Il giuramento e l’ingresso ufficiale nel Governo ticinese
Il 7 ottobre 2026 segna una data importante per la politica cantonale ticinese: Piero Marchesi, esponente dell’UDC, ha prestato giuramento a Bellinzona ed è entrato a tutti gli effetti nel Consiglio di Stato. La cerimonia ha sancito la sua investitura formale, dopo settimane di attesa legate alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il suo predecessore, Claudio Zali, oggetto di due inchieste penali.
La prima seduta del governo nella nuova composizione si è tenuta nello stesso giorno e ha prodotto decisioni importanti, rese pubbliche in un info point ufficiale nel pomeriggio.
Stabilità e unità: il messaggio della presidente Carobbio Guscetti
Ad aprire la conferenza è stata la Presidente del Consiglio di Stato, Marina Carobbio Guscetti, che ha delineato il clima in cui il governo si è ritrovato a operare negli ultimi due mesi: un periodo caratterizzato da incertezze diffuse e da una fiducia pubblica nelle istituzioni messa sotto pressione.
La sua priorità dichiarata è chiara: riconsegnare al Cantone un esecutivo coeso, stabile e pienamente operativo. In questa direzione vanno le tre decisioni principali assunte durante la seduta.
La presidenza resta invariata fino a fine legislatura
La prima scelta del governo riguarda l’ufficio presidenziale: Marina Carobbio Guscetti conserva la presidenza del Consiglio di Stato fino al termine della legislatura, mentre Raffaele De Rosa mantiene la vicepresidenza. La presidente ha sottolineato che questa non è una mera formalità burocratica, ma riflette la volontà politica di garantire continuità alla guida del Cantone.
Ripristino delle responsabilità originarie tra i dipartimenti
La seconda decisione riguarda il riallineamento delle competenze dipartimentali alle attribuzioni previste all’inizio della legislatura. Due settori tornano alle collocazioni originarie:
- La Magistratura e la Polizia cantonale rientrano sotto il Dipartimento delle istituzioni, diretto da Norman Gobbi.
- La Divisione delle costruzioni torna sotto il Dipartimento del territorio.
Carobbio Guscetti ha spiegato che le ragioni contingenti che avevano giustificato le modifiche precedenti sono venute meno: si è concluso l’iter giudiziario legato a un incidente che aveva coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi, e non è più necessario riequilibrare i carichi di lavoro tra i dipartimenti.
Marchesi alla guida del Dipartimento del territorio
La terza e più attesa delle decisioni riguarda la distribuzione dei dipartimenti. Piero Marchesi assume ufficialmente la direzione del Dipartimento del territorio, subentrando in tutto e per tutto a Claudio Zali, non solo nella carica ma anche nella gestione delle pratiche in corso.
La nuova ripartizione completa dei dipartimenti è la seguente:
- Dipartimento delle istituzioni – Norman Gobbi (supplente: Piero Marchesi)
- Dipartimento della sanità e della socialità – Raffaele De Rosa (supplente: Marina Carobbio Guscetti)
- Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport – Marina Carobbio Guscetti (supplente: Christian Vitta)
- Dipartimento del territorio – Piero Marchesi (supplente: Raffaele De Rosa)
- Dipartimento delle finanze e dell’economia – Christian Vitta (supplente: Norman Gobbi)
Marchesi: «Voglio essere operativo da subito»
Entusiasmo e concretezza hanno caratterizzato le prime parole pubbliche di Marchesi come membro del governo. Pur riconoscendo la mole di lavoro che lo attende e la quantità di dossier da approfondire, il neoeletto ha dichiarato l’intenzione di entrare immediatamente nel vivo delle priorità dipartimentali.
Ha citato espressamente diversi progetti già sul tavolo:
- Il progetto MeMe e il PoLuMe
- Il progetto trasporti 45 promosso dalla Confederazione
- La Scheda R6 relativa allo sviluppo degli insediamenti e alla gestione delle zone edificabili
- La gestione del lupo, questione a cui ha annunciato di voler dedicare la dovuta attenzione
- Il TramTreno del Luganese e numerosi altri interventi nel settore della mobilità
Marchesi ha poi affrontato la questione della coerenza: da critico esterno di alcune scelte del governo e del dipartimento che ora dirige, ha dichiarato di voler portare le proprie sensibilità all’interno delle decisioni collegiali, rispettando però il principio che le scelte rilevanti si assumono di comune accordo in seno all’esecutivo.
Gli altri protagonisti: Gobbi non nasconde le ambizioni, De Rosa valuta il futuro
Tra i consiglieri di Stato che avrebbero potuto aspirare alla direzione del Dipartimento del territorio figura anche Norman Gobbi, la cui preferenza per quella guida non era mai stata un mistero. Pubblicamente, tuttavia, il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha accolto la decisione collegiale senza manifestare disappunto, sottolineando lo spirito di continuità e stabilità che ha animato la scelta unanime del governo. Con un occhio già al futuro, ha ricordato che la ricomposizione elettorale del Consiglio di Stato si riproporrà nell’aprile del 2027.
Anche Raffaele De Rosa aveva mostrato interesse per il dipartimento in questione. Il vicepresidente ha precisato che la sua eventuale ricandidatura alle prossime elezioni non era e non è legata all’ottenimento di una specifica guida dipartimentale. Ha annunciato che entro la fine di ottobre scioglierà le riserve sulla propria disponibilità a una nuova candidatura.
Un appello al rispetto nel dibattito pubblico
La presidente Carobbio Guscetti ha concluso il suo intervento con un invito esplicito a un abbassamento dei toni nel confronto politico, compresi i social media. Pur auspicando un dibattito appassionato sui temi in vista delle prossime elezioni, ha chiesto che le discussioni restino nel solco del rispetto verso le persone e le istituzioni, richiamando i valori della democrazia diretta che caratterizzano la tradizione politica svizzera.



