Una notte di bombardamenti: droni e missili su Kiev e in tutto il Paese
L’Ucraina ha vissuto l’ennesima notte di terrore sotto i bombardamenti russi. Le forze armate di Mosca hanno impiegato 188 droni — di cui 86 a propulsione a reazione — insieme a missili di diversa tipologia, tra cui Zircon, Onyx e Iskander, per colpire obiettivi distribuiti sull’intero territorio ucraino. La difesa aerea di Kiev ha dichiarato di aver abbattuto o neutralizzato 5 missili e 155 dei droni lanciati.
Le esplosioni si sono succedute per ore nella capitale, con interruzioni dell’energia elettrica e disservizi nell’approvvigionamento idrico. Il sindaco Vitali Klitschko ha segnalato l’intervento dei soccorsi per un incendio scoppiato in una zona residenziale del distretto di Sviatoshynskyi. I missili, di vario tipo, erano stati lanciati dalle regioni russe di Kursk, Voronezh e Bryansk.
Vittime civili: tra i morti anche un bambino
Il presidente Volodymyr Zelensky ha comunicato il bilancio umano della notte: cinque persone hanno perso la vita, tra cui un bambino, e altre 14 sono rimaste ferite su tutto il territorio nazionale. A Vyshgorod, cittadina a pochi chilometri da Kiev, il corpo di un minore è stato estratto dalle macerie di un edificio residenziale colpito durante gli attacchi. Tre persone sono state tratte in salvo, tra cui un bambino con gravi lesioni alla testa e un adulto con ferite da schegge.
Zelensky ha espresso le condoglianze alle famiglie delle vittime e ha elencato le regioni maggiormente colpite: oltre a Kiev, anche Zhytomyr, Mykolaiv, Kirovohrad, Rivne, Odessa, Sumy, Kharkiv, Kherson e Cherkasy hanno subito danni.
Infrastrutture energetiche nel mirino
Il Ministero della Difesa russo ha rivendicato i colpi inferti a una serie di obiettivi strategici:
- Il data center De Novo a Kiev
- La sottostazione elettrica di Nalivaykovka
- La centrale idroelettrica di Vyshgorod
- La centrale termoelettrica di Trypilska
- Un impianto di accumulo energetico nel villaggio di Gorenichi
- Magazzini e una nave da carico nel porto di Izmail, sul Danubio
Il quadro che emerge è quello di una strategia deliberata volta a smantellare le fondamenta dell’economia ucraina, prendendo di mira non solo siti militari ma anche la logistica civile e le reti energetiche.
Il costo economico degli allarmi: 45 milioni di dollari per ogni ora
A quantificare il peso economico degli attacchi è stato il ministro ucraino dell’economia e dell’ambiente, Oleksandr Kravchenko, intervistato dal Guardian. Secondo il ministro, ogni ora di allerta missilistica comporta per l’Ucraina un costo stimato di circa 45 milioni di dollari in termini di interruzione delle attività produttive.
Kravchenko ha descritto l’intensificazione dei raid russi sulle infrastrutture economiche — siti industriali, magazzini, centri logistici, data center — come un tentativo di «distruggere praticamente l’intera economia». Ha anche ammesso che la velocità con cui la Russia ha sviluppato i droni a reazione e li ha impiegati contro obiettivi civili ha superato le previsioni ucraine.
Un drone russo abbattuto in Moldova
L’onda d’urto degli attacchi notturni si è estesa oltre i confini ucraini. Un drone ha violato lo spazio aereo moldavo nelle prime ore del mattino, precipitando ed esplodendo nei pressi del villaggio di Hirbovat, nel distretto di Anenii Noi. Secondo il Ministero della Difesa di Chișinău, l’incidente non ha causato feriti. Squadre di polizia e militari moldavi si sono recate sul posto per i rilievi del caso.
La Polonia attiva la difesa aerea in via precauzionale
In risposta agli attacchi sull’Ucraina, l’aviazione militare polacca è entrata in stato di allerta. Il Comando operativo delle forze armate ha attivato i propri assetti aerei e i sistemi di difesa contraerea terrestri, definendo le misure adottate come «di carattere preventivo». Per garantire la libertà di manovra ai velivoli militari, i voli civili negli aeroporti di Lublino e Rzeszów sono stati temporaneamente sospesi.
Zelensky al fronte, a Lyman una controffensiva in corso
Nel frattempo, il presidente ucraino ha effettuato una visita alle truppe schierate nella zona di Lyman, città contesa nell’est del Paese dove è in corso una controffensiva contro le posizioni russe. Zelensky ha incontrato i soldati impegnati nelle operazioni, consegnato onorificenze statali e dialogato con il comandante di brigata sul progresso delle missioni in quel settore.
Volontari cinesi nell’esercito ucraino
Sul fronte del reclutamento internazionale, il Guardian ha rivelato che un’unità ucraina specializzata in ricognizione sta portando avanti un programma riservato per arruolare volontari cinesi disposti a combattere contro la Russia. Attualmente partecipano alla formazione circa una dozzina di persone. Cinque di esse hanno già completato l’addestramento ma sono rientrate in Cina dopo aver subito pressioni da parte delle autorità di Pechino.
I volontari vengono reclutati tramite social media e passaparola. Il rischio per i cittadini cinesi arruolati è duplice: oltre ai pericoli del campo di battaglia, devono fare i conti con le possibili ritorsioni sulle proprie famiglie. Il ministero degli Esteri cinese ha ribadito l’invito ai propri cittadini a tenersi lontani dalle zone di conflitto e a non prendere parte ad alcuna operazione militare.
La questione dei prigionieri nordcoreani e le tensioni con Seul
Un nuovo fronte diplomatico si è aperto tra Ucraina e Corea del Sud. L’intelligence sudcoreana (Nis) ha riferito che Kiev aveva chiesto per prima di mantenere riservato il trasferimento di due soldati nordcoreani catturati, poi consegnati a Seul a metà settembre. Zelensky aveva però reso pubblica la notizia durante il suo intervento alle Nazioni Unite, scatenando la protesta di Seul, che ha convocato l’ambasciatore ucraino ad interim.
Secondo l’analisi del Nis, la scelta di rendere nota l’operazione potrebbe essere stata dettata dalla volontà di Zelensky di guadagnare consenso nell’opinione pubblica sudcoreana in vista di un possibile sostegno in termini di forniture militari.
La Russia recluta in Bolivia con false promesse di lavoro
L’ambasciatore dell’Unione europea in Bolivia ha lanciato un avvertimento ai cittadini boliviani, in particolare ai giovani: alcune offerte di lavoro diffuse sui social media — con promesse di stipendi tra 2.500 e 2.700 dollari al mese e bonus iniziali fino a 16.000 dollari per mansioni edili o di sicurezza — potrebbero celare operazioni di reclutamento per il fronte ucraino. La Cancelleria boliviana ha ricevuto 34 richieste di assistenza consolare legate al conflitto, mentre la Procura ha aperto quattro indagini per tratta di persone a scopo di arruolamento militare. Mosca nega ogni coinvolgimento ufficiale.



