mercoledì 7 ottobre è destinata a essere temporanea. Il vero rimescolamento, secondo quanto emerge dal dibattito politico cantonale, è atteso dopo le elezioni cantonali di aprile. Sarà in quella sede che si aprirà concretamente la possibilità di ridisegnare l’architettura dei Dipartimenti in modo più strutturale.
L’idea di una riforma organica non è nuova, ma negli ultimi mesi ha guadagnato consenso trasversale. A lanciarla in primavera era stato Fiorenzo Dadò, presidente del Centro. L’eco è stata ampia: il PLR di Alessandro Speziali, il PS dei co-presidenti Laura Riget e Fabrizio Sirica, così come la Lega, hanno mostrato apertura verso un cambiamento.
Si parla di un nuovo «Lago d’Orta» — l’ultima grande riforma dell’organizzazione dipartimentale ticinese — a distanza di oltre trent’anni dall’ultima volta. Una revisione profonda che molti considerano ormai non rinviabile.
La visione di Marchesi: economia e scuola insieme
Anche Marchesi si era espresso a favore di un intervento radicale. Intervistato dal Corriere del Ticino nel maggio scorso, il futuro consigliere di Stato aveva indicato una direzione precisa: accorpare l’economia con la scuola, per costruire una filiera integrata che colleghi la formazione dei giovani agli sbocchi professionali. Una proposta che riflette una visione pragmatica e orientata al mercato del lavoro.
Questa posizione colloca Marchesi all’interno di un fronte politico ampio, favorevole a ripensare l’organizzazione dell’esecutivo cantonale in modo funzionale alle sfide del territorio.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Il quadro che si presenta alla vigilia del 7 ottobre è quindi abbastanza definito:
- Gobbi mantiene il Dipartimento del Territorio
- Marchesi prende le Istituzioni
- Carobbio, Vitta e De Rosa conservano le rispettive deleghe
- Nessuna riforma strutturale prima delle elezioni di aprile
Si tratta di una configurazione di transizione, funzionale a garantire continuità operativa fino alla fine della legislatura. Il vero spartiacque sarà il voto di primavera, con la prospettiva concreta di un governo rinnovato e, con esso, di una ridefinizione più profonda della macchina amministrativa cantonale.
Per ora, la politica ticinese osserva e attende. Mercoledì si alzerà il sipario sulla nuova composizione del Consiglio di Stato. Ma il capitolo più importante — quello della riforma — è ancora tutto da scrivere.



